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Diretta Live

Serie A

  • 23 novembre 2013
  • • 18.00
  • • Stadio Marc'Antonio Bentegodi, Verona
  • Arbitro: M. Guida
  • • Spettatori: 24200
0
FIN
1

Verona-Chievo 0-1: Lazarevic eroe del derby, i Mussi godono al 92'

Un Chievo accorto esulta proprio nel recupero grazie al neo entrato. Protestano entrambe: rete annullata per ingiusto offside a Cesar, che poi colpisce di mano in area.

Il terzo derby scaligero della storia della Serie A va sorprendentemente al Chievo, che davanti al Bentegodi delle grandi occasioni si regala tre punti fondamentali nell’ambito della corsa salvezza. A decidere col Verona è un goal siglato allo scadere dal subentrato Lazarevic, al termine di un incontro molto combattuto ed emozionante, ma non bello dal punto di vista del gioco, il cui risultato più giusto, probabilmente, sarebbe stato il pareggio.

FORMAZIONI - Mandorlini si presenta con il suo classico 4-3-3, con il terzetto d’attacco formato da Toni, Iturbe e Juanito Gomez. Dietro, Romulo viene spostato sulla linea di difesa, con Cacciatore che si accomoda in panchina. Eugenio Corini, al suo secondo esordio sulla panchina del Chievo, propone un coperto 4-5-1 e lancia Thereau unica punta, dovendo rinunciare a Pellissier (infortunato) e Paloschi (che va in panchina).

PRIMO TEMPO - Hellas e Chievo si ritrovano di fronte in un match di Serie A dopo ben 11 anni e il Bentegodi indossa l’abito da sera per questa attesissima sfida. Prima dell’inizio della partita, è bellissimo l’omaggio delle due tifoserie al popolo sardo che si uniscono in un minuto di silenzio misto ad applausi. Ma quando l’arbitro Guida dà inizio alle danze, l’atmosfera si fa elettrica e il ritmo è subito gradevolissimo.

Il Verona, spinto dal suo pubblico, cerca subito di accontentarlo, ma dopo 4 minuti rischia subito la doccia gelata. Sugli sviluppi di una punizione dal lato corto destro dell’area di rigore, Cesar ribadisce in rete un cross di Dramé, ma il guardalinee segnala offside. La posizione del difensore sloveno del Chievo, però, era assolutamente regolare.

Dopo la grande paura, il Verona cerca di riorganizzare la sua manovra offensiva, ma il Chievo è molto ben organizzato e riesce anche a farsi vedere nella metà campo avversaria con delle interessanti combinazioni che però non recano grattacapi a Rafael.

Alla mezzora, la pressione offensiva dell’Hellas diventa più costante e al 31’ gli uomini di Mandorlini reclamano un rigore per un braccio di Cesar, questa volta protagonista in negativo. Il braccio è largo, ma Guida opta per il calcio d’angolo tra le proteste giustificate dei padroni di casa.

Gli ultimi dieci minuti sono contraddistinti da molta intensità e molteplici sbavature da entrambe le parti, con i padroni di casa che non riescono a dare libero sfogo all’enorme potenziale offensivo e gli ospiti che non riescono ad organizzare ripartenze incisive. La prima frazione di gioco si conclude senza troppi sussulti con un tiro al volo di Iturbe che termina di poco a lato.

SECONDO TEMPO - Il secondo tempo si apre con l’Hellas che mette in campo più agonismo rispetto alla prima frazione, ma la lucidità continua a latitare e Mandorlini, tutt’altro che soddisfatto, inserisce al 10’ Martinho e Cacciatore per Gomez e Donati. Il Chievo, dal canto suo, seppur con maggiore affanno, riesce a disinnescare i tentativi dei padroni di casa.

E sono proprio gli ospiti all’ora di gioco a sfiorare il goal del vantaggio, con il loro talento più puro, Thereau. Il francese si invola in solitaria, dribbla Moras e si presenta davanti a Rafael, ma, grazie anche alla pressione di Cacciatore, manda a lato di un soffio con un colpo di punta stile calcio a 5, per la disperazione di Corini.

Il Verona sembra giocare con il freno a mano tirato, si fa vedere costantemente nella metà campo avversaria con numerosi cross, ma non riesce mai ad impensierire Puggioni e si espone ai contropiedi clivensi, come al minuto 26, quando Lazarevic destreggiandosi premia l’incursione di Radovanovic, ma il suo tiro deviato viene messo in corner da un prodigioso Rafael.

Corini allora capisce che il momento è propizio e butta nella mischia Paloschi, che rileva uno spento Estigarribia. Il finale di partita non è adatto per i deboli di cuore, con le squadre che dicono addio agli schemi e cercano il goal che vale tre punti. Radovanovic dal limite dell’area trova i guantoni sicuri di Rafael, dall’altra parte Toni non riesce a ribadire in rete un cross dalla sinistra di Martinho.

Il Verona cerca l’ultimo forcing offensivo con il suo pubblico che accompagna la manovra offensiva. Nei 2 minuti di recupero concessi da Guida succede di tutto. Iturbe segna con un diagonale di sinistro, ma il suo goal viene annullato per un tocco di mano di discutibile e sul capovolgimento di fronte, quando il derby scaligero sembrava prendere la via del pari, la sgaloppata di Hetemaj trova in mezzo all’area il rimorchio di Lazarevic, che non perdona Rafael e regala derby e tre punti alla squadra di Corini. Vince il Chievo 1-0.

CHIAVE - E’ stata una partita contraddistinta da molti errori, delle due squadre e dell’arbitro. Il Verona non ha mostrato la solita brillantezza, ma non meritava di perdere. Il Chievo ha interpretato benissimo la gara; ben organizzato dietro e veloce nelle ripartenze. Corini ha dimostrato di ridare un’identità che sembrava perduta e azzecca la mossa Lazarevic che vale tre punti.

MOVIOLA - Partita difficile come prevedibile per l’arbitro Guida. Due errori, uno per parte, compromettono la sufficienza alla terna arbitrale. Al 4’ Cesar è assolutamente in posizione regolare quando sigla quello che sarebbe stato l’1-0 per il Chievo. Sempre il difensore sloveno è protagonista nell’episodio reclamato dal Verona. Il suo braccio in area di rigore appare largo e sarebbe stato corretto assegnare il rigore. Nel finale è dubbio il controllo di Iturbe, giudicato di mano, anche se quando la palla entra il gioco era già stato arrestato.


Dalle pagelle

IL MIGLIORE - Lazarevic. Eroe del derby, che torna al Chievo 11 anni dopo. Ma anche prima della zampata decisiva era entrato benissimo nel match, con finte, affondi e accelerazioni.

IL PEGGIORE - Gomez. Qualcuno l'ha visto in campo? Mai riesce a liberarsi e a trovare il guizzo giusto. Correttamente sostituito nella ripresa.

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