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Diretta Live

Serie A

  • 03 novembre 2013
  • • 15.00
  • • Stadio Marc'Antonio Bentegodi, Verona
  • Arbitro: A. Gervasoni
  • • Spettatori: 18606
2
FIN
1

Verona-Cagliari 2-1: Toni-Jankovic, veneti sempre più in alto

Sblocca l'ex viola, raddoppia il serbo, poi a nulla vale la rete di Conti: per i gialloblù è il sesto successo su 6 gare al Bentegodi. Sardi imprecisi in avanti e poco pericolosi.

“E quando i blu saranno in ciel…” canta il Bentegodi. In cielo c’è davvero il Verona, che conquista la sesta vittoria di fila in casa battendo il Cagliari grazie a una rete per tempo. Il colpo di testa di Toni fredda quasi immediatamente Agazzi. Poi è Jankovic, rispolverato dall’inizio da Mandorlini, a chiudere il match con un piatto destro. Nel finale accorcia Conti, ma a godere sono solo i gialloblù, matricola terribile della Serie A.   

FORMAZIONI – Mandorlini rispolvera il serbo Jankovic dall’inizio e conferma l’uruguaiano Gonzalez in difesa, accanto a Maietta, al posto dello squalificato Moras. Tornano Romulo e Iturbe dal primo minuto. Nel Cagliari c’è Nenê, che fa coppia offensiva assieme a Sau: panchina per Ibarbo e Pinilla. Sulla sinistra della difesa c’è Avelar per Murru, squalificato. Ancora titolare Cabrera.

PRIMO TEMPO – I piani del Cagliari, difesa e contropiede, vengono immediatamente mandati a ramengo da un calcio piazzato: corner ben battuto da Romulo e Toni, inconcepibilmente lasciato libero sul palo più lontano, fulmina Agazzi alla sua maniera, di testa. Quinta rete per l’ex centravanti della Nazionale, sempre più simbolo dell’Hellas.

Colpiti a freddo, i sardi accusano il colpo. E potrebbero subire anche il raddoppio quando Toni non trova il tempo di calciare e, sul suo appoggio all’indietro, Hallfredsson col sinistro trova il riflesso a terra di Agazzi. Prova a farsi vedere anche il Cagliari. Da fuori, perché la difesa di casa è attenta: ci prova Nainggolan, che però non centra i pali di Rafael.

C’è anche lo spazio per qualche protesta dei gialloblù: Astori interviene con il braccio largo, anche se da posizione ravvicinata, sul tocco di Jankovic. Ma Gervasoni lascia correre. La difesa di Mandorlini corre pochi pericoli, perché il Cagliari non punge. E proprio prima dell’intervallo Lopez deve togliere Sau, infortunato, per inserire Ibarbo.

SECONDO TEMPO – Uno spavento e poi il raddoppio: così inizia il secondo tempo del Bentegodi. Lo spavento è quello provocato da Avelar, che sfrutta un erroraccio in disimpegno di Cacciatore e manda la palla a sibilare vicino all’incrocio di Rafael; il 2-0 è invece opera di Jankovic, che chiude il match con un piatto destro dopo uno stupendo uno-due con Romulo. 

La tifoseria di casa esulta, Lopez è più corrucciato che mai. Anche se, a dire il vero, i suoi proverebbero pure a riaprire l’incontro. Solo che sono penalizzati dalla propria imprecisione offensiva e dall’attenzione di Rafael, che respinge il sinistro di Nainggolan. Ancora il belga ci prova qualche minuto dopo: stavolta il pallone sfila a lato.

L’ultimo quarto d’ora riserva ancora emozioni. Il mai sazio Toni si vede annullare la rete del teorico 3-0, Ariaudo di testa fa correre qualche brivido sulla schiena di Rafael. Iturbe si mangia un paio di contropiedi sbagliando l’ultimo passaggio, dando la possibilità al Cagliari di rientrare: Conti segna l’1-2 sottomisura. Ma al Cagliari non riesce la rimonta. A esultare, per la sesta volta di fila, è solo il Bentegodi.

CHIAVE – La rete a freddo con cui Toni regala l’immediato vantaggio al Verona scombina i piani del Cagliari, costretto a rincorrere, con poche idee, per il resto del match. Pomeriggio da dimenticare, per Conti e compagni, nonostante la sconfitta che matura al Bentegodi sia solo di misura.

MOVIOLA – Un solo episodio, ma ci sono discussioni: poco dopo la mezzora del primo tempo Jankovic balla sulla linea di fondo e Astori tocca il pallone di mano, con il braccio largo. Sarebbe rigore, anche se i due giocatori sono a distanza limitata l’uno dall’altro, ma Gervasoni non lo assegna.

Dalle Pagelle:

IL MIGLIORE - Toni. Il goal è una firma imprescindibile di questo attaccante che di testa è insuperabile, ma fosse solo quello: lavoro sporco, protezione palla, corsa e perfino un contropiede. Terza giovinezza per lui.

IL PEGGIORE - Nenè. Bruttissima prestazione del brasiliano, racchiusa tutta in un tocco scriteriato che induce Gervasoni a fischiare fuorigioco. Conti lo vorrebbe mangiare vivo per questa ingenuità ma oggi non pareva proprio esserci con la testa.

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