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Serie A

  • 29 settembre 2012
  • • 20.45
  • • Juventus Stadium, Torino
  • Arbitro: N. Rizzoli
  • • Spettatori: 39221
4
FIN
1

Juventus-Roma 4-1: La Vecchia Signora passeggia, i giallorossi vivono un incubo

Partenza terrificante dei bianconeri, che vanno in goal per tre volte nei primi 18 minuti di gara. Inutile la rete di Osvaldo nella ripresa, chiude i giochi Giovinco.

Lezione di calcio allo Juventus Stadium. I bianconeri sfoderano una di quelle prestazioni che meritano di entrare nei manuali di tattica calcistica, e la Roma, che alla vigilia era data come squadra dalle velleità belliche, si sfalda con una facilità tale da destare quasi un senso di fastidio perché rischia di delegittimare la prova magistrale degli uomini di Carrera.

Dopo i primi 45 minuti, praticamente perfetti e conclusi con le tre reti di Pirlo, Vidal e Matri, due traverse e una quantità spropositata di palle goal, la Juve abbassa un po’ il ritmo e, l’ingresso di un vivacissimo Destro al posto di Totti e un cambio generale di mentalità, addolciscono un po’ la pillola al popolo giallorosso. Osvaldo accorcia le distanze ed ha anche una buona palla per il 3-2. Ma al 90’ ci pensa Giovinco: 4-1 e risultato che conferma la valutazione globale della serata che dice: questa Juve è tanta, tantissima roba.

FORMAZIONI - Zeman ritrova Osvaldo a fare da terminale offensivo, supportato da Totti e Lamela. Difesa a 4 con Taddei sulla destra al posto di Piris. Centrocampo con De Rossi, Tachtsidis e il confermatissimo Florenzi. Per la Juve ancora turn over soprattutto dalla metà campo in su. De Ceglie e Caceres agiscono sugli esterni. In attacco, Carrera lascia fuori Quagliarella e Giovinco, puntando su Matri al fianco di Vucinic.

PRIMO TEMPO - La partita inizia su ritmi elevatissimi con la Roma che parte bene facendo un pressing molto alto sui costruttori di gioco bianconeri. E’ però la Juventus ad avere le occasioni più importanti nella prima parte di gioco, soprattutto grazie al lavoro degli esterni De Ceglie e Caceres che propongono palle molto interessanti. E la pericolosità dei bianconeri si concretizza al minuto 11 quando Pirlo, con una punizione dal limite sinistro dell’area di rigore, piazza una palla rasoterra sul palo di Stekelemburg. Il portiere olandese vede il pallone solo all’ultimo, ma avrebbe certamente potuto fare di più.

Non passano neanche 5 minuti e l’ennesimo pasticcio difensivo giallorosso regala un calcio di rigore alla Juve per fallo di mano di Castan. Se ne incarica Vidal, che realizza incrementando il vantaggio. Ci si aspetta una reazione della Roma, ma dopo solo due minuti è Matri a portare la Juve sul 3-0. Il peggiore degli incubi per la squadra di Zeman, che sembra non trovare le contromisure . I centrocampisti bianconeri propongono continui inserimenti che la Roma non riesce a tamponare, tant’è che Marchisio si ritrova sui piedi il pallone del 4-0 ma la palla si stampa sulla traversa. E sullo stesso legno finisce un tiro dalla distanza di Vucinic.

La dimostrazione di quanto la Roma sia in difficoltà è palesata dal fatto che, dopo neanche 30 minuti, tutta la linea difensiva giallorossa è ammonita. Zeman prende così la prima contromisura, esce Balzaretti alle prese con un attacco febbrile, ed entra Marquinhos che va ad agire sul versante destro, con Taddei che si sposta sulla sinistra. La Juve abbassa il ritmo e il primo tempo giunge a conclusione.

SECONDO TEMPO - Nessun cambio al ritorno in campo delle squadre, e non cambia neanche la sinfonia bianconera. In due minuti, prima Vucinic e poi Matri vanno vicinissimi alla quarta rete ma Stekelemburg riesce a salvare la Roma dalla capitolazione. Le occasioni bianconere si susseguono con una facilità impressionante, mentre il primo tiro della Roma arriva solo al minuto 60.

Dopo la conclusione di Tachtsidis, i giallorossi sembrano prendere un po’ di coraggio e così Zeman si gioca gli ultimi due cambi. Esce il greco per Perrotta e, a sorpresa, esce uno spento Totti per lasciare spazio a Destro. Timidamente, i giallorossi provano a proporre qualcosa, in particolare col neo entrato Destro, subito nel vivo del gioco, che riesce a procurarsi un calcio di rigore, abilmente trasformato da Osvaldo. Mancano 25 minuti alla conclusione e si riaccende la speranza giallorossa.

Carrera decide così di sostituire Matri, Marchisio e De Ceglie, facendo subentrare Giovinco, Asamoah e Pogba. E’ evidente l’abbassamento del ritmo bianconero in virtù dell’impegno di Champions di martedi, ma la Roma, pur guadagnando campo non ne approfitta e al 90’ è Giovinco ha scrivere la parola fine sulla partita: 4-1.

CHIAVE - Il centrocampo bianconero è totale padrone del campo per tutto il match. Marchisio e Vidal attaccano le praterie lasciate dagli uomini di Zeman, e per Pirlo, completamente libero da ogni marcatura, è gioco facile mettere in porta prima l’uno, poi l’altro, poi gli attaccanti. I giocatori della Juve sono da tutte le parti mentre, al contrario, nessuno dei giallorossi sembra trovare la propria collocazione sul terreno di gioco.

MOVIOLA - Al 10’ minuto Taddei commette fallo al limite dell’area di rigore su Marchisio; nonostante sia ultimo uomo, viene giustamente solo ammonito in quanto non si trattava di chiara occasione da rete. Sugli sviluppi della punizione, la Juve si porterà in vantaggio.

Al minuto 15 l’ennesimo pasticcio difensivo stagionale della Roma, regala un calcio di rigore alla Juventus a causa di un fallo di mano di Castan, nel disperato tentativo di difendere la propria porta. Rizzoli concede quindi giustamente il penalty, con annessa ammonizione per l’argentino. Al 69’ Rizzoli concede un calcio di rigore alla Roma per atterramento di Destro da parte di Bonucci. Anche in questo caso, decisione giusta.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Marchisio. E' l'ago della bilancia che fa saltare il banco: i suoi inserimenti spaccano letteralmente le linee giallorosse di difesa e centrocampo che se lo vedono sbucare dappertutto.

IL PEGGIORE - Castan. Disastroso. Allarga il braccio sul tiro di Matri procurando il penalty e non riesce mai a star dietro a chi gli si presenta davanti.

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