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Premier League

  • 30 aprile 2012
  • • 21.00
  • • Etihad Stadium, Manchester
  • Arbitro: A. Marriner
  • • Spettatori: 47259
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FIN
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Manchester City-Manchester United 1-0: In alto i calici per Mancio! Red Devils al tappeto, la Premier League si tinge di biancoceleste

Manchester City-Manchester United 1-0: In alto i calici per Mancio! Red Devils al tappeto, la Premier League si tinge di biancoceleste

Getty Images

Citizens a un passo dalla vittoria del campionato: raggiunta la squadra di Ferguson, la differenza reti è dalla loro parte. Kompany-goal nel primo tempo e successo legittimato

"Fergie i tuoi vicini rumorosi, diventeranno ancora più rumorosi", prometteva questo lo striscione dei tifosi dei Citizens che campeggiava sulle tribune dell'Etihad Stadium. Una promessa che sicuramente verrà mantenuta. Anche perchè il Manchester City di stasera ha vinto con merito, dominando uno United incapace di creare un'occasione che sia una. Tradito dai propri uomini chiave, Rooney su tutti, e da un atteggiamento fin troppo remissivo. Per Mancini la rimonta è completata, nel modo migliore possibile. Dopo un'attesa di 44 anni, il titolo è lì, a 180 minuti. Il Blue Moon, nel frattempo, è già partito...

FORMAZIONI - Mancini propone un 4-2-3-1 pieno zeppo di classe e talento. Nella difesa a quattro composta da Kompany, Lescott, Clichy e Zabaleta, l'unica novità è rappresentata dal terzino argentino. Barry e Tourè sono la diga in mediana, mentre Silva, Aguero e Nasri, con Tevez unica punta, proveranno a far impazzire la difesa dei Red Devils. Solo panchina per Dzeko e per il 'pentito' Balotelli.

Sir Alex preferisce invece una squadra più equilibrata. Rinuciando a Wellbeck in avanti e schierando un 4-5-1 con Smalling e Ferdinand centrali, Jones ed Evra esterni. In mezzo al campo un quintetto di sostanza e qualità con Carrick e Scholes più arretrati, Giggs, Park e Nani a giostrare alle spalle di Wayne Rooney.

PARTITA - Passa un minuto e lo United fa sentire subito la sua presenza, creando scompiglio nell'area piccola di Hart, incerto in uscita, sugli sviluppi di un calcio d'angolo. La partita non viaggia su livelli particolarmente alti d'intensità. Lo United gestisce maggiormente il possesso palla, il City temporeggia e studia le mosse per scardinare la difesa di Sir Alex. Il primo guizzo è di Nasri, che dal limite dell'area trova un buco in verticale per Tevez. L'argentino la mette bassa, tesa in mezzo, ma Jones riesce a spazzare in scivolata.

Il City comincia ad aumentare la pressione col passare del tempo, giocando palla a terra e sfruttando la velocità dei suoi esterni, comprese le sovrapposizioni di Clichy e Zabaleta. Ed è proprio quest'ultimo ad avere una buona occasione dopo un rimpallo a centro area, ma la sua conclusione finisce debolmente tra le braccia di De Gea.

L'inerzia della partita si sposta progressivamente e prevedibilmente dalla parte dei ragazzi del Mancio. Smalling e Jones riescono a tenere gli spunti di Aguero e Tevez, mentre Nani e Rooney provano a sfruttare gli spazi che si aprono in contropiede. Come al 40', quando un cross sul secondo palo del portoghese trova la deviazione volante del numero dieci che però non trova nessun appostato a centro area. Chi invece si fa trovare prontissimo a centro area è Kompany. E' il minuto 46 quando l'angolo battuto da Silva finisce dritto dritto sulla zucca del centrale belga, che brucia Smalling e trafigge De Gea. Il primo tempo finisce così, tra il delirio dei 'vicini rumorosi'.

Ad inizio ripresa i Citizens non mollano la pressione sull trequarti dello United e riuscire a trovare gli spazi per le ripartenze, per i Red Devils, diventa veramente complicato. Fergie mette dentro Wellbeck per un evanescente Park con la speranza di dae maggior peso all'attacco e non far soffrire di solitudine Rooney, ma la prima iniziativa del secondo tempo è sempre di marca City, con Yaya Tourè che ci prova con un tiro cross basso respinto con i piedi da De Gea.

