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Serie A

  • 27 ottobre 2013
  • • 20.45
  • • Stadio Olimpico, Roma
  • Arbitro: D. Massa
  • • Spettatori: 36585
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FIN
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Perea ha colpito un palo nella ripresa

Lazio-Cagliari 2-0: Petkovic indovina i cambi, Klose entra e decide la partita

Perea ha colpito un palo nella ripresa

Getty Images

Dopo un primo tempo equilibrato, ben giocato dai sardi, nella ripresa Klose va in goal alla prima occasione, poi un'ingenuità di Pisano costa il goal su rigore di Candreva.

La Lazio supera 2-0 il Cagliari nel posticipo dell'Olimpico, trovando due goal nel secondo tempo. Dopo cinque partite senza vittorie, la squadra biancoceleste ritrova il sorriso, rialza la testa e pur senza brillare si impone sui sardi, portando a casa il posticipo della nona giornata e con esso tre punti preziosissimi che le consentono di portarsi al 7° posto.

La partita dell'Olimpico, tutt'altro che divertente, viene decisa da una zuccata di Klose ed un rigore di Candreva, che in avvio di ripresa fissano il punteggio sul 2-0: Petkovic tira una boccata d'ossigeno e consolida la sua panchina, i sardi subiscono la seconda sconfitta esterna consecutiva.

FORMAZIONI
- Petkovic stravolge ancora la Lazio, sceglie Perea come punto di riferimento avanzato e affida a Candreva e Felipe Anderson il compito di supportarlo: Onazi ed Ederson guardano le spalle a Biglia in mezzo al campo, Novaretti affianca Cana al centro della difesa.

Diego Lopez conferma per dieci undicesimi il Cagliari visto contro il Catania: Murru viene preferito ad Avelar sull'out mancino, il rientrante Dessena fa compagnia a Conti e Nainggolan sulla linea mediana, Cabrera avanza sulla trequarti alle spalle di Sau ed Ibarbo.

PRIMO TEMPO -
Il momento biancoceleste è delicato, sulle tribune dell'Olimpico ci son troppi vuoti per trasmettere calore ai protagonisti in campo. La Lazo parte con l'idea di assaltare l'area nemica, ma non ha la serenità d'animo per sviluppare una manovra fluida e veloce. All'ordinatissimo Cagliari va benissimo così: la squadra di Lopez si limita ad aspettare e quando può riparte con Sau ed Ibarbo, due velocisti piazzati non a caso là davanti dal tecnico uruguaiano.

I timori che accompagnano i ragazzi di Petkovic impediscono allo spettacolo di decollare. Per dare un pizzico di vivacità in più ci vuole la personalità di Candreva, l'unico biancoceleste che ha il coraggio di andare oltre il compitino, ma per i padroni di casa arrivare dalle parti di Agazzi resta operazione complicatissima.

Decisamente più pericolosi gli ospiti, lucidi e rapidissimi ogni volta che ripartono: dopo un destro dal limite di Cabrera, che esce di un soffio alla sinistra della porta di Marchetti, ci vuole un salvataggio in extremis di Novaretti per fermare lo scatenato Ibarbo.

Comprendendo le difficoltà dei padroni di casa, i sardi prendono coraggio e avanzano leggermente il loro raggio d'azione, affacciandosi con maggior continuità sulla trequarti avversaria. La Lazio finisce per trovare qualche spazio in più, ma non va oltre un paio di colpi di testa del tutto innocui. Perico si fa male al 44' e al suo posto subentra Pisano, che ritrova il campo dopo una lunga assenza per infortunio che durava da aprile.

La prima frazione, decisamente noiosa, non può che concludersi a reti inviolate: il popolo dell'Olimpico non gradisce e non manca di farlo capire ai ragazzi di Petkovic, accompagnando con una selva di fischi il loro rientro negli spogliatoi.

SECONDO TEMPO
- I mugugni dei suoi tifosi spingono Petkovic a cambiare volto alla Lazio fin dall'avvio della ripresa. Difendere un inutile pareggio avrebbe poco senso e allora meglio giocarsela con un Klose in più, piazzandolo accanto a Perea al centro di un attacco finalmente pesante. La mossa del tecnico di Sarajevo sorprende il Cagliari, che non trova le contromisure adatte a fermare il nuovo sistema di gioco dei capitolini: la gara, di fatto, si decide nel primissimo spezzone della ripresa.

Sette minuti dopo il suo ingresso in campo, Klose sfrutta un cross di Candreva e con una zuccata da bomber di razza trova la rete che sblocca improvvisamente la contesa. I sardi non fanno in tempo a riorganizzarsi che il panzer tedesco si rivela nuovamente decisivo, andando a procurarsi il rigore del raddoppio: spiazzando Agazzi dal dischetto, Candreva mette la gara della Lazio in discesa e contemporaneamente dà la spallata definitiva alle ambizioni dei sardi, che da lì in avanti fanno una gran fatica a riproporsi con pericolosità.

Diego Lopez prova ad aumentare i muscoli del suo reparto offensivo inserendo Pinilla al posto di Sau, ma è sempre la Lazio a rendersi pericolosa ed andare vicina al tris con un palo di Perea. L'ingresso in campo di Cossu al posto di Cabrera, se non altro, dà al Cagliari la possibilità di far male su calcio da fermo, ma la zampata di Astori sul cross del fantasista sardo non è fortunata. Neanche le incertezze di Marchetti, tutt'altro che concentrato negli ultimissimi minuti della sfida, permettono a Nainggolan e Conti di dare un senso al finale del match: la Lazio ritrova il successo e l'Olimpico può festeggiare.

CHIAVE
- La Lazio ha bisogno di un risultato importante per dare una scossa positiva al primo scorcio della sua stagione, ma in campo mancano giocatori di esperienza e personalità necessari per trascinare i compagni fuori dal momento difficile.

Per ridare slancio ad una squadra impaurita serve l'ingresso in campo di Klose, buttato nella mischia da Petkovic all'inizio della ripresa. Il tedesco cambia il volto del match nel giro di dieci minuti, trovando subito il goal del vantaggio e poi andando a procurarsi il rigore che porta al raddoppio: il terribile uno-due manda al tappeto il Cagliari, che non ha la forza di reagire.

MOVIOLA
- I ritmi della gara sono blandi, la gara è molto corretta e dunque facilmente gestibile dal punto di vista arbitrale: Massa può dirigerla limitando i suoi interventi al minimo indispensabile. Sull'unico episodio dubbio, quello che permette alla Lazio di presentarsi sul dischetto al 10' della ripresa, il fischietto di Imperia vede bene: il fallo di mani di Pisano sull'incursione di Klose è tanto ingenuo quanto evidente.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Klose. Entra e spacca in due la partita. Trova subito un goal di testa, poi si procura il rigore del 2-0 e fallisce clamorosamente il 3-0 da posizione favorevole. La sua sola presenza in campo cambia il volto della squadra biancoceleste.

IL PEGGIORE - Dessena. Al rientro dopo l'infortunio, forse non è ancora al 100 per cento e si vede. Timido e poco presente nella manovra dei sardi, non riesce a entrare in partita.

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