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Europa League

  • 20 settembre 2012
  • • 21.05
  • • Stadio Giuseppe Meazza, Milano
  • Arbitro: D. Aytekin
  • • Spettatori: 28472
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FIN
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Inter-Rubin Kazan 2-2: Nagatomo allo scadere regala il pareggio ai nerazzurri dopo una gara sottotono

Inter-Rubin Kazan 2-2: Nagatomo allo scadere regala il pareggio ai nerazzurri dopo una gara sottotono

Getty

I nerazzurri, andati sotto dopo diciassette minuti, faticano ma trovano il pari con Livaja. Nel finale la rete di Rondon sembra condannare l'Inter, Nagatomo la salva.

Continua la maledizione di ‘San Siro’ per la squadra di Stramaccioni. Inter e Rubin Kazan pareggiano 2-2 in una partita giocata a viso aperto. Alle reti di Ryazantsev e Rondon hanno risposto Livaja e Nagatomo, in una partita che si è risolta soltanto nei minuti finali. L’Inter, però, non è più capace di vincere nel suo stadio.

FORMAZIONI - L’Inter cerca la prima vittoria stagionale a ‘San Siro’, per farcela Andrea Stramaccioni sceglie il 4-3-1-2 affidandosi a molti titolari. La novità in attacco è il giovane Livaja affiancato a Cassano, ambedue supportati da un Coutinho con tanta voglia di farsi vedere. In difesa si rivede Samuel, mentre sugli esterni agiranno Jonathan e Zanetti.

I russi dell’eterno Kurban Berdyev si schierano con il classico 4-2-3-1 con Rondon unica punta, aiutato da Karadeniz e Natcho. A centrocampo una vecchia conoscenza del calcio italiano, Salvatore Bocchetti, ex difensore di Frosinone e Genoa.

PRIMO TEMPO - L’entusiasmo e la voglia dell’Inter di sfatare il tabù ‘San Siro’ si manifesta subito, quando Livaja si procura un ottimo calcio di punizione dal limite: Cassano trova la precisione ma non la potenza, e Rizhikov blocca senza problemi.

Il Rubin difende in maniera ordinata, lasciando pochi spazi a Coutinho e compagni; i tartari rispondono soprattutto con i cross in area di rigore, ma Rondon non impensierisce Handanovic. Punge invece sulla sinistra Karadeniz, che salta con costanza Jonathan e arriva sul fondo, costringendo Samuel a un intervento alla disperata per evitare guai peggiori.

Il brasiliano però è in palese difficoltà contro l’esterno turco, e al quarto d’ora concede ingenuamente un calcio di rigore ai russi. Dal dischetto Natcho viene iptnotizzato da Handanovic, ma sulla respinta del portiere sloveno il più lesto è Ryazantsev, che porta in vantaggio i suoi.

Coutinho sembra essere ispirato, ma il suo estro non si tramuta in concretezza utile per la squadra; il Rubin poi è micidiale in contropiede, e alla mezz’ora Eremenko va vicino al goal del raddoppio con un bel diagonale, ma il suo destro finisce di poco fuori.

L’Inter vuole pareggiare la partita prima dell’intervallo e ci va molto vicina con Jonathan, ma il brasiliano però temporeggia troppo e viene murato dalla difesa ospite. Il gol nerazzurro però è nell’aria: Cassano inventa un passaggio illuminante per Cambiasso, che salta il portiere e di destro serve morbido Livaja, che di testa fa 1-1. Nel finale Ryazantsev fa nuovamente tremare ‘San Siro’ con una rasoiata di sinistro, fermata soltanto dal palo ad Handanovic battuto.

SECONDO TEMPO - Stramaccioni sostituisce un Jonathan in palese difficoltà, al suo posto Guarin, con Zanetti dirottato nel ruolo di terzino destro. L’Inter soffre l’iniziativa della squadra di Berdyev, rischiando anche di subire il gol del raddoppio: Karadeniz scappa ancora sulla sinistra e costringe Handanovic ad una prodigiosa uscita.

Stramaccioni ordina un pressing alto e asfissiante per recuperare il pallone, ripartendo in contropiede; tattica efficace perchè Cassano scappa centralmente e serve a Livaja il pallone del possibile vantaggio casalingo, ma il piatto destro del croato finisce di poco alto. L’entrata di Milito dà ai nerazzurri per dare maggiore concretezza in attacco.

La partita diventa bellissima intorno a metà ripresa, con le squadre che si affrontano a viso aperto e senza timore di scoprirsi troppo; il risultato è un contropiede dopo l’altro, con occasioni più o meno importanti da ambo le parti.

Cesar Navas e Ranocchia si mettono in evidenza con ottime coperture difensive, proprio mentre il tecnico romano inserisce Pereira per un ottimo Cassano. Guarin prova la soluzione di potenza dopo essersi procurato un calcio di punizione al limite dell’area, il pallone però termina fuori di poco; stessa sorte anche per una conclusione di Coutinho, che dialoga bene con Milito ma non riesce a trovare la porta.

Guarin e compagni non sono precisi nell’ultimo passaggio, e di conseguenza Milito si ritrova spesso a dover rincorrere palloni lontani dalla sua portata. Eremenko però mostra tutta la sua classe nel finale di partita servendo Rondon, che salta Ranocchia e di sinistro punisce Handanovic.

L’Inter però, con la forza della disperazione, ha il merito di riuscire a pareggiare la partita in pieno recupero con Nagatomo, che con un destro al volo su assist di Milito fulmina Rizhikov.

CHIAVE - L’ingenuità di Jonathan cambia completamente la partita dell’Inter, complicandola in modo inevitabile. Berdyev concede il possesso palla ai nerazzurri, difendendosi però in maniera molto ordinata e riuscendo allo stesso tempo a tenere la squadra corta.

Soffre però il pressing, e quindi l’Inter deve fare affidamento alle ripartenze per cercare di pungere a dovere la difesa ospite. La mancanza di lucidità nell’ultimo passaggio è fatale ai nerazzurri, che avrebbero potuto vincere una partita chiave nell’economia del girone.

MOVIOLA - Il tedesco Deniz Aytekin concede giustamente il rigore per il fallo di Jonathan su Karadeniz, ma avrebbe dovuto ravvisare anche la posizione irregolare di Ryazantsev sulla ribattuta, visto che il russo era già in area di rigore al momento della battuta di Natcho.

Livaja al 28’ reclama un calcio di rigore, ma è lui a inciampare su Natcho. In ogni caso Aytekin conferma la sua fama di arbitro fiscale punendo con regolarità ogni intervento irruento, senza estrarre però troppi cartellini.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Ryazantsev. Prova superba di questo centrocampista, lesto a ribattere in rete il rigore respinto da Handanovic. Palo clamoroso al 40' del primo tempo.

IL PEGGIORE - Jonathan. Prova imbarazzante del terzino brasiliano che sbaglia tutto quello che è possibile sbagliare. Stramaccioni lo toglie nell'intervallo.

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