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Serie A

  • 27 ottobre 2013
  • • 15.00
  • • Juventus Stadium, Torino
  • Arbitro: D. Doveri
  • • Spettatori: 38767
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FIN
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Juventus-Genoa 2-0: Zero problemi per i bianconeri, Vidal e Tevez chiudono la pratica in un tempo

Tiro al bersaglio verso la porta di Perin: sblocca il cileno su rigore (ma il fallo di Biondini su Asamoah è di poco fuori area), raddoppia l'argentino. Rossoblù rinunciatari.

Se non altro la Juventus tiene il passo di Roma e Napoli, segnando il trittico che farà luce a questo campionato di Serie A. E lo fa ritrovando il gioco prima che lo spirito (mai perso, in realtà) e le dinamiche proprie del riproposto 3-5-2 che in Italia comunque dà garanzie che esulano dalla pazzia di Firenze. Vero, questo Genoa è parso poca roba soprattutto dalla cintola in su, e comunque in difesa, messo con linea a quattro ha fatto discreta acqua non per confusione ma per il poco filtro e per il gioco avvolgene della Juventus ai 25 metri: troppe le occasioni concesse ai bianconeri, con la sensazione che già la prima parte di gara potesse chiudersi con un risultato più largo del 2-0 che sarà anche poi lo score finale.

Ultima nota: con il tandem composto da Tevez e Llorente, per assortimento, questa Juventus, soprattutto in casa, riesce a mettere alla frusta le fasi difensive avversarie producendo molto e con buina varietà di soluzioni.

FORMAZIONI - Nulla di eclatante rispetto alle voci della vigilia: Gasperini affronta la Juve all'italiana sia nel modulo che negli uomini, mettendo Antonelli a supporto di Gilardino (scelta "strana" ma veicolata teoricamente al disturbo di Pirlo) e con i soli Vrasljko e Kucka sull'asse destro come stranieri nell'undici titolare.

Conte invece ripropone anche un po' a sorpresa Isla sulla destra nel ritorno al 3-5-2 dopo la parentesi di Madrid e la coppia del momento Tevez-Llorente in avanti, che è anche la grande coppia dell'estate bianconera. In panchina da una parte Marchisio e dall'altra Lodi tra i cosiddetti "big" in una settimana con tre partite di campionato.

PRIMO TEMPO - Undici tiri contro uno. E tante circostanze nelle quali la Juventus ha forzato giocate spettacolari senza arrivare alla conclusione: Perin comunque protagonista su Pogba e poi su tap-in ravvicinato di Llorente (uno dei migliori per qualità delle giocate combinate e nel lavoro di sponda).

È assalto della Vecchia Signora fino al 23', minuto del rigore sancito da Doveri per atterramento di Asamoah che sfonda a sinistra con una certa sistematicità. Vidal mette vantaggio e ciliegina, ma la Juve non si ferma: traversa ancora del cileno, gol sfiorato da Pirlo (che Perin!) su giocata palla a terra d'altri tempi in combinazione con Tevez. Quel Tevez che raddoppia sfruttando ancora il lavoro di Asamoah, bevendosi poi mezza retroguardia dentro l'area di rigore e depositando con un diagonale sinistro secco e, soprattutto, concreto. Alla sua maniera.

Insomma, i bianconeri aprono e chiudono in avanti contro un Genoa in cui si salvano forse soltanto Vrsaljko e Bertolacci almeno per l'impegno profuso.

SECONDO TEMPO - Non è proprio la fotocopia della prima frazione, ma poco ci manca, se non altro da parte del Genoa che riesce a concludere verso Buffon nel tempo di recupero con un colpo di testa alto del brevilineo Feftatzidis dimenticato per inerzia dalla difesa bianconera, mai realmente sollecitata. La Juve invece è più manovriera, forse meno lucida a affamata, o addirittura conservativa dopo la cocente esperienza di Firenze sul doppio vantaggio.

Unico vero urlo strozzato del possibile 3-0 una duplice conclusione Tevez-Llorente con Perin che si supera sullo spagnolo che tira al limite sulla ribattuta. Lo stesso ex Bilbao prova un poderoso sinistro (alto) prima della sostituzione con Giovinco. Dei rossoblu, comunque, è piaciuta più la seconda versione, un filo più imprevedibile e veloce nelle trame a centrocampo.

LA CHIAVE - La marcatura su Pirlo scelta da Gasperini è acqua distillata per il regista bresciano: Antonelli ha corsa, ma è fuori ruolo. Mancano i tempi. E allora la Juve può allargare, verticalizzare, prendere campo, appoggiarsi a piacimento ora su Vidal ora su Pogba che si inseriscono come furie. In più, il baricentro del Genoa (non la difesa) è troppo alto e costretto sovente a inseguire la velocità delle trame dei campioni d'Italia.

MOVIOLA - Il calcio di rigore fischiato a Biondini per intervento sulla gamba destra di Asamoah è al limite: dai fermo-immagine il contatto pare avvenire fuori area, ma a ingannare Doveri può esser stato il piede del centrocampista rossoblu che si pianta sulla linea dell'area (che a norma di regolamento fa parte della "zona rossa"). Gli altri episodi sono da accademia, se non uniformi nel comminare un giallo analogo per presunta simulazione a Tevez nel primo tempo e a Feftatzidis nella ripresa.

Dalle Pagelle:

IL MIGLIORE - Tevez. Il popolo bianconero si è innamorato di lui sin dal primo istante: l'Apache corre, lotta, gioca di fino. E segna con un dribbling sin troppo facile. No, la 10 sulle spalle non gli pesa.

IL PEGGIORE - Kucka. Prestazione totalmente negativa. Fuori posizione, macchinoso, impreciso: degno simbolo del pomeriggio da dimenticare del Genoa.

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