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Serie A

  • 30 ottobre 2013
  • • 20.45
  • • Juventus Stadium, Torino
  • Arbitro: M. Guida
  • • Spettatori: 37469
4
FIN
0

Juventus-Catania 4-0: Vidal, Pirlo; Tevez e Bonucci: è valanga bianconera

La Juventus ha fatto il proprio dovere stendendo fragorosamente il Catania con un rotondo 4-0. Di Vidal, Pirlo, Tevez e Bonucci le segnature di marca bianconera.

La Juventus mostra i muscoli e centra la seconda vittoria in tre giorni, il Catania si inchina subito ed incassa l'ennesima delusione esterna. Il match infrasettimanale dello Stadium non ha storia: i bianconeri dominano e spazzano via gli etnei con un netto 4-0, risultato che lascia ben poco spazio alle interpretazioni.

Spinta dalla necessità di fare punti per continuare la rincorsa verso la vetta della classifica, la Signora schiaccia i ragazzi di De Canio fin dall'avvio e li manda al tappeto con i goal di Vidal, Pirlo, Tevez e Bonucci: Conte si porta momentaneamente a -2 dalla Roma, i siciliani restano ancorati al penultimo posto in graduatoria.

FORMAZIONI - Conte sceglie la strada del turnover moderato e cambia tre uomini rispetto a domenica: Caceres fa rifiatare Barzagli nel reparto arretrato, Marchisio scalza Pogba e affianca Pirlo e Vidal in mediana. Sulle corsie corrono Isla e De Ceglie, là davanti vengono confermati Llorente e Tevez.

De Canio stravolge l'incerottato Catania e sceglie la difesa a tre, con il rientrante Legrottaglie tra Rolin e Gyomber. Guarente fa compagnia al recuperato Almiron in mezzo al campo, Keko si muove sulla trequarti alle spalle di Petkovic e Bergessio.

PRIMO TEMPO - De Canio si presenta allo Stadium con un sistema tattico spregiudicato, caratterizzato da due punte vere ed un trequartista a sostegno, ma la Juventus non ha intenzione di dar spazio al coraggio etneo. Pronti via alza i ritmi e nei primi dieci minuti chiude gli ospiti negli ultimi venticinque metri, tentando a più riprese la soluzione dal limite. Dopo aver assistito inerme alle imprecise conclusioni dei bianconeri, il Catania mette il naso nella metà campo avversaria e, sfruttando le distrazioni della difesa di Conte, va ad un passo dal clamoroso vantaggio con un contropiede pericolosissimo di Bergessio.

L'episodio sgretola qualche certezza della Juventus, che perde improvvisamente tranquillità e fatica più del solito a dare l'avvio alla sua manovra. Per ritrovare serenità serve un episodio, che arriva puntuale quando Vidal spara dal limite e trova la doppia deviazione di Guarente e Rolin: la palla si infila beffarda alle spalle di Andujar e i bianconeri mettono la freccia.

Sbloccato il risultato, la squadra di Conte si scioglie e invece di gestire aumenta la sua pressione. Per i siciliani, spaventati dall'irruenza avversaria, capitolare di nuovo è un attimo: a dare il secondo dispiacere ad Andujar è Pirlo, che mette in ghiaccio la gara con un calcio di punizione al bacio. Avanti di due goal, i bianconeri possono abbassare i ritmi e controllare il match senza affannarsi troppo. Il Catania, sotto shock, non ha la forza per rimettersi in carreggiata: alla fine del primo tempo la gara sembra già chiusa.

SECONDO TEMPO - Per ridare slancio ad una squadra demoralizzata, De Canio inizia la ripresa dando un pizzico di qualità in più alla mediana del Catania: Castro entra al posto di Biraghi, gli etnei passano al 3-5-2 con Castro a destra e Alvarez dalla parte opposta. La mossa del tecnico ospite sembra sortire gli effetti sperati, perché per una decina di minuti la Juventus traballa e dà ai rossazzurri la possibilità di riaprire la contesa: Buffon trema due volte, prima al cospetto di Petkovic e poi su conclusione di Bergessio, ma il risultato non cambia.

Quando hai l'occasione di far male alla Signora e non la sfrutti, sai di andare incontro al il rischio di pagare un conto salatissimo. Archiviato un avvio di ripresa poco concentrato, la Juventus riprende a macinare gioco e va subito ad un passo dal tris con Marchisio, che centra il legno alla destra di Andujar. Ad aumentare l'intensità della manovra bianconera c'è anche Pogba, che nell'ultima mezz'ora dà fiato a Vidal e regala una marcia in più alla sua mediana. Dalla parte opposta, invece, l'ingresso in campo di Maxi Lopez al posto di Petkovic non ha l'impatto sperato, anche perché nella difesa di Conte c'è un Chiellini in stato di grazia.

Negli ultimi 25' la Juve accelera e in un lampo trova altre due volte la via del goal. Quando Tevez sfrutta un rimpallo e supera anche Andujar, mettendo in rete la palla del tris, Conte lo richiama in panchina per dare spazio a Giovinco: la Formica Atomica si rende subito protagonista con l'assist a Bonucci, che cala il poker con una girata mancina e mette il sigillo alla contesa. Gli inserimenti di Capuano per Rolin e Motta per Llorente non possono cambiare l'inerzia di una sfida già ampiamente decisa. Il Catania chiude in dieci per il rosso a Guarente, ma la Juve non infierisce: quattro goal possono bastare.

LA CHIAVE - La differenza di valori tecnici tra le due squadre, sommata ad un atteggiamento tattico troppo spavaldo da parte del Catania, fa pendere l'ago della bilancia dalla parte della Juventus fin dalla prima parte del match. La squadra di Conte, che pure non ha la fluidità di manovra dei giorni migliori, impiega poco più di mezz'ora per mettere al sicuro il risultato: il doppio vantaggio dei bianconeri tramortisce gli etnei, che vedono vanificato il discreto avvio e non si riprendono più.

MOVIOLA - La partita è tranquilla, Guida la dirige senza affanni. Poco prima della mezz'ora Tevez chiede il penalty per una robusta spallata di Gyomber, ma il fischietto di Torre Annunziata lo invita a rialzarsi e fa bene. Sembra corretta anche la decisione di ammonire Pirlo per simulazione ad inizio ripresa: il regista bianconero cade in piena area, ma il contatto con Legrottaglie non c'è. Giusta l'espulsione di Guarente nel finale: il secondo giallo nasce da un fallo tanto ingenuo quanto netto su Marchisio, il rosso è inevitabile.

Dalle Pagelle:

IL MIGLIORE - Carlos Tevez. Che giocatore! Corsa, sostanza, goal da rapace d'area di rigore. Davanti a prestazioni del genere il City avrà più di qualche rimpianto, lui invece può solo ridere come l'intero popolo juventino.

IL PEGGIORE - Tiberio Guarente. Espulso, e questa è la miglior sintesi della sua gara. A parte un tunnel non si ricorda molto altro di significativo: dovrà cambiare registro per incontrare ancora il favore di De Canio.

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