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Campionato Club Mondiale

  • 14 dicembre 2011
  • • 11.30
  • • Toyota Stadium, Toyota
  • Arbitro: N. Rizzoli
  • • Spettatori: 29173
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FIN
3

Kashiwa Reysol-Santos 1-3: Il Peixe non tradisce le attese, Neymar illumina il Toyota Stadium. Messi e Barça avvisati...

Kashiwa Reysol-Santos 1-3: Il Peixe non tradisce le attese, Neymar illumina il Toyota Stadium. Messi e Barça avvisati...

Kazuhiro Nogi/FIFA.com

Nella prima semifinale del Mondiale per Club il 'Peixe' supera la formazione nipponica, trascinato dal suo fenomeno, autore di un goal da cineteca.

Il Santos non fallisce nella semifinale del Mondiale per Club contro i giapponesi del Kashiwa Reysol, strappando il primo biglietto per la finale, che vedrà Neymar e compagni sfidare presumibilmente i ‘marziani’ del Barcellona, guidati da Leo Messi. Proprio il numero 11 del ‘Peixe’, l’uomo più atteso, si guadagna la palma di man of the match, trascinando i suoi a suon di magie..

FORMAZIONI – Muricy Ramalho dispone il ‘Peixe’ col 4-3-1-2, con Ganso a sostegno della coppia d’attacco formata da Neymar e Borges. A centrocampo spicca la presenza dell’ex Manchester City Elano, con Arouca, seguito da tempo dalla Fiorentina, ed Henrique a completare la mediana. Sulla destra c’è Danilo, per molto tempo in orbita Milan ma che a gennaio si accaserà al Porto.

Il tecnico Nelsinho punta sul solito 4-4-2 e si affida ai due connazionali a centrocampo, i brasiliani Leandro Domingues e Jorge Wagner, miglior giocatore dell’ultimo campionato nipponico. In avanti la coppia Tanaka-Kudo, entrambi a segno contro Auckland agli ottavi.

PARTITA – Parte subito forte il Peixe e al 4’ il primo squillo di Neymar: errore clamoroso di Kondo nel tentativo di rinviare un pallone scodellato da Arouca, il numero 11 santista è rapido nell’approfittare della leggerezza dell’avversario ma con un tocco poco deciso colpisce il palo. Occasione sciupata per il fenomeno brasiliano,  lezioso nella circostanza. Giapponesi aggressivi, che concedono pochi spazi ai giocolieri del Santos e che gestiscono il possesso palla con grande oculatezza.

Al 18’ però l’acume tattico dei Reysol viene vanificato da una prodezza di Neymar. Il gioiello del ‘Peixe’  illumina Il Toyota Stadium con una magia assoluta: controllo al limite dell’area, sterzata con la suola, palla sul sinistro e tiro a giro sul palo lungo. Un goal da applausi dell’uomo-copertina, l’anti-Messi di questo Mondiale e del futuro…

Il Santos si sblocca col goal di Neymar e al 24’ trova il raddoppio con l’altro bomber, Borges, che da fuori area estrae dal cilindro un destro imparabile che si spegne proprio sotto l’incrocio dei pali. Al 26’ Tanaka prova a suonare la sveglia con un sinistro a giro, guadagnando però solo un calcio d’angolo. Al 34’ brivido per Neymar, che esce in barella dopo uno scontro con un compagno ma l’attaccante rientra dopo poco. Il Kashiwa si riaffaccia dalle parti di Rafael a pochi minuti dal termine della prima frazione con una sassata di Leandro Domingues da fuori area, neutralizzata però dall’estremo difensore brasiliano.

Nella ripresa Nelsinho inserisce Kitajima al posto di Kudo, ma al rientro dagli spogliatoi è la zoppia di Neymar a rubare l’attenzione. Claudicante, il fenomeno santista comincia comunque regolarmente il secondo tempo. Dopo pochi minuti è Danilo a presentarsi davanti a Sugeno su assist sempre di Neymar, ma il portiere giapponese risponde con un intervento provvidenziale.

Al 53’ sinistro dal limite di Ganso, conclusione centrale che non preoccupa Sugeno. Sull’azione successiva i giapponesi guadagnano un calcio d’angolo: stacca Sakai più in alto di tutti e riapre clamorosamente la partita. Il Santos non sembra concentrato come nella prima frazione e commette diversi errori in disimpegno.

Al quarto d’ora Ramalho richiama Elano, inserendo una punta, Alan Kardec, ma ci pensa Danilo, al 63’, a chiudere il match con una punizione chirurgica dai venticinque metri, con la palla che aggira la barriera e si infila nell’angolino. Nelsinho cambia allora anche l’altro attaccante, inserendo Sawa al posto di Tanaka. Al 68’ ottima occasione per Kitajima, che per anticipare Edu Dracena non trova però lo specchio della porta ma posizione favorevolissima. Al 75’ il Kashiwa sfiora il 3-2: verticalizzazione per Sawa che colpisce il palo in diagonale.

Poco dopo Ramalho risistema la squadra col 4-3-1-2 inserendo il centrocampista Borges al posto di Borges mentre Nelsinho richiama Hashimoto dando spazio a Hyodo. All’82 i giapponesi tornano a spingere e Sawa va a un passo dal goal sul cross di Domingues, mancando però l’impatto col pallone da pochissimi metri. Il Santos però reagisce subito e all’85 il neo entrato Ibson colpisce la traversa.

CHIAVE – Ottimo l’approccio dei giapponesi al match, ordinati e diligente, ma è la qualità dei fenomeni del Santos a fare la differenza: troppo il divario tecnico, Neymar da’ la sensazione di poter arrivare in porta col pallone ad ogni affondo.

CHICCA –Nelson ‘Nelsinho’ Baptista, allenatore dei Kashiwa Reysol ed ex calciatore, ha disputato 66 partite con la maglia del Santos tra il 1977 e il 1981, vincendo un Campionato Paulista nel 1978. Un’esperienza che gli è rimasta nel cuore visto che alla vigilia di questa sfida ha dichiarato di nutrire ancora grande affetto per il ‘Peixe’.

TATTICA
– Diligenti, organizzati, quadrati, i giapponesi non hanno demeritato, occupando bene gli spazi con il loro 4-4-2. La posizione di Ganso tra le linee poteva essere un rebus per il Kashiwa, ma la prova incolore del trequartista ha annullato il pericolo.

MOVIOLA – Nicola Rizzoli tiene bene in mano la gara, qualche dubbio solo al 71’: intervento da cartellino arancione, quasi da ultimo uomo, di Henrique al 71’, il fischietto italiano sceglie il giallo. Leandro Domingues e Kurisawa, diffidati, sono stati entrambi ammoniti e saranno costretti a saltare per squalifica la finalina per il terzo e quarto posto.

PROMOSSI&BOCCIATI – Migliore in campo ‘undisputed’, Neymar illumina la scena ad ogni giocata con scatti, dribbling, carezze con la suola e sterzate da fenomeno assoluto. Decisamente meno incisivi Elano e Ganso, dai quali ci si aspettava di più. Tra i giapponesi buonissima prova di Sakai, spina nel fianco sulla destra, bene anche Leandro Domingues, deludenti Tanaka e Kondo.

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