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Serie A

  • 02 febbraio 2014
  • • 20.45
  • • Juventus Stadium, Torino
  • Arbitro: G. Rocchi
  • • Spettatori: 38979
3
FIN
1

Juventus-Inter 3-1: Madama fa 'triplete', baratro Mazzarri

Vittoria netta della Juventus su un'Inter troppo arrendevole e francamente disastrosa in fase difensiva: Lichtsteiner, Chiellini e Vidal affondano Mazzarri. Rolando non consola.

La Roma non gioca, il Napoli perde, la Juventus quasi banalmente vince superando 3-1 l'Inter. Più nove reale sui giallorossi, che forse potevano mettere pressione vincendo magari nel pomeriggio contro il Parma, e tantissimi applausi non solo per l'estetica.

Certo invece per i nerazzurri sarà una settimana di forte riflessione, sicuramente più tranquilla nello spogliatoio al termine di un mercato che può aver condizionato parecchi calciatori del gruppo: Hernanes da Profeta dovrà quasi trasformarsi in salvatore. Gioco poco, e soprattutto una preoccupante inferiorità sulle corsie dove di solito le squadre di Mazzarri sanno dare il loro meglio.

FORMAZIONI - Niente Marchisio per la Juventus e niente secondo attaccante per l'Inter. Insomma, tutto piuttosto annunciato allo Juventus Stadium con sistemazioni teoricamente a specchio ma a livello pratico piuttosto differenti come da matrici note: d'altronde Conte e Mazzarri sono distanti per filosofia, come dimostra la scelta già del cosiddetto ultimo uomo dei loro 3-5-2.

Bonucci da una parte e Rolando dall'altra, costruttore uno e stopper tradizionale l'altro. Sulle corsie forse i duelli più interessanti sulla carta con la doppia sfida Lichtsteiner-Nagatomo (il giapponese è pure capitano) e Asamoah-Jonathan dall'altra, entrambi muscolari brevilinei. A centrocampo Kuzmanovic spalleggia Kovacic, i due si scambiano anche la posizione davanti alla difesa, mentre per la Juve il trio è quello con Pogba mezzo sinistro e Pirlo regista. Vidal sul centrodestra ma solito uomo ovunque.

PRIMO TEMPO - Juventus padrona del campo, da subito. Inter di rimessa ma senza affanni perché la strategia era in preventivo. A lungo andare però la morsa bianconera prende per il collo i nerazzurri che presto perdono il filtro a centrocampo autocostringendosi in area: è così il quarto d'ora quando Pirlo fa quel che la natura gli ha consegnato e quel che Conte gli ha insegnato imbeccando Lichtsteiner sul taglio più visto della Juve degli ultimi tre anni contro difese schierate.

Di testa lo svizzero sblocca, mettendo nell'angolo lontano alle spalle di Handanovic, favorito dalle scalate nerazzurre che gli mettono nei pressi Kovacic che si fa prendere alle spalle.

Difendere non è nelle corde del giovane centrocampista e si vede. L'Inter subisce il colpo e prima di riuscire a costruire una vera occasionissima (Palacio sfrutta un corpo a corpo con Bonucci per andare a raccogliere uno scarico in corsa e calciare poi però alto) c'è ancora Tevez che sfonda trovando però due volte Handanovic.

Ci prova anche Chiellini, perché i bianconeri insistono ma trovano prevalentemente varchi con giocatori che arrivano dalle retrovie, e infatti è Asamoah a creare l'ultimo vero pericolo della prima frazione prima con un bolide dai 20 metri che egli stesso va a raccogliere poi in area sulla respinta del portiere obbligando la difesa nerazzurra a una chiusura in angolo piuttosto affannosa.

SECONDO TEMPO - Si attendono tracce vere dell'Inter, e invece è subito Juve. Chiellini firma il doppio vantaggio di destro, di potenza, tra il palo e il portiere a seguito di un'azione insistita con palla vagante, ben protetta da Pogba che di fatto mette il difensore della Nazionale in condizione di battere a rete.

È appena il secondo minuto, e qui i bianconeri schiacciano sull'accleratore lasciando solamente le palle lunghe ai nerazzurri, i quali sembrano davvero affidati esclusivamente a Palacio (che comunque resta l'unica vera freccia interista anche a conti fatti, per quanto imprecisa questa sera).

Arriva così anche il terzo gol degli uomini di Conte, gol del solito Vidal, lesto a mettere in fondo al sacco anticipando l'intero blocco nerazzurro in area che era già stato bruciato sul tiro precedente di Pogba che però cadeva centralmente sul corpo di Handanovic. È finita, forse.

Ma il sussulto c'è da mischia, grazie a Rolando (lento in difesa, ma anche capace di due ottime chiusure su Tevez lanciato praticamente a rete), che fissa così il 3-1 finale condito soltanto più da un colpo di testa alto di Palacio e dal palo su carambola di Vucinic, il giocatore forse più chiacchierato della settimana, nel frattempo subentrato a un Llorente prevalentemente manovriero.

CHIAVE - Siamo alle solite: una sola punta di movimento nella morsa aggressiva della difesa della capolista è un azzardo che può non pagare perché la palla poi non rimane su. Di contro la pressione sui tre dietro nerazzurri è costante, aggravata dagli accentramenti palla al piede di Pogba che mettono in costante apprensione Kovacic e Kuzmanovic che devono rinculare annaspando.

MOVIOLA - Unica vera situazione da porre in evidenza, l'entrataccia di Kuzmanovic su Vidal nel primo tempo, proprio davanti alla panchina di Mazzarri. In velocità pare giusto il cartellino giallo comminato all'ex fiorentino, visto al replay effettivamente si trattava di un intervento al limite considerata la durezza. Ma queste sono e restano soltanto sofisticazioni all'interno di un match tutto sommato sempre all'insegna della correttezza.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Lichtsteiner. Un martello sulla fascia destra. Con Pirlo basta un'occhiata ed il pallone finisce in rete. Puntuale come uno... svizzero

IL PEGGIORE - Palacio. Da uno come lui ci si aspetta che faccia la differenza. E invece si divora letteralmente le due palle goal più importanti per l'Inter, precludendo ogni possibilità di far punti.

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