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Serie A

  • 15 dicembre 2013
  • • 15.00
  • • Stadio Marc'Antonio Bentegodi, Verona
  • Arbitro: N. Rizzoli
  • • Spettatori: 8000
0
FIN
1

Chievo-Sampdoria 0-1: Basta Eder, primo ko per Corini

Al Bentegodi, una rete del brasiliano nel primo tempo regala i 3 punti alla Samp. Padroni di casa volenterosi ma poco produttivi, Paloschi nel finale manca l'occasione del pari.

Massimo risultato con il minimo sforzo: basta una rete di Eder a una Sampdoria tanto cinica quanto ben messa in campo per portare via i 3 punti dal Bentegodi e fermare la striscia di vittorie di Eugenio Corini. Il Chievo patisce la rete del brasiliano, fatica a riorganizzarsi e a creare occasioni. Mentre i doriani, rigenerati dopo l’arrivo in panchina di Sinisa Mihajlovic, se la godono dopo un avvio di torneo complicato.

FORMAZIONI – Corini conferma il modulo a una sola punta, Thereau, sostenuto da Estigarribia a sinistra e Sestu sull’out opposto. Senza lo squalificato Dramé Frey passa nella posizione di terzino mancino, con Sardo a destra. Nella Sampdoria, Eder è il riferimento più avanzato, con il trio Soriano-Krsticic-Gabbiadini dietro di lui. In mezzo al campo c’è Renan e non Obiang, non al meglio così come Costa, che viene rimpiazzato dal giovane Regini.

PRIMO TEMPO – Il Chievo parte forte: nemmeno il tempo che le due squadre si studino e la squadra di Corini ha già la prima grande occasione del match, ma Thereau, splendidamente servito da un pallone filtrante di Sestu, vede il proprio scavetto deviato in angolo dalla pronta uscita di da Costa.

Dopo un avvio di gara di marca gialloblù, però, la Samp esce alla distanza. E fa male. Dopo un paio di pericoli creati da Gabbiadini e soffocati in qualche modo dalla difesa di casa, ecco il vantaggio blucerchiato al 16’: calcio d’angolo di Palombo e stacco imperioso a pochi passi dalla porta di Eder, che di testa segna il suo sesto goal personale.

Da lì, i padroni di casa iniziano ad andare in confusione, complice l’attentissimo schieramento studiato da Mihajlovic. Di spazi nella metà campo doriana non ce ne sono, e quando Estigarribia ne pesca uno, il suo pallone scodellato da destra è vanificato dal colpo di testa debole del solissimo Thereau, che, dimenticato da Mustafi, consegna il pallone tra le braccia di da Costa.

SECONDO TEMPO – Nella ripresa, a giocare è il Chievo, ad avere le occasioni è la Samp: con i gialloblù protesi in avanti alla ricerca del pari, Gabbiadini approfitta di un erroraccio in disimpegno della difesa di casa, portandosi davanti a Puggioni, saltandolo ma sparando alto con la porta vuota, anche se in precaria coordinazione.

Corini lancia Pellissier, ma nemmeno l’ingresso dell’applaudito capitano risolleva il morale e il gioco dei padroni di casa. Thereau non è in giornata, Sestu si spegne progressivamente. Così il Chievo si affida alle conclusioni da fuori: da Costa respinge quella di Hetemaj e poi la tiene lì sul neo entrato Lazarevic.

L’ultimo quarto d’ora è di tensione, ma di occasioni se ne vedono ancora poche. Quella più clamorosa capita sul piede destro di Pellissier, che in girata su svirgolata di Thereau non trova la rete sul secondo palo. Ci prova anche Pellissier, di testa: palla a lato. Mentre Sansone manca l’occasione del raddoppio in contropiede. Ma per la Samp può andar bene anche così.

LA CHIAVE – Il modulo a una punta di Eugenio Corini stavolta non ha pagato. Il Chievo ha sofferto l’assenza di peso offensivo e la giornata no di Cyril Thereau, incapace di accendere la luce con la sua classe. E la Sampdoria ne ha approfittato, ottenendo il massimo risultato col minimo sforzo.

MOVIOLA – Un paio di offside contestati, ma nulla più: la direzione di gara di Rizzoli è tutto sommato tranquilla. Anche se poco prima dell’intervallo il Chievo protesta per un mancato secondo giallo a De Silvestri, già ammonito un minuto prima, per un’entrata su Rigoni: sarebbe stato eccessivo.

 

Dalle pagelle

IL MIGLIORE - Da Costa. Subito decisivo su Thereau, poi attentissimo nel non farsi trovare impreparato dalle conclusioni di Hetemaj e Lazarevic.

IL PEGGIORE - Thereau. Delusione della partita. Ha subito la palla per segnare, poi sbaglia quasi tutto: le sue punizioni dalla trequarti si fermano sempre al limite dell'area.

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