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Mondiali

  • 15 giugno 2014
  • • 03.00
  • • Itaipava Arena Pernambuco, Recife, Pernambuco
  • Arbitro: E. Osses
  • • Spettatori: 40267
2
FIN
1

Inizia bene la Costa d'Avorio

Costa d'Avorio-Giappone 2-1: Honda illude, rimonta africana

Inizia bene la Costa d'Avorio

Getty

Il milanista porta in vantaggio il Giappone, che viene però rimontato nella ripresa: in due minuti sono Bony e Gervinho a regalare i 3 punti alla Costa d'Avorio.

Non bastano ordine ed un’ottima disciplina tattica al Giappone per avere la meglio sulla Costa d’Avorio. Gli asiatici passano subito in vantaggio con un gran goal di Honda, giocano molto bene per un’ora, ma vengono stesi dalle reti di Bony e Gervinho al 64' e al 66'. Decisivo l’ingresso di Didier Drogba che mette lo zampino nelle azioni di entrambe le reti.

FORMAZIONI – Gli Elefanti si presentano in Brasile vogliosi di migliorare le due precedenti spedizioni mondiali, terminate entrambe con l’eliminazione al primo turno. A sorpresa panchina per Drogba che non riesce a recuperare la forma migliore dopo un lieve infortunio. Sabri Lamouchi quindi decide di schierare i suoi con un 4-3-3, stelle dell’undici titolare il terzino sinistro dello Stoccarda Arthur Boka, il centrocampista del Newcaste Cheik Tiotè, l’attaccante della Roma Gervinho e soprattutto il campione del Manchester City Yaya Tourè.

Zaccheroni invece schiera i nipponici con un 4-3-2-1, in difesa spicca la presenza dell’interista Yuto Nagatomo, a centrocampo il Capitano Makoto Hasebe è affiancato da Hotaru Yamaguchi. Sulla trequarti Okazaki, il milanista Honda e Kagawa del Manchester United, in avanti l’attaccante del Monaco 1860 Yuya Osako.

PRIMO TEMPO – Le due compagini si studiano sino al 16' minuto, quando gli ivoriani difendono con sufficienza su una rimessa laterale nei pressi della loro area di rigore, Nagatomo serve Honda che controlla con tranquillità, entra in area di rigore e calcia un sinistro che termina all’incrocio dei pali alla destra di un incolpevole Barry.

Gli africani sembrano accusare il colpo e rischiano di prendere il 2-0 prima con un’azione personale di Uchida, che dopo aver messo a sedere un difensore calcia un sinistro che Barry riesce a respingere, poi ci prova Honda con un tiro-cross da destra che costringe agli straordinari l’estremo difensore del Lokeren. Sul capovolgimento di fronte si fa vedere Yaya Tourè che calcia alto una punizione dal limite.

Alla mezzora altra punizione dal limite, ci prova Boka con il mancino ma la palla si abbassa solo dopo aver superato la traversa. Gli Ivoriani alzano il baricentro, il Giappone però si difende con ordine e riparte in velocità andando ancora vicino al gol con un tiro deviato di Honda che termina alto di poco a portiere battuto.

SECONDO TEMPO – Inizia molto bene il Giappone che mantiene il pallino del gioco e fa girare il pallone con precisione, gli ivoriani sembrano privi di idee, infatti Lamouchi cerca di correre ai ripari facendo scaldare Didier Drogba.

Dopo l’ingresso dell’ex Chelsea il peso offensivo ivoriano aumenta e le azioni nell’area nipponica diventano più frequenti. Infatti le reti non tardano ad arrivare: al 64' cross dalla destra di Aurier sul quale svetta di testa Bony che mette il pallone nell’angolino alla destra di Kawashima. Due minuti dopo ancora Aurier nelle vesti di assist-man con Gervinho che di testa batte il portiere nipponico sul suo palo.

Cerca la gioia personale anche Drogba, prima calciando una punizione dai venti metri, che però l’estremo difensore asiatico riesce a respingere; poi con un sinistro dall’interno dell’area di rigore che deviato da Morishige termina fuori di pochissimo.

LA CHIAVE – L’ingresso di Didier Drogba: sponde, assist e ottime conclusioni a rete. La Costa d’Avorio cambia volto dopo il suo ingresso. Da segnalare anche i due assist deliziosi di Serge Aurier.

MOVIOLA – Al 35' botta fuori di Boka, Kawashima respinge, sul pallone si avventa Bony che viene fermato dall’assistente del direttore di gara per un inesistente fuorigioco.
Al 57' Yaya Tourè entra in area, Yoshida lo stende in scivolata ma per il direttore di gara è tutto regolare; probabilmente il fischietto cileno Enrique Osses è tratto in inganno dalla caduta ritardata del giocatore del City, questo però non giustifica il suo clamoroso errore.

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