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Serie A

  • 23 febbraio 2014
  • • 18.30
  • • Juventus Stadium, Torino
  • Arbitro: N. Rizzoli
  • • Spettatori: 38717
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FIN
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Juventus-Torino 1-0: Magia di Tevez, ma granata furibondi con Rizzoli

La Juventus batte il Torino 1-0 grazie alla rete al 30' di Tevez. Granata furibondi per una mancata espulsione a Vidal e un rigore non concesso a El Kaddouri a dieci dalla fine

La Juventus riesce a rispondere di misura, senza entusiasmare, alla pressione della Roma, al termine di una derby contro il Torino per nulla scontato, dove lo spettacolo l'ha fatta da padrone nel primo tempo salvo poi raggomitolarsi sul vantaggio firmato Tevez (esattamente come all'andata!) e spegnersi senza grandi sussulti. È quindi ancora 1-0 a favore dei bianconeri, è ancora un Toro senza gol nei derby, con gli uomini di Ventura che pure erano in palla con la sola esclusione forse di Cerci ben contenuto dalla coppia Asamoah-Caceres.

Non è bastato, e forse non è stata una questione di coraggio: Conte temeva il derby e capitalizza tutto al massimo neppure fosse Capello (nessuno se la prenda...) in un momento delicatissimo della stagione mantenendosi a +9 dai giallorossi. La sensazione comunque è che nessuno dei due tecnici abbia cercato la "variabile impazzita", diverso forse per la Juve sarà a San Siro contro il Milan dove mancherà l'apporto di Vidal che salterà la partita per squalifica. Al termine del match, oltre al risultato, rimangono le polemiche per una mancanta esplusione di Vidal a fine primo tempo e un rigore per il Torino non concesso nel finale.

FORMAZIONI - Tutto come previsto, o quasi, visto che Conte e Ventura avevano un paio di dubbi risolti solo alla vigilia. Non si tratta però tipicamente di allenatori da pretattica. E allora Juventus in campo con il ritrovato Barzagli in difesa e Caceres preferito a Ogbonna sul centrosinistra a coprire le spalle a Asamoah che si riprende la corsia laterale del 3-5-2 bianconero così come avviene dall'altra parte a Lichtsteiner (contro di loro rispettivamente Darmian e Masiello nello scacchiere tattico granata).

A centrocampo il sacrificato è Marchisio, uno che di derby se ne intenderebbe, mentre dall'altra parte è Vives a fare il Pirlo della situazione con maggiori compiti di filtro. In difesa Ventura chiama alle armi Bovo preferendolo come da pronostici a Maksimovic. Le coppie offensive, quelle che hanno fatto notizia in settimana e che scaldano i cuori e le ugole dei tifosi, sono quelle titolari con Llorente e Immobile terminali e la sfida a distanza Tevez-Cerci in termini di qualità e quantità di lavoro a supporto.

PRIMO TEMPO - A conti fatti manca soltanto un po' di ritmo, non le emzioni, le occasioni e gli spunti di interesse, per essere derby vero. Se è vero che i primi dieci minuti scorrono sornioni, sono i primi affondi del Torino a dare una scossa alla partita, invitati da un centrocampo bianconero non sempre ben posizionato e determinato nel contrastare: El Kaddouri si infila centralmente ma mette alto e molle sopra la traversa di Buffon, poi Immobile di forza prende alle spalle Bonucci ma è troppo defilato per prendere lo specchio.

È qui che si sveglia la capolista, trascinata soprattutto dalla catena di sinistra (Caceres, Asamoah e Tevez davanti) e da un Pirlo che prende confidenza con il pallone. Allora è proprio insistere su Tevez a ripagare Conte. Sulla prima, quando non è ancora il ventesimo, Padelli c'è e il destro sul palo più vicino appena dentro l'area viene smorzato. Alla mezz'ora la giocata del campione argentino è invece letale. Controllo a rimbalzo su palla da sinistra, giravolta e destro ancora lì, ma più potente e preciso, e quindi risultato che si sblocca.

Il Toro reagisce non andando sulle ginocchia, ma paradossalmente abbassandosi ancora di più e iniziando a rischiare qualche fallo di troppo: due interessanti punizione per Pirlo, una smanacciata da Padelli perché troppo centrale e l'altra appena sopra la trasversale calciata dal lato corto di destra.

SECONDO TEMPO - Tanto Torino, zero occasionissime, un tiro contrato di Immobile (tra gli ultimi a mollare) che poteva prendere la difesa juventina in contropiede (con Buffon che esce tempestivo) e di marca Juventus un guizzo ancora di Tevez sul quale Padelki si immobile a seguito di un pasticcio dei compagni della difesa.

In definitiva, una seconda frazione tattica allo stremo, ma nella quale il proverbiale cuore dei granata a tratti si vede dopo tantissimi derby giocato con il bassissimo profilo: le palle vaganti sono tutte degli uomini di Ventura, che però patiscono il baricentro basso della Juventus, che quasi a sorpresa lascia l'iniziativa ai cugini senza trovare ripartenze verticali significative. Come detto, il match si accende soltanto tra il 19' e il 20' con quel botta e risposta, ma nel globale è un Torino che mostra volontà e gamba, soprattutto la seconda, che forse in questo momento manca a una Vecchia Signora che paga i carichi (emblematica la partita dimessa di Vidal e Lichtsteiner).

Ma il Torino fa troppo poco per andare ad agguantare il pari, sfruttando male perfino una chiamata di Rizzoli che inganna la Juve protesa in avanti dopo un presunto fallo su Tevez: ripartenza molle (chiamata convertita in fuorigioco di Llorente) e Buffon che fa sfilare per l'ennesima volta una palla debole sul fondo.

LA CHIAVE - Tevez, Tevez e sempre Tevez. L'argentino gioca addosso a Bovo e pare evidente che in settimana Conte abbia fornito ai suoi tutta una serie di soluzioni per arrivare a giocare questo uno contro uno con una certa sistematicità: un "format" che paga anche se dall'altra parte la carta El Kaddouri ha funzionato solo per 30 minuti, messo in ricezione alle spalle di Pirlo, spesso sorpreso così come Bonucci che faticava ad accorciare.

MOVIOLA - Nel primo tempo Vidal, già ammonito viene graziato per un fallo di mano al limite dell'area. Nella ripresa lo stesso cileno rischia ancora il rosso un'altra occasione. Nel finale la rabbia granata espolde al contatto in area Pirlo-El Kaddouri. Il Contatto c'è, forse il marocchino accentua un po' la caduta, ma il contatto c'è e varrebbe il rigore.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Tevez. Goal (e che goal) a parte, è un'ira di Dio. Lotta, fraseggia, taglia, aiuta i campagni. Non fa doppietta solo per merito di Padelli. Super Apache.

IL PEGGIORE - Cerci. Delusione. E' in queste partite che valuti un campione. I compagni non lo supportano, lui fa poco per aiutarsi. Mai pericoloso

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