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Serie A

  • 11 maggio 2013
  • • 18.00
  • • Juventus Stadium, Torino
  • Arbitro: G. Calvarese
  • • Spettatori: 38933
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FIN
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Juventus-Cagliari 1-1: Ibarbo sorprende, poi ci pensa Vucinic. Via libera alla festa-scudetto

Un'azione tutta in velocità dell'attaccante colombiano fa chiudere in vantaggio la prima frazione ai sardi, nella ripresa il pareggio firmato dal montenegrino.

Festa scudetto allo Juventus Stadium. Per i bianconeri arriva l’1-1 casalingo contro un ottimo Cagliari, risultato che vede interrompersi per la Juventus la striscia di vittorie casalinghe ottenuta e la possibilità di battere il record di punti conquistati da Capello. In avvio Ibarbo impaurisce i tifosi bianconeri con una gran prodezza, ma l’ingresso di Vucinic (in rete al 61') sblocca una Juve abbastanza sterile in zona goal.

FORMAZIONI – Juventus in campo con il solito 3-5-2, con qualche piccola variante negli uomini: in porta c’è Storari, terzetto difensivo delle grandi occasioni, mentre in mezzo al campo il posto dello squalificato Pirlo è preso da Marrone. Sugli esterni Isla e Giaccherini con Giovinco e Matri in avanti.

Dall’altra parte gli uomini di Pulga e Lopez scendono in campo con un 4-3-1-2 abbastanza accorto: in difesa sugli esterni ci sono Perico e Murru, in mezzo ai lati di Conti agiscono Dessena e Nainggolan. Qualche metro più avanti c’è Ekdal a dare una mano a supporto di Pinilla e Ibarbo.

PRIMO TEMPO – I bianconeri sembrano adottare un approccio piuttosto morbido contro un Cagliari che, invece, scende in campo in maniera più convinta e decisa. Basta poco, infatti, e gli uomini guidati da Pulga e Lopez subito trovano la rete del vantaggio grazie ad un’azione devastante di un incontenibile Ibarbo.

Oltre 80 metri di campo palla al piede, slalom tra Marchisio e Barzagli (che alla fine dell’azione abbandonerà il campo per il riacutizzarsi dell’infortunio che l’aveva tenuto in dubbio alla vigilia) e palla sotto le braccia di un non perfetto Storari.

La Juve prova a reagire ma senza avere grossa fame: il giro-palla degli uomini di Conte è lento e compassato e, nonostante il tecnico salentino invochi ripetutamente il cambio di ritmo, se non fosse per qualche buona combinazione tra Giovinco e Matri ci sarebbe ben poco da raccontare.

L’occasione più importante capita sul piede proprio di Giovinco, che al 34’ colpisce l’incrocio dei pali su calcio di punizione. Col passare dei minuti aumenta l’intensità, ma i bianconeri non riescono a trovare la via del goal.

SECONDO TEMPO – La Juventus sembra scendere in campo in maniera più decisa rispetto al primo tempo. Su tutti sale in cattedra Giaccherini, che con i suoi tagli da sinistra si rende particolarmente pericoloso per la retroguardia cagliaritana. Conte decide di mandare in campo Vucinic e al 61’ il montenegrino subito si fa valere realizzando la rete del pareggio, su sponda di Vidal.

Il Cagliari, senza alcun timore reverenziale, fa entrare Cossu al posto di Perico, arretrando Dessena sull’out di destra difensivo. I bianconeri continuano a premere sull’acceleratore nella fase centrale della gara, senza però riuscire a trovare la rete, anche per merito di un attento Agazzi. Il risultato non cambierà più fino al triplice fischio.

CHIAVE – Il giocatore decisivo per il Cagliari è certamente Victor Ibarbo: il colombiano fa il bello e il cattivo tempo, lotta su ogni pallone e riesce a mettere in crisi una delle retroguardie meno battute del campionato. Nella Juventus col passare dei minuti è venuta fuori quella forza e quell’aggressività che hanno contraddistinto i bianconeri per tutta la stagione, ma alla fine è mancata forse quella voglia di vincere che tante volte ha fatto la differenza.

MOVIOLA – La partita scorre sui binari della regolarità, senza troppi patemi per il direttore di gara. Nel primo tempo risparmiato un giallo a Marchisio, nel finale ammonito Chiellini per simulazione: decisione giusta, anche se il difensore juventino si scusa prontamente.

Dalle Pagelle:

IL MIGLIORE - Ibarbo. Apre la sfida con un goal meraviglioso, un coast tu coast da antologia. Ma non si accontenta della prodezza: corre in lungo e in largo, mettendo alla frusta la difesa bianconera con la sua velocità.

IL PEGGIORE - Ekdal. I fondamentali ci sono e si vedono, ma senza un pizzico di ardore diventa dura far sentire il proprio peso in mezzo al campo.

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