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Serie A

  • 10 novembre 2013
  • • 20.45
  • • Juventus Stadium, Torino
  • Arbitro: G. Rocchi
  • • Spettatori: 38969
3
FIN
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Juventus-Napoli 3-0: Azzurri al tappeto, Madama padrona

La Juventus ha battuto il Napoli con un meritato 3-0 allo Stadium: vantaggio di Llorente (fuorigioco) dopo due minuti, poi la punizione di Pirlo e il sigillo finale di Pogba.



La Juventus è l'anti-Roma (o viceversa). Questa è la sentenza dello Juventus Stadium dopo questo Juve-Napoli mai davvero in bilico, nonostante gli ospiti abbiano mostrato di poter riprendere la partita a inizio secondo tempo. I bianconeri hanno vinto perché più lucidi, rodati e sempre concentrati, anche quando era ora di difendere il minimo vantaggio: e questa è la notizia migliore per Conte, visto che la vittoria per 3-0 che mette la sua squadra al secondo posto solitario in classifica arriva al termine di un ciclo terribile.

Il Napoli, dal canto suo, si tiene quanto di buono messo in campo in Europa: troppo remissivo forse per una trasferta di questo tenore, troppo sulle punte nella prima frazione. Il finale di gara non fa testo, perché la squadra campana non può che guardare la passerella dei Campioni d'Italia che possono giocare a quel punto sul velluto.

FORMAZIONI - Tutto come previsto dalle cronache della vigilia, evidentemente ormai i giornalisti al seguito hanno davvero i ganci giusti, con Benitez che scioglie il rebus del quarto "attaccante" a favore di Insigne, preferito a Mertens, largo da sinistra. In casa Juve Ogbonna è il clone tattico di Chiellini nella difesa a tre, con Isla e Asamoah a macinare chilometri sulle corsie esterne, ruolo chiave nel 3-5-2 riproposto da Conte. Pogba mezzo sinistro ai danni di Marchisio, coppia di centrocampo già scritta per il Napoli formata dalla consolidata cerniera Inler-Behrami.

PRIMO TEMPO - Neanche il tempo per togliersi di dosso la ruggine e finire di commentare la parata di Reina su Pogba dopo 44 secondi, ecco la Juventus già in vantaggio con Llorente che mette la zampa su azione convulsa che viene da sinistra. Praticamente involontario l'assist di Tevez, ma lo spagnolo è rapido ad avvistare il pallone e sbloccare la gara. Proteste del Napoli per la posizione di fuorigioco dell'attaccante bianconero sul tocco dell'argentino.

Per dieci minuti buoni sembra essere saltato il banco, anche tattico, con Bonucci che raccoglie un ponte aereo di Pogba e di testa appoggia a colpo sicuro: c'è però Reina che si lancia con tempismo eccezionale sventando quello che sarebbe stato il colpo del kappaò anticipato (per lo meno a livello psicologico). E invece il tatticismo torna padrone.

La Vecchia Signora gestisce l'ampiezza cercando saltuariamente la palla alle spalle della difesa partenopea, gli azzurri si mantengono corti puntando su alcune invenzioni personali che al riposo saranno tre: due volte Insigne che in area prima inventa scaricando di sinistro in diagonale di poco a lato della porta difesa da Buffon e nel finale con un tiro a giro, balisticamente limpido, da distanza siderale che finisce oltre la traversa di meno di mezzo metro, e una con Higuain che nell'unico lampo mette Buffon sulle ginocchia da centro area con palla forte che sfila sul fondo. In mezzo, però, tanta Juve. Come sostanza. Inclusa manovra avvolgente da sinistra a destra che permetterà a Isla di crossare teso per il tuffo di Llorente, il quale frusta il pallone senza però sorprendere un concentrato Reina.

SECONDO TEMPO - E' un altro Napoli, questo parrebbe dalle prime battute. Iniziano a metterci tutti la gamba, a tenere il baricentro più altro, a cercare di non permettere il palleggio memorizzato della Juventus. E' una sensazione, ma i bianconeri si adeguano abbassando gli esterni e cercando maggiormente Tevez e Pogba negli allacciamenti con l'attacco per evitare che Llorente rimanga isolato. La fiamma ce la mettono prima Hamsik, che non inquadra lo specchio da posizione interessante ma defilata, poi Vidal che fa lo stesso dall'altra parte dopo una combinazione stretta con Tevez.

Sono azioni che smuovono la gara, dove Tevez sale e invece Callejon si spegne. E' proprio l'argentino a prendere un fallo di caparbietà che è il preludio alla gemma di Pirlo su punizione che vale il 2-0 (da cineteca, con la palla che non gira e si infila in rete. Vince la classe, nonostante nel Napoli Insigne abbia certificato di valere assolutamente questi palcoscenici. E allora vince anche Pogba, che con un goal capolavoro fissa lo score sul 3-0: forza, eleganza, precisione, coordinazione. Proprio come questa Juventus che lo ha coccolato e fatto crescere.

LA CHIAVE - Vidal sulle tracce di Hamsik funziona eccome, a costo di rinunciare ai tanti inserimenti del cileno. Il Napoli non riesce quindi a manovrare il pallone centralmente faticando a servire Higuain. Non funzionano invece le corsie partenopee, le quali paradossalmente soffrono Isla e Asamoah che pure sarebbero teoricamente in inferiorità numerica. Forse troppa libertà in generale per Pirlo che Benitez non marca a uomo come da tradizione per un allenatore di prima fascia che vuole far giocare la squadra dandole un'identità.

MOVIOLA - Il vantaggio della Juventus nasce da una posizione di fuorigioco di Llorente, che poi batte Reina per l'1-0. Niente rigore invece su Higuain che lanciato verso Buffon subisce la copertura di corpo, decisa, di Bonucci. Ingenuo Ogbonna sui due gialli subiti entrambii nella ripresa che costringono la Juve in dieci nel finale: cartellini inevitabili.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Pirlo. Benitez gli lascia campo libero, evitando marcature personalizzate. Il regista bianconero ringrazia e dà ordine alla manovra con una regia illuminata, ricca di qualità e lanci al bacio: con la punizione del raddoppio suggella una prova sontuosa.

IL PEGGIORE - Callejon. Un fantasma. Asamoah resta per lo più in attesa, Maggio prova a dargli una mano in sovrapposizione, ma per un'ora abbondante lo spagnolo resta passivamente ai margini della sfida: poi Benitez si arrende e lo cambia.

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