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Diretta Live

Serie A

  • 09 novembre 2013
  • • 20.45
  • • Stadio Giuseppe Meazza, Milano
  • Arbitro: S. Peruzzo
  • • Spettatori: 39775
2
FIN
0

Inter-Livorno 2-0: Sblocca la papera di Bardi, raddoppia Nagatomo

Primo tempo privo di emozioni, l'equilibrio viene spezzato dall'autorete di Bardi. Nella ripresa torna in campo capitan Zanetti e Nagatomo raddoppia allo scadere.

L'Inter fatica ma vince la sua seconda partita consecutiva, il Livorno se la gioca ma ha troppi cerotti per evitare l'ennesimo scivolone esterno. Il secondo anticipo della dodicesima giornata, tutt'altro che divertente, sorride a Mazzarri: grazie ad una sfortunata autorete di Bardi alla mezz'ora e ad un guizzo di Nagatomo nel finale, i nerazzurri si impongono 2-0 sui toscani e si portano momentaneamente a -3 dalla terza piazza della classifica.

FORMAZIONI - Mazzarri recupera Samuel, sostituisce lo squalificato Juan Jesus con Rolando e conferma Joanthan e Nagatomo sulle corsie laterali: Alvarez fa compagnia Cambiasso e Taider in mezzo al campo, Guarin si muove qualche metro più avanti a supporto di Palacio.

Senza Coda, Rinaudo e Greco, appiedati dal Giudice Sportivo, Nicola lancia Valentini in difesa accanto ad Emerson e Ceccherini e manda Mbaye e Gemiti sulle fasce: Schiattarella e Duncan affiancano Luci sulla linea mediana, Siligardi dà una mano a Paulinho là davanti.

PRIMO TEMPO - Attorno al match di San Siro si respira subito un clima particolare. Mentre l'Inter macina gioco provando a schiacciare il Livorno nella sua metà campo, il popolo nerazzurro regala cori e striscioni a Massimo Moratti, presidente prossimo al passo d'addio. Dalla tribuna d'onore del Meazza, il quasi ex numero uno accoglie il tributo mascherando l'emozione e provando a concentrarsi sul campo, dove i suoi spingono con discreta continuità ma faticano a trovare varchi nell'organizzazione difensiva di Nicola.

Complice una botta alla testa, che nella prima parte ne limita l'efficienza, Cambiasso non dà alla manovra nerazzurra la velocità necessaria. Visto che in mezzo non c'è spazio, l'Inter prova a sfondare a destra, dove Taider si allarga e dà una mano a Jonathan.

Sul primo cross dalla corsia, partito dal sinistro del franco-algerino, Palacio sfiora la rete di testa. Sul secondo, scoccato dal destro del brasiliano, il goal se lo fa da solo Bardi, cui l'uscita bassa riesce malissimo: dopo aver colpito i pugni del portiere amaranto, la palla si infila nella porta sguarnita e regala all'Inter un vantaggio non proprio meritato.

Il punteggio cambia, il canovaccio no. Gli ospiti non hanno la personalità per dar vita ad una reazione convinta e allora i ragazzi di Mazzarri continuano a far girare la sfera, sempre senza grande intensità. A dispetto dell'intraprendenza di Nagatomo, che a sinistra ingaggia un bel duello con Mbaye, i nerazzurri continuano a pendere dalla parte destra, ma dalle parti di Palacio arrivano pochi traversoni interessanti. Alvarez, quasi nullo per tutta la prima frazione, si accende proprio nel finale, con un sinistro tagliente da fuori: Bardi si supera e manda in angolo, all'intervallo la gara è ancora aperta.

SECONDO TEMPO - Nel primo tempo il Livorno se l'è giocata come aveva previsto, chiudendo ogni spazio e rischiando pochissimo. Il risultato, però, sorride all'Inter: per provare a cambiare le cose Nicola inizia la ripresa con Benassi, che prende il posto dell'ammonito Duncan e prova a dare un pizzico di freschezza in più al gioco labronico. La mossa del tecnico amaranto dà ai suoi una spinta in più, che fa soffrire più del lecito la contratta mediana dell'Inter. Mazzarri capisce l'antifona e richiama in panchina lo spento Alvarez: Kovavic entra al posto dell'argentino e il motore nerazzurro respira.

Pur senza alzare i ritmi, lentamente l'Inter guadagna campo e si avvicina pericolosamente alla porta amaranto. Vedendo i suoi arretrare troppo il proprio baricentro, Nicola prova a dare la scossa dalla panchina inserendo Emeghara al posto di Siligardi, ma la squadra più pericolosa resta quella nerazzurra, che con il solito Palacio va ad un passo dalla rete del raddoppio.

Con l'andare della contesa le due squadre si allungano, Mazzarri prova a sfruttare gli spazi che si aprono nella difesa ospite inserendo la seconda punta: Belfodil prende il posto di Guarin e fa compagnia a Palacio in avanti, ma i nerazzurri più pericolosi non sono gli attaccanti.

Dal momento che la manovra rimane tutt'altro che fluida, l'Inter prova a battere altre strade per far male ai toscani. Dopo un tentativo di Ranocchia, la cui zuccata non spaventa Bardi, è Cambiasso a impegnare il portiere della squadra ospite al termine di una bella penetrazione centrale.

Mentre le due squadre si trascinano senza squilli verso il fischio finale, il popolo di San Siro esplode in un boato improvviso: il motivo è l'ingresso di Zanetti, che sostituisce Taider e ritrova il campo dopo sei mesi. Nicola non si commuove e inserisce un altro attaccante, il giovane Borja, al posto di Gemiti, ma il goal arriva dalla parte opposta: Nagatomo sfrutta una poderosa accelerazione di Zanetti e chiude la gara, mettendo il sigillo su una vittoria sofferta ma preziosa.

CHIAVE - Oltre che dal consueto bisogno dei tre punti, peraltro accentuato dalla possibilità di avvicinarsi al terzo posto in virtù del match tra Juventus e Napoli, l'Inter è spinta da un desiderio speciale, quello di regalare un successo a Massimo Moratti nella sua ultima partita da presidente nerazzurro.

La voglia di vincere dei ragazzi di Mazzarri, però, viene irretita dall'ottima organizzazione difensiva del Livorno. Per cambiare l'inerzia del match serve un episodio fortuito, che puntualmente arriva alla mezz'ora del primo tempo: Bardi manda nella propria porta un innocuo cross di Jonathan e dà il là alla vittoria dei padroni di casa.

MOVIOLA - Per gran parte del primo tempo la sfida è tranquilla, poi improvvisamente Peruzzo si trova costretto a dirimere due questioni spinose nell'area del Livorno. Sulla prima, una leggerissima spinta di Mbaye su Nagatomo, il fischietto veneto fa benissimo a lasciar correre.

La seconda, un contatto tra il maldestro Luci e Palacio, lascia aperta l'ombra del dubbio: la sensazione è che il rigore ci potesse stare. In avvio di ripresa, invece, l'episodio scabroso si verifica nell'area nerazzurra: Ranocchia tocca da dietro Paulinho, il penalty non sarebbe stato scandaloso.

Dalle Pagelle:

IL MIGLIORE - Jonathan. Conferma l'ottimo stato di forma: pericolo costante sull'out di destra, copre benissimo in fase difensiva ed arriva spesso al cross. Suo l'assist per l'autogoal di Bardi.

IL PEGGIORE - Francesco Bardi. Il peggior biglietto da visita contro quella che probabilmente sarà la sua futura squadra: clamoroso l'errore che spezza gli equilibri. Si riscatta parzialmente con un bel tuffo basso su Alvarez.

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