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Serie A

  • 18 maggio 2014
  • • 15.00
  • • Juventus Stadium, Torino
  • Arbitro: M. Bergonzi
  • • Spettatori: 39334
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FIN
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Juventus-Cagliari 3-0: La Vecchia Signora tocca quota 102 punti, nuovo recordo europeo!

La Juventus batte il Cagliari nell'ultima gara di campionato, grazie ai goal di Pirlo, Llorente e Marchisio e raggiunge quota 102 punti.

Centodue. Sul campo. E sulla maglietta celebrativa che sta facendo il giro dei media italiani. Sono i punti costruiti giornata dopo giornata da questa Juventus di nuovi record, quella che affossa il Cagliari in meno di 40 minuti, convincendolo del fatto che allo Stadium quest'anno non ce n'è proprio per nessuno. Saranno l'ennesima euro-punizione di Pirlo, una zampata di Llorente e un ricamo di Marchisio a far tagliare alla Juventus questo storico traguardo, la tripla cifra di punti, che magari è simbolico ma che invece a livello di supremazia italiana significa davvero tanto. È anche il Conte-day, e la tifoseria lo sente e si fa sentire: cori, striscioni, applausi. Con il fiato sospeso e con un'altra vittoria: la Vecchia Signora chiude così ufficialmente la sua terza stagione d'oro consecutiva confermandosi regina d'Italia.

FORMAZIONI - Nessuno chiami turnover quello della Juventus, nonostante la presenza contemporanea di Caceres e Ogbonna in difesa i quali fanno tirare il fiato in vista del Brasile a Barzagli e Chiellini: per il resto canonico 3-5-2 per Antonio Conte, che si affida a tutto i titolarissimi incluso Marchisio che sostituisce in mezzo al campo l'infortunato (e assente anche per la festa) Arturo Vidal. Quindi Tevez e Llorente in avanti, Pirlo cervello della squadra, Lichtsteiner e Asamoah lungo le corsie esterne.

Cagliari invece piuttosto rielaborato: Ivo Pulga si affida ai due centrali difensivi di garanzia, ovvero Rossettini e Astori, però poi c'è Tabanelli a centrocampo, così come c'è Silvestri tra i pali e poi il tandem Perico-Avelar come difensori laterali. Ibarbo e Pinilla davanti sono la vera variabile, supportati in trequarti da Cossu, forse all'ultima in Sardegna e solitamente sempre tra i migliori in campo contro la Juventus.

PRIMO TEMPO - A testa bassa a caccia della tripla cifra: la Juve è subito irresistibile e meno di un quarto d'ora il grande obiettivo è virtualmente raggiunto. Prima Pirlo, punizione spettacolare, la "maledetta", con la complicità di Silvestri che fa praticamente autogol dopo aver quasi respinto la spettacolare parabola dell'asso bresciano. Poi Llorente, che raccoglie una palla da angolo nel cuore dell'area e passandosela dal sinistro al destro gonfia ancora la rete con una conclusione precisa sottoporta. In mezzo tanta voglia di Tevez, due belle cose di Buffon su Ibarbo in corsa e poi su Pinilla che calcia a botta sicura dopo uno splendido assist di Cossuc ne trova impreparato nella posizione Bonucci.

Tevez, si diceva, parso incaponito ma voglioso di spaccare il mondo nel giorno della festa: per due volte l'argentino azzarda un dribbling di troppo, ma per i compagni resta il motore di questa Juventus per aggressività e intensità delle giocate. La seconda parte del tempo è vetrina per Marchisio (gol del 3-0 da mezzo fuoriclasse rifinito in palleggio e concluso con botta imprendibile sotto la traversa) e per Asamoah che per tre volte fa venire il batticuore a Silvestri che però in due di queste tre conclusioni da fuori area ci mette i guantoni guadagnandosi almeno la pagnotta.

SECONDO TEMPO - I bianconeri sembrano voler tenere alti e ritmi, quindi forzare la mano nonostante i tre gol di vantaggio: Pogba quando prende posizione da destro è il più pericoloso, sia concludendo (parata a terra), sia mettendo dentro palloni interessanti soprattutto a caccia di Tevez. Ma l'argentino si vede soprattutto quando va in azione personale e scappa via da sinistra cercando poi Llorente nel mezzo, anticipato all'ultimo momento da Rossettini.

Siamo prima del 20', prima dell'ingresso in campo di Rubinho, Pepe e Osvaldo per le standing ovation a Buffon, Pirlo e Llorente e per ricordare che in questa stagione trionfale ci sono stati in qualche modo anche loro. Non si gioca quasi più, ci si affronta "guardandosi", il Cagliari non rischia più e la Juve affonda soltanto con timidi e imprecisi tentativi di duetto tra Osvaldo e Tevez.

LA CHIAVE - Quando Pirlo, e in più in generale questa Juve, possono giocare a pallone diventa davvero tutto molto facile per gli schemi offensivi che la squadra ha ormai interiorizzato: il Cagliari non ha aggressività a centrocampo e non fa pressioni organizzate ed è quindi costretto sulla difensiva da subito, con la Juventus che trova sfondamenti sulle fasce, gol, angoli e giocate utili come fosse un carrarmato.

MOVIOLA - Un episodio su Llorente in area cagliaritana e nulla più per Bergonzi, all'ultima direzione in carriera. Ed è quasi una festa pure per lui, che si prende il saluto di Buffon al momento della sostituzione dentro un match nel quale non serve neppure il dubbio di tirar fuori un cartellino che sia uno.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Marchisio. E' in buona forma Marchisio e sul campo si vede. Sempre nel vivo dell'azione e sempre pericoloso per la difesa avversaria. Realizza poi un goal di pregevole fattura.

IL PEGGIORE - Pinilla. Praticamente inesistente quest'oggi nell'attacco rossoblù.

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