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Serie A

  • 02 dicembre 2013
  • • 21.00
  • • Stadio Olimpico, Roma
  • Arbitro: M. Bergonzi
  • • Spettatori: 30000
2
FIN
4

Lazio-Napoli 2-4: Terremoto Higuain, la banda Benitez rinasce

Doppio Higuain, Callejon e Pandev, il Napoli torna alla vittoria dopo tre sconfitte consecutive: 4-2 alla Lazio, biancocelesti in goal grazie a Keita e all'autorete di Behrami.

Il Napoli ritrova la via del successo, la Lazio vede acuirsi la sua crisi. Il posticipo dell'Olimpico fa felici i partenopei, che si impongono 4-2 e portano a casa tre punti di platino. Dopo il botta (lampo di Higuain) e risposta (autorete di Behrami) a metà primo tempo, la gara viene decisa nella ripresa: un tocco ravvicinato di Pandev, il secondo centro del 'Pipita' e un contropiede di Callejon rendono inutile il gioiello finale di Keita e permettono a Benitez di riavvicinarsi al secondo posto, ora appena tre punti più su.

FORMAZIONI - Petkovic si affida alla difesa a quattro, con Konko e Radu ai lati della coppia centrale Ciani-Cana: in cabina di regia c'è il recuperato Biglia, accompagnato da Gonzalez ed Hernanes. L'assenza di Klose viene surrogata da Perea, preferito a Floccari: Candreva e Lulic supportano il colombiano partendo dalle corsie.

Benitez è ancora senza Hamsik, ma non cambia il suo 4-2-3-1: alle spalle di Higuain si piazza Pandev, mentre Callejon ed Insigne si muovono sulle fasce. In mediana c'è regolarmente Behrami, che fa compagnia ad Inler: Britos affianca Albiol al centro della retroguardia, Maggio ed Armero sono gli esterni bassi.

PRIMO TEMPO - Più della voglia di vincere, allo stadio Olimpico sembra prevalere la paura di incappare in un altro risultato storto. Lazio e Napoli arrivano da momenti diversi ma altrettanto delicati ed in campo si vede: la manovra è poco fluida, da una parte come dall'altra. Il lampo di Candreva, che in avvio va ad un passo dal vantaggio con un diagonale ravvicinato, non accende la qualità del gioco, anzi.

Mentre la squadra di Benitez, che nel primo quarto d'ora gioca con Insigne a destra e Callejon a sinistra, macina gioco ma si ferma sulla trequarti, i padroni di casa vanno a strappi, provandoci soprattutto con complicate soluzioni da fuori.

I ventidue in campo faticano in egual misura non solo con la palla al piede, ma anche nella fase difensiva. Il vantaggio del Napoli, figlio di una gran numero di Higuain ma anche di un colossale buco della coppia centrale Ciani-Cana, dura lo spazio di un minuto: anche i partenopei sbandano dietro e finiscono per autoflagellarsi subito con Behrami.

Dal pareggio a reti bianche a quello con un centro per parte cambia poco. Padroni di casa e ospiti restano prigionieri della tensione legata al periodo storto (e delle fatiche per gli impegni europei, che incidono soprattutto sui padroni da casa) e vanno avanti senza forzare, con poca lucidità e tanta improvvisazione: il pareggio con cui si chiude la prima frazione è il risultato più logico.

SECONDO TEMPO - La squadra di Benitez è più fresca e in avvio di ripresa la differenza si vede. Il Napoli riparte dai blocchi con un tono atletico superiore e mette subito la freccia: a sfruttare la seconda volta le amnesie della difesa biancoceleste è Pandev, che risolve una mischia nell'area di Marchetti infilando da due passi e poi esulta polemico verso i suoi ex tifosi (e l'ex presidente, soprattutto).

Per provare a raddrizzare la sfida Petkovic stravolge l'assetto tattico della sua squadra, inserendo in rapida successione Floccari prima e Keita poi. Neanche con un modulo più offensivo, però, i suoi riescono a far male alla squadra partenopea.

L'atteggiamento più spregiudicato, al contrario, finisce per evidenziare ulteriormente le fragilità di una difesa decisamente poco attenta. Con più spazi a disposizione Higuain non può non far male: il centro del tris, nato anche grazie ad un intervento sciagurato di Cana, sembra mettere in ghiaccio la partita.

Benitez conosce l'importanza della posta in palio e non fa lo schizzinoso: per una volta si copre, inserendo Dzemaili e Mertens al posto di Pandev ed Higuain. Il finale del match si accende grazie ad un grandissimo goal di Keita, che illude l'Olimpico a due minuti dal novantesimo: Callejon spegne le residue speranze biancocelesti in pieno recupero ed il Napoli torna alla vittoria.

CHIAVE - La Lazio non vince in campionato da oltre un mese, il Napoli arriva da tre sconfitte consecutive. Le due squadre si portano dietro le scorie figlie di un periodo poco brillante e faticano a dare un filo logico alle rispettive manovre. A fare la differenza sono le incredibili amnesie difensive della squadra biancoceleste, in cui l'assenza di Biava pesa più di quella di Klose: trascinati dalla classe di Higuain, i ragazzi di Benitez ne approfittano e si regalano una vittoria importantissima.

MOVIOLA - La partita è dura, gli scontri in mezzo al campo non mancano: Bergonzi dirige le operazioni con attenzione, peraltro limitando al minimo i cartellini.

Nel finale del primo tempo Higuain sfrutta una respinta corta di Marchetti e appoggia in rete, ma il fischietto ligure annulla il goal e fa bene: sulla conclusione di Insigne, infatti, il 'Pipita' è al di là della linea difensiva di Petkovic. Nella seconda parte la gara fila via senza episodi scabrosi.

Dalle Pagelle:

IL MIGLIORE - Higuain. El Pipita si è scatenato, e pensare che Benitez aveva pure dovuto svegliarlo da uno strano torpore iniziale che lo aveva visto diverse volte in fuorigioco. Poi ha cliccato il tasto on e da lì in poi è stato un massacro, con il povero Cana ridotto come un pugile abbattuto per KO. Salta l'uomo e palla al piede trafigge Marchetti anticipando anche il ritorno di Ciani. Entra nell'azione del secondo goal crossando per Maggio e infine stocca per la terza rete, è praticamente ovunque e comunque.

IL PEGGIORE - Cana. Aveva il cliente più scomodo che potesse immaginare e perde tutti i duelli. Sul primo goal viene scherzato con un gioco di prestigio, sul raddoppio dell'argentino dà le spalle alla sfera e si produce in una scivolata obbrobriosa. Serata da dimenticare in fretta.

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