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Diretta Live

Serie A

  • 10 maggio 2014
  • • 18.00
  • • Stadio Marc'Antonio Bentegodi, Verona
  • Arbitro: D. Tommasi
  • • Spettatori: 22115
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FIN
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Verona-Udinese 2-2: Badu nel recupero gela i sogni dell'Hellas

Sblocca Toni, poi raddoppia Hallfredsson. Ma l'Udinese reagisce e pareggia con Di Natale e poi Badu al 91'. Sfumano i sogni europei del Verona.

Alla fine sono solo applausi, anche se l’obiettivo è sfumato. Applaude il Bentegodi, anche se il Verona ha definitivamente gettato al vento ogni chance di Europa League: avanti di due reti con un rigore di Toni e Hallfredsson, i veneti si fanno rimontare dall’Udinese e dalle reti di Di Natale e Badu. Che segna nel recupero, proprio come Mauri nella gara dello scorso lunedì all’Olimpico.

FORMAZIONI – Mandorlini non stupisce, nella scelta del sostituto dello squalificato Iturbe: dentro Gomez, assieme a Marquinho e Toni. In difesa c’è ancora Pillud a destra, col ritorno di Agostini dall’altra parte. In mezzo al campo ecco Cirigliano per Donadel e Sala confermato in luogo di Romulo.

Difesa a 4 per l’Udinese di Guidolin, che disloca Heurtaux a destra e abbassa Gabriel Silva dalla parte opposta. A centrocampo chance per Lazzari, sulla trequarti assieme a Pereyra c’è Nico Lopez, con Bruno Fernandes spedito in Primavera. Di Natale unica punta friulana.

PRIMO TEMPO – Il palleggio insistito, ma tutto sommato sterile, che l’Udinese propone nei primi minuti di gioco, è bruscamente interrotto dalla prima fiammata del Verona: Agostini fa il fenomeno e sulla sinistra ne salta due, Allan non ci sta e lo stende in area. È rigore, che Toni trasforma freddamente al quarto d’ora spiazzando Scuffet. Centro numero 20 per il bomber scaligero.

Da lì in poi, la gara ha un refrain chiaro: l’Udinese si porta in avanti tentando di sfondare il muro gialloblù, i padroni di casa si rintanano in difesa affidandosi alle ripartenze orchestrate in mezzo al campo da Hallfredsson. Rafael non corre grossi pericoli, anche se Lazzari prova a spaventarlo per due volte da fuori area. Senza un gran esito, però.

Quando si porta in avanti con vari elementi, ben più pericoloso è semmai l’Hellas. L’occasionissima del raddoppio capita ancora sui piedi di Toni, e ancora è l’illuminato Hallfredsson a fornirgliela: la zampata, del bomber, però, è respinta proprio sulla linea da Danilo. Con Pillud che, recuperata palla al limite, spara col sinistro a un palmo dal palo di Scuffet.

SECONDO TEMPO – Dopo l’intervallo, le due squadre ripartono a mille. Una sbaglia, l’altra la punisce. Heurtaux non trova la porta da un passo, su un calcio d’angolo da sinistra, mentre dall’altra parte il Verona è chirurgico: Marquinho per Gomez, scavetto morbido per Hallfredsson che sul secondo palo va di prima intenzione a bucare uno Scuffet non perfetto.

Festa al Bentegodi, ma la gara mica finisce qui. Anche perché nell’attacco dell’Udinese gioca un certo Antonio Di Natale: è lui, pochi istanti dopo la rete dell’islandese, a smorzare parzialmente l’entusiasmo gialloblù con una girata da sogno, in area, senza lasciar cadere la palla. Golazo da vero bomber. Rete numero 190 in A per Totò.

Per l’Udinese è la molla giusta per andare alla ricerca del pareggio. Ci va a un passo con Heurtaux (grande Rafael) e con lo stesso Di Natale (zuccata di un nulla a lato). Rischia di beccare il tris da Cacciatore, ma Allan si riscatta salvando sulla linea. Poi, al 91’, il neo entrato Badu gela con un diagonale da dentro l’area il Bentegodi. E le speranze di Europa League del Verona.

LA CHIAVE – D’accordo, in questi casi la fortuna gioca un ruolo predominante. E a Guidolin gira bene: Badu entra a pochi minuti dal termine ed è proprio lui il salvatore della patria bianconera e il castigatore del Verona.

MOVIOLA – Pochi appunti, se non nessuno, da muovere verso il direttore di gara Tommasi. Il rigore è solare, le ammonizioni precise. Tranne un episodio di nervosismo nella ripresa, i giocatori non gli danno grandi pensieri.

 

Dalle pagelle

IL MIGLIORE - Di Natale. E sono 190. Altra perla, con stop e girata di prima intenzione sotto la traversa a riaprire un match apparentemente chiuso. Fa da rifinitore e da terminale dell'azione. Immortale.

IL PEGGIORE - Pinzi. Lascia troppi spazi ad Hallfredsson, che più di una volta lo saluta e se ne va.

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