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Serie A

  • 01 dicembre 2013
  • • 18.30
  • • Juventus Stadium, Torino
  • Arbitro: G. Calvarese
  • • Spettatori: 32279
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FIN
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Juventus-Udinese 1-0: Llorente beffa i friulani in zona Cesarini, Madama in fuga

La Juventus ha condotto il gioco, ma l'Udinese si è difesa bene e con ordine, andando vicino al goal in contropiede. Buffon decisivo, poi Llorente segna il goal partita.

La Juventus batte 1-0 in casa l'Udinese, allunga al vertice e si porta a +3 sulla Roma. Guidolin allarga le braccia. Ne ha ben donde. La squadra di Conte accelera al comando, ne ha avuto la forza e l'interprete giusto, quel Fernando Llorente sempre più dentro i meccanismi e ormai definitivamente convinto dei propri mezzi.

Destino ha voluto dunque che fosse lui, a novantesimo inoltrato, a siglare il gol partita del più classico degli 1-0 allo Juventus Stadium (ricordate Giaccherini contro il Catania?). Ovviamente di testa e ovviamente mandando in visibilio i 12.000 bambini presenti sugli spalti delle tribune nord e sud altrimenti deserte per la squalifica a tutti nota.

Insomma, tre punti sulla Roma, ma soprattutto una domenica speciale per i colori bianconeri anche nonostante le difficoltà trovate nel fraseggio. Una domenica da ricordare per il clima e per i significati che potrebbe dare al proseguio di questa Serie A che ritrova i Campioni d'Italia a dettare il passo davanti, situazione a cui sono abituati e forgiati da Conte.

FORMAZIONI - Le indiscrezioni della vigilia erano fondate da una parte e dell'altra. Così i ballottaggi tra Padoin e Caceres, Vidal e Pogba, Llorente e Vucinic si risolvono a favore dei primo in casa Juventus, per la quale Conte sceglie ancora il vestito ormai tradizionale del 3-5-2. Torna tra i titolari Andrea Barzagli. Guidolin invece riconferma la difesa a 4, con scalate sistematiche di Basta e Antunes sugli esterni, proponendo il giovane Bruno Fernandes alle spalle di Di Natale preferendolo all'ancora convalescente e mai convincente Maicosuel. Pereyra opera da guastatore, ancora panchina per il promettente Zielinski.

PRIMO TEMPO - I bianconeri partono oggettivamente forte sul centrosinistra, dove Marchisio non riesce nell'ultimo controllo prima del tiro in un paio di circostanze dando la sensazione di esser tornato con la gamba dei vecchi tempi. Con lui combinano principalmente Llorente e Tevez che nel corso di questa prima frazione si cercheranno moltissimo, anche troppo negli spazi stretti.

Ma è comunque una giocata dello spagnolo a innescare la prima occasione juventina con Tevez che rimpalla di poco a lato un pallone vagante ai 16 metri. L'Udinese è però più offensiva del previsto sulla prima pressione (fino a 4 uomini nella metà campo bianconera).

Proprio su un riconquista su Bonucci è Di Natale a creare il brivido più importante dei primi 45 minuti: da solo in corsa davanti a Buffon, l'attaccante napoletano prova un pallonetto sul quale il portiere della Nazionale non mangia la foglia restando in piedi e toccando quel che basta per consentire a Barzagli il rinvio nei pressi della linea di porta. Nel frattempo era stato Tevez a scaldare le mani a Brkic, con Llorente che va in offside sulla successiva respinta del portiere friulano.

SECONDO TEMPO - I padroni di casa provano nuovamente a partire forte, ma contro c'è un'Udinese che smorza gli uomini di Conte a centrocampo, cioè lontani dall'area di rigore, utilizzando bene i break e creando quindi con una pericolosa sistematicità le parità numeriche offensive.

Due di queste chiamano Buffon all'ordine, rendendolo ancora una volta protagonista straordinario prima su Di Natale che tira a botta sicura su una respinta corta (azione da destra) e poi su un siluro di Lazzari diretto nel sette. Sono fulmini che non innescano la reazione della miglior Juventus, la quale passa con Vidal davanti alla difesa per dare vigore perdendo però in ordine generale.

Conte se ne accorge, la sua squadra infatti fatica a prendere metri se non in spazi ampi, allora inverte di nuovo il cileno con Pogba inserendo poi Quagliarella per l'assalto finale: ne escono situazioni improvvisate ma anche una serie infinita di calci d'angolo. Roba per Llorente? No, gli angoli no. È infatti un cross teso di Marchisio su sviluppo ad accendere il Re Leone (sempre in partita) che frusta in rete su una seconda conclusione. Alla Trezeguet, quasi. Anzi, alla Llorente ormai.

LA CHIAVE - Sono partite delle quali è difficile partire di tattica. Certo Guidolin ha sbagliato poco o nulla, sapendo anche di aver poco da perdere, architettando un copione insolito e approfittando dall'infortunio di Pirlo in apertura di partita.

Però il cambio Padoin-Lichtsteiner, nonostante lo svizzero sia apparso ancora indietro e a tratti troppo frenetico, ha dato impulso e sostanza alla profondità e alla fase offensiva bianconera in generale. Soprattutto per la quantità di palloni che a un certo punto era necessario mettere direttamente nell'area di rigore difesa da Brkic, ormai intasata.

MOVIOLA - Pochissimi gli episodi degni di nota, se non alcune ammonizioni per eccesso di fiscalità da parte di Calvarese che comunque se la cava grazie al grande fair-play delle squadre in campo. Unica svista clamorosa: una punizione arretrata a favore della Juve per fuorigioco di Di Natale fatta calciare nel punto di ricezione invece che nel punto di partenza. Quisquilie, ma si tratta comunque di 20 metri di differenza.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Buffon. La Juve spinge forte, ma dietro rischia grosso. Nel giorno della 500ª in A, il numero uno juventino deve compiere due miracoli veri, entrambi su Di Natale: la prima volta ci mette le unghie, la seconda un riflesso super.

IL PEGGIORE - Bonucci. Passa gran parte della sfida ad impostare, ma i suoi lanci sono spesso fuori misura. Le poche volte in cui si trova al cospetto di Di Natale, poi, va in tilt: per sua fortuna c'è Buffon, che rimedia ad un suo clamoroso svarione.

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