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Europa League

  • 19 settembre 2013
  • • 21.05
  • • Stadio Olimpico, Roma
  • Arbitro: K. Jakobsson
  • • Spettatori: 11769
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FIN
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Cavana e Cana in azione

Lazio-Legia Varsavia 1-0: Buona la prima europea dell'Aquila, decide Hernanes su assist di Keita

Cavana e Cana in azione

Getty Images

La Lazio supera di misura i polacchi del Legia. Noioso il primo tempo, nella ripresa decide l'inzuccata di Hernanes, su assist di Keita. Palo del Profeta al 66'.



La Lazio versione continentale non stecca la gara d'esordio. Nel match di apertura del Gruppo J di Europa League, i biancocelesti fanno in pieno il loro dovere e mandano il Legia Varsavia al tappeto, mettendo subito in cassaforte i primi tre punti. A decidere la sfida dell'Olimpico è una zuccata di Hernanes in avvio di ripresa, che permette ai suoi di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo: Petkovic festeggia l'1-0 e inizia la marcia di avvicinamento al derby nel migliore dei modi.

FORMAZIONI - Il match con la Roma è alle porte, Petkovic sceglie la strada del turn-over. Solo la linea difensiva ricalca quella vista contro il Chievo: Gonzalez e Hernanes guardano le spalle a Onazi in mezzo al campo, Ederson e Keita supportano Floccari nell'inedito tridente. A differenza del collega biancoceleste, Urban manda in campo i suoi uomini migliori. Perso Dvaliszvili, andato ko alla vigilia, il tecnico polacco piazza Saganowski al centro dell'attacco: Radovic si muove sulla trequarti, Ojamaa e Kosecki partono dalle corsie.

PRIMO TEMPO - Alla vigilia Petkovic era stato chiaro: la Lazio non ha intenzione di snobbare alcuna competizione, tanto meno quella europea. I biancocelesti in campo assecondano le intenzioni del tecnico e partono con grande determinazione, aggredendo subito il Legia. Benché accompagnato da un folto gruppo di rumorosissimi tifosi, i polacchi faticano ad uscire dal guscio, ma dalla loro hanno il merito di chiudere con ordine tutti gli spazi. Per i padroni di casa, insistenti ma sterili nei primi venti minuti, l'unico modo per pungere è quello di affidarsi alla palle inattive.

Quando Hernanes batte due corner in rapida successione, la Lazio crea altrettanti pericoli: il destro ravvicinato di Ederson viene respinto in extremis dalla difesa polacca, la zuccata di Konko termina di poco sul fondo. I capitolini sembrano in assoluto controllo della sfida, pronti ad affondare il colpo. Alla prima disattenzione, invece, corrono un rischio grande così: soltanto un super Marchetti evita la beffa sulla conclusione ravvicinata di Kosecki. Scampato il pericolo, Hernanes e soci vorrebbero riprendere il filo del discorso, ma vengono ostacolati dalla fittissima rete di maglie verdi in mezzo al campo, che chiude gli spazi e smorza sul nascere ogni bozza di iniziativa: la prima frazione, noiosa nell'ultimo quarto d'ora, si chiude inevitabilmente a reti inviolate.

SECONDO TEMPO - Per provare a dare la scossa ad un match piuttosto noioso, Petkovic ridisegna la sua squadra, tornando al più classico 4-2-3-1. Il risultato è talmente positivo che nel giro di 8' la Lazio si ritrova avanti di un goal: a sbloccare il risultato è Hernanes, che sfrutta uno splendido spunto del giovane Keita e di testa fulmina l'incolpevole Skaba. Il nuovo punteggio non cambia di una virgola il canovaccio della gara. Sfruttando l'eccessiva timidezza del Legia, sempre bloccato nella propria metà campo, la squadra biancoceleste continua a spingere, pur senza grande veemenza.

Sulle ali dell'entusiasmo della rete appena segnata, Hernanes ritrova una vivacità prima dimenticata: dopo una bella azione personale il brasiliano spara dal limite, ma il suo destro velenoso va a schiantarsi contro il palo. Vista la pochezza tecnica degli avversari, che non vanno oltre una debole conclusione di Ojamaa, i padroni di casa provano a chiuderla con Ederson, il cui diagonale termina a lato di poco. I cambi di Urban, che butta nella mischia Kucharczyk e Jodlowiec, non danno la scossa al Legia: inserendo Ledesma, Lulic e Novaretti, Petkovic riesce a gestire senza affanni le modifiche polacche. Le sporadiche sortite offensive degli ospiti nell'ultimissimo spezzone del match non sono incisive: la Lazio non trema e porta a casa la vittoria.

CHIAVE - Dovendo gestire il doppio impegno (e il prossimo, in programma tra tre giorni, è particolarmente atteso), Petkovic rivoluziona la sua squadra, inserendo diverse seconde linee in un contesto tattico diverso dal solito. Il risultato è prevedibile: i biancocelesti ci mettono impegno e voglia di fare, ma fanno una gran fatica a sviluppare armoniosamente la manovra. Ad inizio ripresa il tecnico bosniaco torna all'antico e la musica cambia: con il modulo più conosciuto la Lazio ritrova vecchie certezze, sblocca subito il risultato e porta a casa un risultato prezioso.

MOVIOLA - La partita è molto tranquilla, Jakobsson la dirige senza particolari problemi. Nell'arco dei 90' non si registrano episodi scabrosi: il fischietto islandese sceglie la linea morbida e interviene il meno possibile, limitandosi a sventolare un paio di cartellino gialli in faccia ad Ederson e Ciani.

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