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Serie A

  • 15 settembre 2013
  • • 15.00
  • • Stadio Olimpico, Roma
  • Arbitro: G. Calvarese
  • • Spettatori: 30000
3
FIN
0

Lazio-Chievo 3-0: Veneti travolti dai biancocelesti. Candreva, Cavanda e Lulic non lasciano scampo a Therau e compagni

Candreva, Cavanda e Lulic sono stati i marcatori della squadra di Petkovic, che non ha davvero incontrato resistenza da parte dei gialloblù veneti.

Petkovic può tornare a sorridere. Messo da parte un inizio di stagione a corrente alternata, la Lazio riparte con una vittoria tanto preziosa quanto meritata. Il Chievo, vera e propria bestia nera negli ultimi anni, questa volta recita il ruolo di sparring partner: a mandarlo al tappeto pensano Candreva, Cavanda e Luilic, che decidono la sfida dell'Olimpico fin dal primo tempo e fissano il punteggio sul 3-0. Mentre i biancocelesti festeggiano, convinti di aver dato una sterzata positiva al loro campionato, Sannino si lecca le ferite: il calendario non l'ha aiutata, ma la fragilissima squadra veneta è ferma al punticino strappato a Parma nella gara d'apertura.

FORMAZIONI - Senza l'acciaccato Biglia e lo squalificato Hernanes, Petkovic ridisegna il centrocampo biancoceleste, piazzando Onazi e Ledesma in mediana ed Ederson alle spalle di Klose: in difesa si rivede Konko, di nuovo titolare a destra, mentre Cavanda si sposta dalla parte opposta per sostituire Radu. Ancora privo dell'infortunato Dainelli, Sannino conferma Papp accanto a Cesar al centro della difesa clivense: Thereau e Paloschi formano la coppa d'attacco, Hetemaj e Sestu hanno il compito di supportarli partendo dalle corsie esterne.

PRIMO TEMPO - Il clima surreale creato dai tifosi biancocelesti, che nel primo quarto d'ora lasciano vuota la Curva Nord dell'Olimpico in segno di protesta contro il mercato di Lotito, si ripercuote sull'atteggiamento delle due squadre, che partono a ritmi molto blandi. Mentre il Chievo si limita a gestire con ordine, però, Ederson dà l'immediata scossa ai suoi, recuperando un gran pallone in mezzo al campo e lanciando Candreva verso la porta ospite: complice una deviazione di Cesar, il centrocampista azzurro supera Puggioni e all'8' trova l'improvviso goal del vantaggio.

Colpita a freddo, la squadra di Sannino prova a riorganizzarsi, ma non riesce ad andare oltre una lunga serie di calci d'angolo senza esito: benché perda subito Biava, sostituito da Ciani al quarto d'ora, la difesa biancoceleste regge l'urto senza scomporsi. Per riuscire ad incidere i veneti sono costretti ad aspettare un banale errore di Cavanda, che a sinistra sembra spaesato: Paloschi prova ad approfittarne, ma il suo destro da fuori viene neutralizzato da Marchetti. Comprendendo gli imbarazzi del suo terzino, Petkovic lo sposta sulla sua corsia preferita, la destra.

Cavanda, di nuovo a suo agio, ringrazia il suo tecnico con la rete del raddoppio: sfruttando un lungo cross di Ledesma, il belga si allunga in spaccata e appoggia nella porta sguarnita. Gli ospiti, tramortiti, accusano il colpo, lasciando praterie incustodite nella propria trequarti. La Lazio non si fa pregare e nel finale di tempo va ancora a segno: a calare il tris è Lulic, che supera Puggioni con un diagonale mancino e permette ai suoi di andare negli spogliatoi sul triplo vantaggio.

SECONDO TEMPO - Per provare a riaccendere la luce della sua squadra, Sannino si gioca la carta Estigarribia, che in avvio di ripresa prende il posto di Sestu sulla corsia mancina. Una dormita di Cavanda, croce e delizia della difesa biancoceleste, regala subito al nuovo entrato una palla invitante: il paraguaiano la serve a Paloschi, ma l'attaccante ex Milan non trova la deviazione vincente da due passi. Lo scampato pericolo sveglia la Lazio, che lentamente riprende a macinare gioco e mette i brividi alla traballante difesa ospite.

L'ingresso in campo di Paloschi al posto di Radovanovic, con conseguente passaggio al tridente da parte dei veneti, non cambia l'inerzia della sfida: ad essere pericolosi sono sempre i padroni di casa, che vanno ad un passo dal poker quando Candreva centra la traversa con un pallonetto vellutato. I biancocelesti giocano sul velluto, affacciandosi a più riprese dalla parti di Puggioni: il portiere clivense, impegnato due volte in rapida successione da Lulic e Klose, riesce a limitare il passivo. Vedendo la sua difesa in difficoltà Sannino torna all'antico, ridando fiato al centrocampo con l'inserimento di Acosty per Thereau.

Dopo una brivido regalato da Estigarribia, però, si vede solo la Lazio: Onazi va a sbattere contro Puggioni dopo una bella penetrazione centrale, Candreva sfiora la traversa con un bel destro da fuori. Le distrazioni finali della difesa dei padroni di casa regalano a Paloschi un paio di buone occasioni, ma Marchetti mantiene inviolata la propria porta: dopo aver regalato al giovane Keita la gioia dell'esordio, Petkovic festeggia il ritorno alla vittoria.

CHIAVE - Le primissime battute del match sembrano favorevoli al Chievo, che sfrutta l'avvio lento della Lazio per prendere campo e affacciarsi dalle parti della porta biancoceleste. A cambiare l'inerzia del match è l'improvviso goal del vantaggio di Candreva, che all'8' dà alla contesa l'immediata svolta. La squadra di Sannino si scioglie subito, denotando un'incredibile fragilità psicologica: i padroni di casa non si fanno pregare a chiudono la partita già nel primo tempo.

MOVIOLA - Complici i ritmi bassi e la netta differenza di valori in campo, la partita fila via senza particolari tensioni. Per Calvarese dirigerla è fin troppo agevole: il fischietto abruzzese può limitarsi a sventolare otto cartellini gialli, peraltro tutti legittimi. Nessun dubbio sul raddoppio biancoceleste: Cavanda, l'autore del goal, parte in posizione regolarissima sul cross lungo di Ledesma da sinistra.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Candreva. Sblocca subito la gara e si rivela un pericolo costante quando la palla è tra i piedi dei suoi compagni.

IL PEGGIORE - Rigoni. Dimostra di fare fatica fin dai primi minuti, crolla assieme ai suoi compagni nel finale di primo tempo.

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