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Serie A

  • 22 dicembre 2013
  • • 15.00
  • • Stadio Marc'Antonio Bentegodi, Verona
  • Arbitro: G. Calvarese
  • • Spettatori: 19300
4
FIN
1

Verona-Lazio 4-1: Spettacolo gialloblù, Petkovic sul filo

Doppio Toni, Iturbe e Romulo stendono un avversario nel pallone. Di Biglia il momentaneo pareggio dei biancocelesti, che ora si preparano a un probabile cambio di panchina.

Giù il cappello per questo Verona, a tratti incontenibile; solo applausi per i ragazzi di Mandorlini, i quali, hanno sfoggiato una prestazione da dieci e lode rifilando ben quattro reti alla malcapitata Lazio e mostrando di meritare l'attuale posizione di classifica, frutto di un gioco spumeggiante; i butei hanno annullato la squadra di Petkovic, che in trasferta continua a mostrare palesi e profonde difficoltà, non solo a livello di gioco ma soprattutto dal punto di vista psicologico. Eccellente, straordinaria, sopra le righe la prestazione dell'ex campione del mondo Luca Toni, autore di due reti e un assist.

FORMAZIONI - Gli scaligeri si presentano davanti al proprio pubblico con il solito 4-3-3: il tecnico Mandorlini schiera capitan Rafael tra i pali, Cacciatore e l'ex cagliaritano Agostini esterni bassi, Maietta e Moras al centro della difesa, la rivelazione Jorginho in cabina di regia, Romulo ed Hallfredsson in mezzo al campo ed infine l'esperto Luca Toni al centro dell'attacco insieme agli imprevedibili Iturbe e Gomez.

I biancocelesti invece, reduci dalla vittoria contro il Livorno, soddisfacente più per il risultato che per il gioco espresso, devono rinunciare sia allo squalificato Hernanes che agli indisponibili Gonzales e Radu. Petkovic ripropone il 4-1-4-1, schierando Biava dall'inizio per la prima volta in stagione e Lulic terzino sinistro. Ledesma torna titolare come vertice basso; completano il reparto Biglia e Onazi, con Klose unica punta affiancato da Ederson e Candreva.

PRIMO TEMPO - Neanche il tempo di mettersi comodi in poltrona che l'Hellas è già in vantaggio: Gomez guadagna una punizione dai 25 metri, Jorginho si incarica della battuta e pesca l'intramontabile Luca Toni in area di rigore che, con un prorompente colpo di testa, anticipa Dias e mette dentro per l'1-0. Sesto centro in campionato per l'ex centravanti Viola, settimo in carriera ai biancocelesti, subito costretti ad inseguire.

I padroni di casa, incuranti del terreno di gioco ai limiti della praticabilità, imperversano sulle fasce bloccando sul nascere le ripartenze laziali, completamente in balia degli uomini di Mandorlini, almeno per il primo quarto d'ora di gioco. Dopo una prima fase di stallo però, la Lazio si sveglia ed inizia a costruire azioni, soprattutto sulla destra, dove Agostini fatica a contenere alle iniziative Candreva; al 24' Maietta salva sulla linea un tiro a botta sicura di Klose, ma pochi minuti dopo le Aquile pareggiano: Candreva guadagna un corner, Ledesma mette al centro e l'argentino Biglia svetta più in alto di tutti agguantando il pareggio. 1-1 e partita di nuovo in equilibrio.

Col passare dei minuti il Bentegodi diventa una bolgia, le squadre si allungano e la gara si infiamma; la Lazio sembra tornata in partita ma, come sempre nel calcio, basta un episodio per cambiare la gara: Toni si guadagna un calcio di punizione dai 30 metri, della battuta se ne incarica Iturbe il quale lascia partire un bolide che trafigge un Marchetti non esente da colpe. La prima frazione si conclude così, con tre reti scaturite da altrettanti calci piazzati ed un Verona che in casa sembra imbattibile.

SECONDO TEMPO - Subito brividi ad inizio ripresa, con la Lazio che va vicina al pareggio per ben due volte, entrambe su calcio piazzato, trovando l'opposizione dell'estremo difensore Rafael protagonista di due autentici miracoli, il primo su Cana il secondo su Biglia.

Rinfrancati dal pubblico di casa, il Verona approfitta di un inguardabile corner dai laziali, riparte in contropiede e trova il terzo gol, questa volta con Romulo che insacca a porta vuota su assist di Toni; spettacolo Hellas, Lazio annichilita. A questo punto Petkovic passa al 4-2-4, inserendo Keita e Floccari al posto di Biglia ed Ederson, oggi imbarazzante ma è sono i butei a fare la partita, prendendo letteralmente a pallonate la squadra romana.

Al 34' Toni, quest'oggi straordinario, cala il poker: ennesimo contropiede, Konko cicca il pallone, Jorginho ne approfitta e serve l'ex Bayern Monaco il quale, a porta vuota, realizza l'ottavo gol stagionale. Chapeau per gli scaligeri, autori di un ottimo calcio. Standing Ovation per Toni, rilevato da Donati nei minuti finali dopo aver deliziato la platea con un pallonetto terminato di poco a lato.

CHIAVE - Due goal, un assist, what else? Oggi il man of the match è Luca Toni, è lui il protagonista della gara, l'attaccante che tutti vorrebbero, il quale, a 35 anni, è ancora capace di regalarci prestazioni simili e grandi giocate. A Firenze ancora lo rimpiangono, nonostante la buona stagione dello scorso anno. Da sottolineare anche l'ottima partita dell'imprendibile Iturbe, autore di un gol straordinario.

MOVIOLA - Partita corretta, facile da gestire, nessun problema per Calvarese e i suoi assistenti.

Dalle pagelle:


IL MIGLIORE - Toni. Lotta, fa a sportellate, va di sponde. E ancora: segna due reti, ne sfiora almeno un altro paio, offre un assist vincente. Prestazione monumentale. L'ennesima.

IL PEGGIORE - Ederson. Qualcuno l'ha visto in campo? Schierato nel tridente, tocca pochissimi palloni, dando l'impressione di essere un corpo totalmente estraneo alla squadra.

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