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Serie A

  • 05 gennaio 2014
  • • 20.45
  • • Juventus Stadium, Torino
  • Arbitro: N. Rizzoli
  • • Spettatori: 39266
3
FIN
0

Juventus-Roma 3-0: Scacco matto di Madama, è fuga Scudetto

Una rete del cileno Vidal, su passaggio filtrante di Tevez, regala il vantaggio alla Juventus nel primo tempo. Nella ripresa a segno Bonucci e Vucinic, i giallorossi chiudono in 9.

Più otto. Più questo primo scontro diretto a favore della Juventus. 3-0 dice il campo e sui novanta minuti il risultato ci sta tutto dando anche un segnale spaventoso al campionato 2013/14. Prima sconfitta stagionale per la Roma, comunque meritevole per quanto fatto vedere nel l'atteggiamento iniziale ma ancora una volta fuori giri a conti fatti allo Juventus Stadium come successe con Luis Enrique e Zdenek Zeman.

La differenza c'è tutta proprio perché le partite hanno dinamiche lunghe e questa sfida un significato in qualche modo lo doveva avere per questa Serie A: tocca al Napoli dare segnali di risveglio a questo punto, e comunque per la Juventus e per Antonio Conte la corsa verso il possibile terzo scudetto consecutivo riparte nel migliore dei modi. Ora sarà davvero dura per tutti...

FORMAZIONI - L'unica vera novità, e soltanto parziale, rispetto ai rumours della vigilia è l'impiego del serbo Ljajic da parte di Rudi Garcia nel suo tridente al fianco dei "titolatissimi" Totti e Gervinho. Escluso quindi Destro, e con lui anche Florenzi che spesso ha saputo dare equilibrio al reparto grazie alla sua gamba: il giovane centrocampista tuttofare era però al rientro da un infortunio e da sessioni di allenamento saltate nel corso della settimana. Nei quattro in difesa a sinistra c'è Dodò che incrocia quindi Lichtsteiner, ormai pienamente ristabilito, nell'ormai classicissimo 3-5-2 di Antonio Conte.

Tra i bianconeri come da previsione Pogba mezzo sinistro in mediana preferito ancora a Marchisio, difesa e attacco sono quelli titolari, con un Pirlo in più a fare da regista a differenza delle ultime gare prima della sosta natalizia.

PRIMO TEMPO - Dieci minuti abbondanti di Roma dei quali almeno un paio di Juventus stranamente imprecisa. Poche le folate da una parte e dall'altra, smentendo in parte gli spartiti ipotizzati dagli "esperti", perché i giallorossi partono mostrando una certa personalità nel fraseggio e una tranquillità mai vista prima allo Stadium nelle trasferte degli altri anni.

Di contro la Juventus non aggredisce, per scelta, preferendo inizialmente la strategia del prendere le misure. Ma al primo affondo i bianconeri rompono gli equilibri sbloccando con il solito Vidal che è dappertutto anche sul fallo laterale di Lichtsteiner: lo gioca a due corto e poi si materializza sottoporta per l'assist di Tevez che nel frattempo aveva portato la sfera in area. De Sanctis non può nulla con il cileno che lo batte di precisione da tre metri.

La reazione giallorossa è interessante, ma sterile perché Totti è costretto a girare al largo e Maicon raramente trova il fondo contro un Asamoah sempre tatticamente attento: Buffon si deve impegnare in distensione soltanto su un rasoterra dal limite di Pjanic e poi di Dodò sempre da fuori area.

Dall'altra parte la Juventus prova affondi a sorpresa con Pogba e lavora principalmente con Llorente da boa. È proprio lo spagnolo a cercare la rete prima del riposo con un fendete di potenza dalla distanza che si alza non di molto sopra la trasversale difesa da De Sanctis.

SECONDO TEMPO -  È subito un'altra Juventus nonostante il vantaggio gestito molto bene e senza concedere granché. E succede di tutto. Tutto a favore della Vecchia Signora che si va a cercare molto di quello che ottiene grazie a una furia che è quella dei bei tempi. Tre minuti appena ed è 2-0 grazie a Bonucci che deposita in spaccata una punizione da sinistra calciata con precisione chirurgica da Pirlo.

È una botta per gli ospiti, che in difesa sembravano tener bene (a parte perdere troppe marcature sui calci piazzati), e progressivamente l'impeto si spegne al cospetto di una Juventus adesso padrona del campo. In più vanno fuori a stretto giro De Rossi per un'entrata troppo irruente su Chiellini al momento del cross da parte dello juventino e poi Castan per un salvataggio di pugno sulla linea ancora su torre di Chiellini che diventa così uno dei protagonisti.

Il conseguente rigore è battuto e segnato da un ex come Mirko Vucinic, il quale nell'esultanza non si risparmia. La partita finisce praticamente qui, a un quarto d'ora dalla fine.

LA CHIAVE - La Juventus è una costante. La Roma una variabile. Ed è la scelta di Garcia di giocare senza uomini nel cuore della retroguardia bianconera a segnare le due facce della partita: funziona subito, ma in area i giallorossi non hanno soluzioni anche perché il possesso prolungato non porta mai al cross Maicon e Dodò se non dalla trequarti campo. Vincono così i meccanismi e le sicurezze dei bianconeri, costruiti come un robot dal lavoro di questi due anni e mezzo.

MOVIOLA - Regolare il goal in apertura di Vidal che scorre lungo l'orizzontale difensiva della Roma, tenuto definitivamente in gioco da Castan. Buona la gestione dei cartellini da parte di Rizzoli, il quale poi nella ripresa opta per il rosso a De Rossi senza pensarci troppo e interrompendo l'azione che sarebbe proseguita a centrocampo. Certamente ancora meno discutibile l'espulsione comminata a Castan nonostante il difensore brasiliano riesca a protestare prima di abbandonare il terreno di gioco.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Chiellini. Baluardo impenetrabile, contro di lui anche la Super Roma di Garcia può poco. Quando capitano dalle sue parti gli attaccanti avversari non hanno scampo. Propizia anche l'espulsione di De Rossi. Prestazione sontuosa.

IL PEGGIORE - Ljajic. Garcia gli dà fiducia schierandolo in campo dal 1', ma lui non la ripaga e fornisce una prova incolore. Abulico e poco incisivo, sembra di rivedere a tratti il peggior Ljajic. Passo indietro.

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