thumbnail Ciao,
Diretta Live

Serie A

  • 30 agosto 2014
  • • 18.00
  • • Stadio Marc'Antonio Bentegodi, Verona
  • Arbitro: C. Russo
  • • Spettatori: 26000
0
FIN
1

Chievo-Juventus 0-1: Ritmo e bel gioco, Allegri buona la prima

La Juventus batte il Chievo nel primo match dell'anno. Decisivo l'autogoal di Biraghi al 7'. Bianconeri che colpiscono tre legni. Ottime le prestazioni di Pogba e Coman.

Buona la prima per Max Allegri. Parte bene l'avventura del tecnico toscano alla Juventus, vittoria importante ottenuta su un campo da sempre complesso come quello del Chievo. Successo conquistato grazie al binomio gioco-intensità, ingredienti che non sembrerebbero aver abbandonato i bianconeri nonostante l'addio di Conte.

Madama autoritaria e autorevole tanto per parafrasare il pensiero del mister toscano, forse un po' troppo leziosa, certamente sfortunata. Positivo, anzi, positivissimo il debutto di Coman. Il ragazzo è munito di enorme talento, completo in tutti i fondamentali e professionale il giusto. Che la Vecchia Signora si sia assicurata un altro pezzo da novanta? Scommesse già chiuse.

FORMAZIONI - Massimiliano Allegri, alle prese con molteplici defezioni, decide di affidarsi all'usato sicuro, ovvero, alla difesa a tre. Buffon in porta, in difesa Caceres, Bonucci e Ogbonna, corsie laterali affidate a Lichtsteiner e Asamoah, centrocampo folto con Pogba, Marchisio (in regia) e Vidal. Coman, debuttante dalle prospettive interessanti, a supporto di Tevez. Il Chievo Verona: Bardi tra i pali, Frey, Dainelli, Cesar e Biraghi a comporre l'assetto difensivo, in linea metodista Izco, Schelotto, Hetemaj e Mangani, fase offensiva nei piedi di Birsa e, soprattutto, Maxi Lopez.

PRIMO TEMPO - Partenza sprint per la Juventus con una doppia bella giocata targata Tevez e Coman, propositivi e dinamici, entrambi vicini al goal in avvio. E, a proposito di reti, al 6' Caceres sblocca la partita sugli sviluppi di un calcio d'angolo battuto dall'Apache argentino, incornata deviata da Biraghi sul secondo palo e bianconeri in vantaggio. Ma i padroni di casa non ci stanno, provano a riordinare le idee e creano due occasioni interessanti con Schelotto e Maxi Lopez.

Ma al 12' è ancora la Juventus a far paura con un destro, di poco alto, siglato Marchisio. Madama preme senza sosta, cerca con veemenza la rete della sicurezza, trasportata da un Vidal scanenato: salvataggio sulla linea e palo a Bardi battuto. Inizio stagione, meccanismi da oliare, per maggiori informazioni rivolgersi a Bonucci, alle prese al 19' con una palla velenosa, disinnescata sapientemente in diagonale da Lichtsteiner.

Al 24' è ancora il viterbese a far traballare la retroguardia zebrata, anticipo errato su Maxi Lopez e contropiede veneto mal gestito da uno Schelotto impreciso. Nel cuore del primo match la Juventus opta per il possesso, manovra semplice ma efficace, giro-palla utile per far trascorrere minuti preziosi. Da registrare al 29' l'ammonizione per Vidal, smanioso e volenteroso nonostante i tanti chiacchiericci di mercato che hanno accompagnato la sua estate. Stesse sorti, esattamente un minuto dopo, per Mangani, autore di un fallo tattico.

Al 35', ancora una volta, è Coman ad incendiare il Bentegodi con un mancino secco ben respinto da Bardi. Ma se la sfortuna con Vidal ci vede bene, al 42' anche con Tevez non scherza, legno anche per lui post fraseggio con Coman. Finita qui? Nemmeno per scherzo. Nuovo angolo, nuovo palo, ancora Caceres protagonista. E si conclude così la prima frazione, tra vantaggio bianconero massiccia dose di sfortuna.

SECONDO TEMPO -  Nella ripresa subito grosse novità per il Chievo Verona, dentro Paloschi e Radovanovic, fuori Schelotto e Mangani. Missione chiara: più fisicità a centrocampo e più qualità in attacco. Ma la musica non cambia. Coman dà spettacolo e, questa volta con un destro chirurgico, sfiora nuovamente la rete. I clivensi provano a scuotersi con rapidità e fisicità, la stessa che usa al 6' Ogbonna con Maxi Lopez in piena situazione di pericolo. La manovra juventina, però, non è la stessa del primo tempo, maggiormente scolastica e prevedibile, nonostante un Pogba ispirato ai massimi livelli. 

Delizioso al 17' il colpo di testa di Coman, imbeccato da un cross invitante di Vidal. E questo rimarrà l'ultimo lampo di una splendida partita per il talento transalpino, autore di una prestazione maiuscola, sostituito al 23' con un Llorente non in perfette condizioni fisiche. Cambio obbligato, l'ultimo, invece per Corini: out il subentrato Radovanovic: c'è Cofie. Entra il Re Leone basco, si riassesta la manovra offensiva bianconera e gli uomini di Allegri tornano a fare paura. Prima con un colpo di testa di Llorente, dopo nuovamente con un destro di Caceres. Insomma, Madama prova a chiudere definitivamente i giochi. Al 29' Lichtsteiner prova a mandare in rete Llorente, ben controllato dalla difesa gialloblù. Ma quando le partite non le chiudi, vecchia regola del calcio, la beffa è dietro l'angolo.

E solamente uno strepitoso Buffon al 31' nega il pareggio ai clivensi, deviando a tu per tu con Maxi Lopez, occasione davvero clamorosa e spavento enorme per la compagine torinese. Tevez nel finale prova a togliersi la gioia personale, ma il suo destro esce fuori alla sinistra di Bardi. Al 38' Llorente prova ad imitarlo con pessimi risultati. Allegri prende tempo, opta per l'inserimento di Pereyra al posto di un ottimo e stanco Vidal, anche lui applaudito vivacemente dai tifosi juventini giunti a Verona. Squillo finale al 45' con Pogba. Fuori. Dopodiché il fischio finale e tre punti preziosi per Buffon e soci.

CHIAVE - Determinazione, ordine e intensità. La Juventus cambia tecnico ma non la mentalità. Voglia di fare la partita sempre e costantemente, ottime giocate individuali e corali, la qualità indubbiamente ai bianconeri non manca. E, proprio attraverso un possesso oculato, gli uomini di Allegri sono riusciti a gestire anche la parte più complessa del match, evitando così una beffa che avrebbe avuto, occasioni alla mano, del clamoroso. Troppo remissivo, dal canto suo, l'atteggiamento del Chievo Verona. La formazione di Corini in estate ha cambiato molto e, per forza di cose, occorrerà ancora del tempo per plasmare il tutto.

MOVIOLA - Arbitraggio omogeneo, gestione dei gialli corretta, nessun episodio eclatante da segnalare.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Kingsley Coman: Difficile ricordare l'esordio di un ragazzino di 17 anni in A migliore di quello di Coman. Senza paura sfodare colpi d'alts classe, dribbling e conclusioni in porta. Duetta efficaciemente coi compagni.

IL PEGGIORE - Maxi Lopez: Si sbatte lì davanti da solo ma in effetti i colpi dei primi anni di Catania sono solo un ricordo. Si mangia un goal clamoroso nel finale.

Sullo stesso argomento