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Serie A

  • 03 novembre 2013
  • • 15.00
  • • Stadio Olimpico, Roma
  • Arbitro: D. Tommasi
  • • Spettatori: 33919
0
FIN
2

Lazio-Genoa 0-2: Kucka e Gilardino corsari, il Grifone stende l'Aquila

Clamoroso tonfo casalingo della Lazio, che domina il primo tempo ma va sotto nella ripresa. Sblocca un bel diagonale di Kucka, raddoppia il solito gilardino su calcio di rigore.



La Lazio perde in casa dopo 5 risultati utili consecutivi ottenuti tra le proprie mura e vede allontanarsi la zona Europa, ormai a sette lunghezze. Il Genoa vince, invece, per la prima volta lontano da Marassi, grazie ad un’altra, l’ennesima, bella prova di Alberto Gilardino, anima e cuore del Grifone, che conquista tre punti preziosi tirandosi fuori dalle zone calde della classifica.

FORMAZIONI - I due allenatori, Petkovic e Gasperini, devono far fronte alle numerose assenze: Biava, Novaretti, Dias e Konko da una parte e Calaiò, Lodi, Santana e Vrsaljko dall’altra. Il tecnico di Sarajevo ripropone un 4-1-4-1 classico con Ledesma davanti alla difesa, Felipe Anderson e Candreva a supporto di Klose e Pereirinha esterno basso. A sorpresa, Hernanes resta in panchina. I liguri, invece, si affidano al 3-5-2, con un inedita coppia d’attacco composta da Antonelli e Gilardino.

PRIMO TEMPO - Si prospetta un bel pomeriggio di calcio nella capitale, ricco di storia e tradizione. Allo stadio Olimpico, infatti, si affrontano due delle squadre più antiche d’Italia, la Lazio e il Genoa, fondate rispettivamente nel 1900 e nel 1893. Nonostante il cielo di Roma sia più grigio del solito, i padroni di casa appaiono in gran forma e si affidano alle solite luci, Candreva e Klose, con un inaspettato Pereirinha in grande spolvero; i rossoblù, invece, provano per lo più a sfruttare le ripartenze affidandosi alla vena realizzativa di Alberto Gilardino, alla ricerca del 164esimo goal nella massima serie.

Tuttavia, l’ex campione del mondo soffre la marcatura di Ciani e non riesce a trovare lo spunto necessario per colpire Marchetti. La Lazio, invece, si presenta diverse volte dalle parti di Perin, senza però trovare il goal del vantaggio. Dopo venti minuti Pereirinha salta un paio di uomini sulla fascia sinistra, arriva sul fondo e trova Klose il quale svetta più in alto di tutti ma trova la pronta risposta del giovane Perin. Pochi secondi dopo il tedesco si ripete: questa volta l’ex estremo difensore del Pescara è battuto ma il centravanti non trova la porta per un nonnulla.

Gli ospiti, senza idee, si affidano alla qualità di Matuzalem ma il primo vero tiro in porta arriva solo alla mezzora, con Kucka che conclude alto sopra la traversa. Pochi istanti dopo i biancocelesti ci riprovano con una punizione dal limite, sempre con il solito Candreva, ma Perin non si lascia sorprendere. Non succede più nulla e le due squadre rientrano negli spogliatoi con la Lazio padrona del campo e il Genoa che si difende con ben dieci uomini dietro la linea della palla.

SECONDO TEMPO - La ripresa si apre con un cambio che si rivelerà fondamentale: per il Genoa fuori un impalpabile Marchese e dentro il talento greco Ioannis Fetfatzidis. La gara cambia, nella seconda frazione di gioco il Genoa prende in mano le redini del gioco, con i biancocelesti che si difendono, sfruttando l’estro e l’imprevedibilità del solito Antonio Candreva, oggi predicatore nel deserto. Dopo pochi minuti i rossoblù hanno una grande occasione con Gilardino che però, solo davanti a Marchetti, sbaglia il controllo regalando il pallone all’estremo difensore biancoceleste.

Al quarto minuto di gioco Candreva imperversa in area di rigore, crossa al centro, Antonini ci mette il braccio e l’esterno della Nazionale reclama un calcio di rigore. L’arbitro è impassibile e lascia correre, nonostante le palesi proteste degli aquilotti. Ma la svolta arriva al 20esimo, quando il Genoa approfitta di una svista della difesa e punisce la retroguardia laziale: Fetfatzidis serve Kucka sulla corsa, lo slovacco entra in area di rigore, elude la marcatura di Cavanda e trafigge Marchetti. Grifone in vantaggio e biancocelesti costretti ad inseguire.

A questo punto Petkovic opera un doppio cambio, sostituendo prima uno spento Felipe Anderson, dotato di una buona tecnica ma inconcludente, con un altro brasiliano, Ederson, ed infine Perea, al posto di Gonzalez, per dare più peso all’attacco. Ma è tutto inutile perché il Genoa raddoppia: Ciani, ingenuo, causa il rigore e Alberto Gilardino ringrazia, realizzando il goal numero 164 in Serie A e il quinto centro stagionale, l’ennesima perla di un centravanti più forte del tempo e dell’età. I biancocelesti provano a reagire, specie con Klose e Candreva, gli ultimi ad arrendersi, ma il Genoa si difende bene, innalzando muri e scavando trincee davanti alla porta di Perin.

CHIAVE - Gasperini indovina la mossa tattica, mandando in campo il giovane talento greco Ioannis Fetfatzidis, ex Olympiakos. L’esterno si posiziona tra le due linee ed offre l’assist a Kucka per la rete che sblocca il risultato. Discreta tecnica e buona visione di gioco per questo giocatore, il quale ha bisogno di continuità per mettere in mostra la sua classe.

MOVIOLA - Partiamo dal Genoa: il rigore per i liguri è netto, Ciani allarga palesemente il braccio, commettendo un’ingenuità. La Lazio, invece, reclama ben due calci di rigore. Il primo, per un fallo di Biondini ai danni di Candreva, con l’ex cagliaritano che tira la maglia dell’ala della Nazionale, il secondo per un tocco di mano di Antonini, sempre su cross di Candreva. Evidenti dubbi in entrambi gli episodi, i rigori si potevano fischiare.

Dalle Pagelle:

IL MIGLIORE - Mattia Perin. Compie un autentico miracolo su Klose e si fa trovare sempre pronto quando viene chiamato in causa, dando sicurezza a tutto il reparto anche nelle uscite alte. Il successo del Genoa passa per i suoi guantoni.

IL PEGGIORE - Micheal Ciani. Nella ripresa entra in campo distratto e poco concentrato, concedendo subito una ghiotta occasione a Gilardino. Poi è ingenuo e goffo nel tocco di mano in area, che taglia le gambe alla Lazio.

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