thumbnail Ciao,
Diretta Live

Serie A

  • 07 aprile 2014
  • • 19.00
  • • Juventus Stadium, Torino
  • Arbitro: A. Gervasoni
  • • Spettatori: 38829
2
FIN
0

Juventus-Livorno 2-0: Bis Llorente, Madama in scioltezza

Gara a senso unico, con la Juventus costantemente in attacco e il Livorno a difendersi. A togliere le castagne dal fuoco è la doppietta di Llorente: Roma nuovamente a -8.

Più otto. Più Llorente. Più Scudetto. Solo segnali positivi per la capolista Juventus, che liquida la pratica Livorno in un tempo grazie all'uno-due firmato Llorente (seconda doppietta in Italia dopo quella siglata contro il Cagliari) tenendo così a distanza questa Roma che ringhia alle spalle. Il fattore Stadium è davvero troppo per gli ospiti che fanno anche turnover puntando una grossa fetta della propria stagione sulla prossima partita, cioè lo scontro diretto contro il Chievo.

Insomma, Conte ottiene ciò che vuole, i tre punti e una gara di forza e controllo che non lasci segni (tra infortuni e cartellini) in vista della trasferta di Udine che verrà dopo il giovedì di Uefa Europa League. Lo spettacolo c'è stato solo a tratti, ma in questi momenti della stagione conta la sostanza e la Juve di sostanza ne ha ancora tanta e l'obiettivo si avvicina ulteriormente: mancherebbero ora soltanto 11 punti a Madama per assicurarsi il terzo titolo italiano consecutivo... a prescindere dalla galoppata giallorossa.

FORMAZIONI - Juventus titolatissima, con le sole assenze forzate di Barzagli e Vidal, quindi con Caceres all'ennesima consecutiva da titolare sul centrodestra difensivo e con Marchisio che si riprende il ruolo classico di mezzala mancina con Pogba spostato dall'altra parte. Tevez e Llorente in attacco, un classico da un certo punto della stagione in avanti, chiamati a confermarsi coppia d'oro della Serie A e a sostituirsi nei cuori dei tifosi all'inarrivabile tandem Del Piero-Trezeguet. 3-5-2 quindi, più o meno ciò per cui opta Mimmo Di Carlo per il suo Livorno.

Gli amaranto presentano Spinelli in panchina, primo presidente a seguire la squadra da bordocampo allo Juventus Stadium (gremitissimo per essere un lunedì, si sente quindi tutta la voglia dei supporter bianconeri di spingere la loro squadra contro questa pressione a -5 della Roma). Duncan va sulle tracce di Pogba, un duello vero, mentre l'argentino Valentini va al centro della difesa ad incrociare Llorente. Biagianti fa il metodista che scherma la difesa dove trova ancora spazio il giovane Ceccherini. In attacco coppia di velocisti con Siligardi a ridosso di Emeghara per vie centrali.

PRIMO TEMPO - La Juve vuole studiare la partita, il Livorno vuole aggredirla, magari per sovvertire un copione che non è mai già scritto. Gli ospiti partono forte cercando di far saltare il banco e tirano 3 volte in 4 minuti (Emeghara costringe Buffon a distendersi su tiro in corsa dal limite), ma la capolista si sveglia presto, accelera le manovre, prende in mano il pallino del gioco e con il passare dei minuti mette i toscani nell'angolo.

E' soprattutto il lavoro di Asamoah e Pogba a creare spazi e puntate improvvise a difesa schierata: emozioni non moltissime fino all'acuto di Llorente che sblocca con il suo più bel goal in Italia e forse in carriera. L'attaccante iberico riceve spalle alla porta accompagnando con un solo stop a seguire la palla alla sua destra: girata veloce, potente, che si insacca sotto la traversa. Di sinistro. Eccezionale. E fino a quel momento la difesa labronica si era opposta molto bene agli assalti.

Il vantaggio è una crepa nella quale si insinua ancora l'ex Bilbao. Questa volta di testa, una manciata di minuti più tardi, raccogliendo senza staccare un corner tagliatissimo di Pirlo. Raddoppio. Con la complicità oggettiva di Bardi che si fa sorprendere dalla palla che gli arriva velocemente addosso. Il finale di frazione è tutto bianconero. Ci provano ancora Lichtsteiner quasi dalla linea di fondo, partita in crescendo la sua, e Pogba a cui per due volte viene contrato il tiro. Nel mezzo, un tentativo di poco a lato di Tevez, in corsa, che a giro prova a "imitare" Del Piero nel pezzo forte del repertorio dell'ex numero 10 juventino.

SECONDO TEMPO - Nessuno stravolgimento, ma ancora Livorno che prova a dare uno scossone alla partita. Nell'atteggiamento perlomeno. La Juventus però non si fa prendere la mano, non si abbassa troppo e neppure si sbilancia. E' soprattutto sugli esterni che la Vecchia Signora sfonda più facilmente, a differenza del primo tempo. Ma il Livorno regge l'urto tenendo la linea dei cinque dietro a costo di fratturarsi sul campo.

Gli uomini di Di Carlo mettono fuori il naso poche volte, e su una di queste (se ne conteranno tre in tutto il tempo) Buffon fa vedere che per lui la concentrazione è un dogma: bolide in corsa di Duncan dai 30 metri sul quale il portiere mette in angolo con una parata spettacolare effettuata con la mano opposta. Lo spartito è però soltanto bianconero, con Bonucci e Pirlo che alzano e abbassano i ritmi a piacimento: il regista bresciano prova anche la conclusione da fuori area ma il destro è strozzato.

Gestione. Questa è la linea dettata da Conte nell'intervallo. Anche per Tevez, Llorente e Pogba, sostituiti progressivamente da Giovinco, Vucinic e Padoin. I due attaccanti nuovi entrati provano qualche combinazione spettacolare ma Bardi passa tutto sommato un finale tranquillo fino a 30 secondi dalla fine quando Marchisio si scontra in area con un difensore. Rigore? No, Gervasoni fischia la fine senza far torto a nessuno.

LA CHIAVE - Il riposo del Leone, ciò che ci voleva per Llorente, ritrovato da partner di Tevez nel ruolo perno centrale offensivo, ovvero ciò che il navarro preferisce. Tevez si stacca e gli gira intorno: contro le difese con tre centrali può funzionare ed è stata soltanto una questione di tempo. Un goal spettacolare per lui (il primo), ma conta la prestazione ed è stata costellata di appoggi intelligenti e ben dosati. E' stato quindi lo spagnolo il grimaldello che scardinato un Livorno comunque ben disposto nella prima mezzora.

MOVIOLA - Pogba crossa, Castellini ci mette il braccio. Ma l'arto destro del laterale amaranto è attaccassimo al corpo e completamente neutro. Lichtsteiner protesta a lungo, ma qui pare aver ragione Gervasoni che porta in fondo una gara abbastanza semplice da governare.


Dalle pagelle

IL MIGLIORE - Llorente. Regala alla Juventus l'ennesimo successo, ma non solo: tiene alta la squadra, lotta e fa sponde. E' il mattatore del match.

IL PEGGIORE - Valentini. Troppo morbido contro Llorente, che fa agevolmente perno su di lui. Chance da titolare sprecata.

Sullo stesso argomento