Lo United prova ad aumentare l'intensità del proprio gioco, pressa più alto e costringe Mancini ad inserire De Jong, con la speranza di mordere le caviglie ai produttori di gioco dei Diavoli Rossi. Occasioni ghiotte, però, non se ne vedono ed il City non deve faticare più di tanto per smorzare le azioni di Rooney e compagni prima che diventino di una certa pericolosità. Tourè con due tiri dalla distanza prova a chiudere il prima possibile la pratica, ma il pallone calciato dall'ivoriano si limita a spostare l'aria vicino i pali della porta di De Gea.

Nei minuti finali lo United sembra non averne più. Il City trova enormi spazi ed ha nuovamente occasioni per chiudere definitivamente i conti. Prima con Clichy e poi con Nasri, reo di aver tentato qualche dribbling di troppo. L'arbitro Marriner da cinque minuti di recupero, il pubblico di casa non gradisce ma non ha nulla da preoccuparsi. I ragazzi di Ferguson non riescono nemmeno a fare il solletico alla difesa dei ragazzi del Mancio, che trionfano con merito e adesso si vedono già in mano col titolo.

CHIAVE - Mancini mette in campo tutta la tecnica e la velocità possibile. Il City arriva quasi sempre prima su tutti i palloni e dimostra di avere molta più risorse di uno United apparso spuntato e spompato allo stesso tempo. Ferguson schiera una formazione agli antipodi di quella del Mancio. L'impressione è che la voglia di vincere questa partita abbia fatto la differenza a favore del City, che ha ingranato almeno due marce in più.

CHICCA - Per vedere l'ultimo derby di Manchester così decisivo bisogna tornare indietro alla stagione 67'-68', quella dell'ultimo titolo del City. I Citizens conquistarono quella che ancora si chiamava First Division violando l'Old Trafford con un perentorio 3-1 e conclusero la stagione con due punti di vantaggio sui rivali di sempre.

TATTICA - Appena in campo si nota che anche il Man United è schierato con un 4-2-3-1. Nani e Giggs sono i due esterni del tridente alle spalle di Rooney, menre Park agisce tra le linee, supportando Rooney in fase di possesso palla ed aggredendo Tourè in quella di non possesso. Nella ripresa, però, Ferguson toglie il koreano per inserire Wellbeck, a far compagnia ad un malinconico Rooney, e passare ad un più offensivo 4-4-2.

Nel City il dubbio era chi fosse la prima punta tra Aguero e Tevez. I due argentini, però, hanno preferito non dare punti di riferimento alla difesa dello United intercambiandosi nel ruolo di attacante centrale e svariando a turno su tutto il fronte offensivo. Mancini risponde all'ingresso di Wellbeck inserendo De Jong per Tevez, con lo scopo di aumentare il pressing in mezzo al campo. L'unica punta rimane Aguero, mentre Toure viene avanzato nel trio dietro il Kun. Nei dieci minuti finali arriva l'ultimo cambiamento nel modulo del City: entra Richards per Silva e si passa ad un copertissimo 3-5-1-1.

MOVIOLA - Partita arbitrata in maniera inceccepibile da Marriner. Una direzione all'inglese, e ci mancherebbe altro, ma con le ammonizioni al posto giusto.

PROMOSSI&BOCCIATI - La palma del migliore va sicuramente a Zabaleta. Corre su tutta la fascia per 90 minuti senza conoscere soste e rende assolutamente ridicola la prova di Nani. Grande nota di merito anche per Yayà Toure, sempre più uomo chiave nell'economia di gioco del City. Non fa tantissimo Tevez, ma il posto da titolare sembra ormai di nuovo suo.

Chi si salva nello United? Nessuno. Rooney un fantasma, Giggs non era in serata.Ma è tutto il Man Utd a non girare bene. Poco pressing, poca reattività. Il peggiore però non era in campo, ma in panchina. Stiamo parlando di Sir Alex, che non ha dato mai l'impressione, per lui parlano le sue scelte, di volersi giocare a pieno la partita.

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