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Champions League

  • 17 settembre 2013
  • • 20.45
  • • Parken, København
  • Arbitro: I. Bebek
  • • Spettatori: 36524
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FIN
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Copenaghen-Juventus 1-1: Nordsjaelland 2 il ritorno, Madama impatta ancora in Danimarca

Copenaghen-Juventus 1-1: Nordsjaelland 2 il ritorno, Madama impatta ancora in Danimarca

Getty Images

Jorgensen punisce i bianconeri, che poi si svegliano e trovano il pari nella ripresa con Quagliarella. Gli uomini di Conte cercano il successo, ma sbattono sul muro Wiland.



Un anno dopo, la Juventus ci ricasca. A Copenaghen, i campioni d’Italia non riescono ad andare oltre l’1-1 sul campo di una delle formazioni più deboli dell’intera Champions League, mettendo subito a rischio la qualificazione agli ottavi. Al goal di Jorgensen al 14’, replica Quagliarella ad inizio ripresa. Protagonista della serata il portiere di casa, Wiland, capace di almeno tre prodezze. A Conte, comunque, non sarà andato giù l’atteggiamento troppo superficiale dei suoi, soprattutto nelle fasi iniziali del match.

FORMAZIONI - Erano due i cambi, rispetto all’undici base, preventivati alla vigilia: Quagliarella e Ogbonna al posto di Vucinic e Barzagli (con conseguente spostamento di Bonucci sul centro-destra nel terzetto di difesa). Conte conferma entrambe le mosse, aggiungendo anche Peluso, preferito sulla sinistra ad Asamoah. Per il resto confermatissimi Tevez in attacco e il terzetto di centrocampo Vidal-Pirlo-Pogba; sulla destra Lichtsteiner vince il ballottaggio con Isla.

Solbakken, dal canto suo, schiera i danesi con un ordinato 4-4-2: Mellberg, ex Juve, è il punto di riferimento in difesa, Adi, nuovo acquisto, quello in attacco.

PRIMO TEMPO - Come se l’esperienza, quasi surreale, vissuta l’anno scorso a queste latitudini contro il Nordsjaelland non fosse servita a nulla: la Juventus inizia contratta, forse meglio dire svogliata, subendo il pressing feroce e a tutto campo del Copenaghen. Sono i danesi i protagonisti dei primi dieci minuti, col gigante Adi bravo a far salire i suoi e a creare spazi in attacco.

Quando i bianconeri, in maglia gialla, sembrano aver passato il momento di incertezza iniziale, arriva il vantaggio dei padroni di casa: punizione dalla destra di Braaten, la difesa non spazza, il pallone vaga in area di rigore e ne approfitta, lestissimo, Jorgensen che brucia Chiellini e fulmina Buffon. La reazione degli uomini di Conte è rabbiosa: Tevez prova subito dal limite, sulla respinta di Wiland si avventa Quagliarella, assente ingiustificato per tutti i primi 45 minuti, che però cincischia e tenta una soluzione improbabile.

Basta comunque una Juventus discreta a mettere alle corde il Copenaghen: nel giro di due minuti Wiland compie due autentiche prodezze su Chiellini e Pogba (il francese a un metro dalla porta si vede respinto la conclusione a colpo sicuro). Qualcuno ricorda Hansen, il portiere prodigio del Nordsjaelland? Corsi e ricorsi storici, non c'è che dire.

Si gioca in una sola metà campo, ma gli ospiti, oltre a perseverare in errori dettati da troppa superficialità in difesa (Chiellini e Bonucci sul banco degli imputati), non accelerano. Qualche buona occasione arriva anche prima dell’intervallo (un mezzo pallonetto di Tevez, il colpo di testa ravvicinato di Pogba), ma al 45’, incredibilmente, la squadra decima (su dodici partecipanti) nel campionato danese è in vantaggio sull’undici che ha dominato in Italia negli ultimi due anni.

SECONDO TEMPO - Conte decide di non fare cambi, Llorente è lasciato in panchina nonostante il riscaldamento intenso. La ripresa inizia sulla falsariga del primo tempo: Juve padrona del campo, le occasioni – seppur non a grappoli – arrivano, ma sembra manchi ancora un pizzico di convinzione. L’esempio lampante è Tevez che, splendidamente imbeccato da Pirlo, calcia di prima ma, seppur solo, non riesce a battere il bravissimo Wiland.

In ogni modo, gli uomini di Conte riescono ad arrivare presto al pareggio: è il 54’ quando Peluso mette in mezzo, Tevez fa velo e favorisce la girata di Quagliarella che si insacca sotto la traversa. Potrebbe essere la svolta, la Juve – invece – se possibile si rilassa ancora di più. Lichtsteiner spreca da due passi su altro cross di Peluso, ma non è un gran momento per i bianconeri. Jorgensen si fa nuovamente vivo con uno slalom e una conclusione dalla distanza, il tempo stringe e gli ospiti cominciano a far sul serio.

In rapida successione arrivano la traversa di Quagliarella, la botta di Tevez  e l’occasione mancata da Vidal (altri miracoli di Wiland), il colpo di testa di poco a lato di Pogba. Dopo De Ceglie, entra Giovinco che subito si fa parare una conclusione ravvicinata, la porta dei padroni di casa è stregata. L’assedio finale, compresa la girata di prima di Tevez da due passi al 92’, non basta ad abbattere il muro eretto dai danesi che, quasi senza crederci, portano a casa un pareggio. La Champions della Juve comincia in modo pessimo.

CHIAVE - Le grandi parate di Wiland, unite all’imprecisioni degli avanti ospiti, hanno determinato la clamorosa sorpresa. Come un anno fa contro il Nordsjaelland, è il protagonista di casa a rendere vani gli sforzi juventini. Ma, più obiettivamente, è giusto sottolineare l’approccio alla partita completamente sbagliato da parte degli uomini di Conte.

MOVIOLA - Nessun episodio discusso, tutti giusti i gialli da entrambe le parti, compresi quelli per simulazione di Peluso e per proteste del solito Lichtsteiner.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Wiland. Un autentico muro. Il suo stile non sarà perfetto, ma risulta estremamente efficace. L'impresa danese passa dalle sue parate miracolose.

IL PEGGIORE - Chiellini. Disastroso nei primi 45 minuti. Si fa bruciare da Jorgensen in occasione del goal, sbaglia cento passaggi e si mangia anche il goal del pari, senza togliere meriti a Wiland.

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