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Serie A

  • 26 marzo 2014
  • • 20.45
  • • Juventus Stadium, Torino
  • Arbitro: L. Banti
  • • Spettatori: 38535
2
FIN
1

Juventus-Parma 2-1: Super Tevez trascina Madama, espulso l'ex Amauri

Una doppietta di Carlos Tevez lancia la Juventus verso l'ennesima vittoria interna. Nella ripresa il Parma accorcia con Molinaro, ma un altro ex, Amauri, viene espulso.

È una Juventus che usa i reni e il suo miglior giocatore per proseguire la corsa verso il terzo Scudetto di fila e la tripla cifra di punti, che pare a questo punto una questione di principio. Ma dietro c'è in effetti una Roma che va a sua volta come un treno e quindi il 2-1 ottenuto con qualche sudore finale ha un significato stretto, cioè quello dell'ora e adesso. Non ha abbassato quindi la guardia, la capolista, schierando il suo undici migliore nonostante arrivino subito dopo le trasferte dure di Napoli e Lione.

Questo la dice lunga, e anche l'exploit di Tevez (doppietta decisiva e contro-sorpasso in classifica cannonieri ai danni di Immobile) dimostra che non ci possono essere cali di tensione in questa Serie A, nonostante il livello sia quello che sia, a fronte di una squadra che ha i numeri di quella di Conte. Restano dunque i 14 punti sulla prima inseguitrice, 11 virtuali, e lo storico obiettivo per il club bianconero pare avvicinarsi ogni volta di più. Per il Parma di Donadoni una sconfitta forse indolore, ma lo spirito del secondo tempo è quello della squadra diventata grande, una squadra matura per un piazzamento in Europa League.

FORMAZIONI - È la Juventus annunciata quella che scende in campo contro il Parma, imbattuto per un intero girone, cioè la squadra presunta titolare bianconera con il solo Caceres in sostituzione dell'ormai lungodegente Barzagli. Llorente quindi al fianco di Tevez, Lichtsteiner e Asamoah sulle corsie esterne e Pirlo fulcro del gioco.

In casa emiliana il ruolo di 'fuoco' della squadra è affidato a Marchionni, confermatissimo in questo nuovo ruolo che gli sta allungando la carriera ad alti livelli, affiancato sul centrosinistra da Obi e non da Acquah, per un 3-5-2 a specchio che in allenamento ha convinto Donadoni: abbandonato quindi sulla carta il tridente che tanto ha fatto bene nelle ultime partite. C'è però Biabiany, oltre ad Amauri che opera centralmente insieme a Cassano. Il francese ex Inter opera a tutta fascia per duellare con Asamoah, mentre l'ex Molinaro gioca dall'altra parte. Sono loro il supporto al trio Lucarelli-Paletta-Felipe quando il Parma è costretto sulla difensiva.

PRIMO TEMPO - Ritmi stranamente bassi per quasi 20 minuti, con squadra attente a capire le porzioni di campo da ricoprire più che andare all'arma bianca. Ciò non toglie granché a una partita forzata dai tanti duelli diretti sul campo, visto che si gioca a coppie 'fisse' lungo tutta la linea di centrocampo, ma certamente toglie qualcosa allo spettacolo. Il Parma prova a farsi manovriero per una notte, e con un cambio di gioco pesca Molinaro in area, che da pochi passi mette a seria prova i riflessi di Buffon.

La capolista viene allora accesa progressivamente da Tevez, il quale fa da uomo-squadra lavorando ai fianchi la difesa ducale trafiggendola per due volte in sette minuti. Un'azione travolgente la prima, conclusa come a Catania con un diagonale di destro beffardo quanto preciso. Un goal di rapina il secondo, su sfondamento di Vidal ancora sul centrodestra e seguente respinta corta di Mirante.

SECONDO TEMPO - Il rischio è quello di una ripresa a senso unico, forte di un team bianconero che può forse andare sulle ali dell'entusiasmo. E invece nonostante la Juve parta forte alla caccia del goal che possa chiudere la partita, gli uomini di Conte difettano proprio nell'ultimo fondamentale, cioè la conclusione in porta. E man mano che la pressione cala il Parma viene fuori, se non altro provando ad alzare il baricentro di gruppo cercando di sostenere meglio Cassano.

Operazione che riesce solo in parte, ma improvvisamente arriva il goal di Molinaro che riapre la partita, anche qui su un cambio di gioco che trova disattenta la difesa dei padroni di casa sull'ultima diagonale. Manca all'appello Lichtsteiner e uno degli ex di turno scarica in porta di forza e precisione lasciando immobile Buffon. La Juventus quindi reagisce, trova campo per gli inserimenti palla al piede ma resta imprecisa soprattutto a fronte di un Llorente troppo macchinoso.

Gli ospiti allora ci riprovano, e da una mischia furibonda creata ancora una volta dall'inserimento del 'dimenticato' Molinaro la Juve ne esce indenne per un soffio, grazie soprattutto alle pezze in area piccola messe in fila da Marchisio e Bonucci. Pare con il fiato corto Madama, e il Parma lo capisce nonostante Amauri lo costringa in dieci rimediando un rosso per una gomitata al suo ex compagno Chiellini. Sono quindi momenti di tensione per la Vecchia Signora, che fatica ad uscire orchestrando. Importante però nel finale l'ingresso di un combattivo Quagliarella che riesce a dar fiato davanti, conquistando anche un paio di angoli negli interminabili cinque minuti di recupero finali.

CHIAVE - Un uomo solo, forse. Carlitos Tevez. Ma dietro ai suoi exploit c'è quella posizione di campo, un po' seconda punta e un po' attaccante d'appoggio, che gli consentono di affrontare gli ultimi 25 metri attaccando lo spazio fronte alla porta. È lì che dà il meglio e il lavoro di sponda degli intermedi nonché alcune boe di Llorente aprono strade che l'argentino sfrutta al meglio. In questo senso si può dire che l'uomo che è mancato più al Parma sia Parolo, costretto a disimpegnarsi per tutta la partita contro Pogba, magari non sempre preciso ma molto presente nel gioco bianconero.

MOVIOLA - Sembra esserci l'espulsione di Amauri. L'attaccante italobrasiliano allarga il gomito proprio nel momento in cui Chiellini lo anticipa in maniera netta. La Juventus reclama poi per un fallo di mano in barriera su punizione di Tevez: in effetti il braccio è alto e largo, l'arbitro fa continuare ma comunque si sarebbe trattato di un secondo calcio da fermo fuori dall'area di rigore. Proteste del Parma per un contatto Bonucci-Parolo in area: Banti fa correre, il penalty poteva starci.


Dalle Pagelle:

MIGLIORE - Tevez: Quando la squadra non gira sono i campioni a fare la differenza e Tevez lo è e lo dimostra. Due goal strepitosi, il primo un perfetto mix di fisico e tecnica, il secondo di posizione e fiuto del goal.

PEGGIORE - Paletta: Non sfodera di certo la sua migliore performance contro un Tevez che gli sfugge in divese circostanze.

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