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Diretta Live

Serie A

  • 06 gennaio 2013
  • • 15.00
  • • Stadio Marc'Antonio Bentegodi, Verona
  • Arbitro: M. Mariani
  • • Spettatori: 9000
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FIN
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Chievo-Atalanta 1-0: La 'prima volta' di Cofie arriva al momento giusto, successo di platino per i gialloblu

Il centrocampista ghanese segna l'unica rete del match con un destro al volo in inserimento. Sorrentino sventa le rare offensive nerazzurre.

Poteva scegliere una giornata migliore, Isaac Cofie, per realizzare il suo primo centro in serie A? Certo che no. È il suo destro al volo, al 37’ del primo tempo, a decidere l’incontro e a regalare al Chievo il quarto successo nelle ultime cinque uscite. Per il resto ci pensa Sorrentino, che frustra i rarissimi tentativi di pareggio dell’Atalanta e consente ai veronesi, a +8 sul terzultimo posto occupato dal Cagliari, di volare.

FORMAZIONI – Corini si affida al tridente, con l’inserimento del giovane Stoian dal primo minuto e la scelta di spedire in panchina sia Pellissier che Paloschi. Al centro della difesa i titolari sono Andreolli e Dainelli, quest’ultimo preferito allo sloveno Cesar. 4-4-2 per Colantuono, che lascia ancora una volta out Maxi Moralez e per affiancare Denis sceglie De Luca. Panca anche per Schelotto: largo a destra c’è Raimondi.

PRIMO TEMPO – Non è una gara da ricordare, quella tra Chievo e Atalanta. Tanto pressing, errori e una costante incapacità di pungere nei pressi dell’area avversaria. Solo Raimondi, dopo 23 minuti, ha la grande chance, ma l’istinto di sopravvivenza di Sorrentino ha la meglio sull’esterno atalantino, murato dal corpo del portiere gialloblu su cross mancino di Brivio.

La prima, vera occasione da goal del Chievo, manovriero ma mai pericoloso dalle parti di Consigli, giunge al 35’. Ed è l’azione del vantaggio veronese. Il positivo Jokic scende sulla sinistra e sforna l’ennesimo traversone, che Cofie, per non saper né leggere né scrivere, si premura di scagliare alle spalle del numero 1 avversario con la maggior potenza possibile. 1-0.

Da lì, la gara sale di tono. E il finale di tempo ha un che di frizzante. Merito soprattutto di Thereau, che ubriaca il neo entrato Schelotto ma si fa deviare il sinistro da Consigli, prima che Ferri anticipi Stoian a porta vuota. Lo stesso italo-argentino si ritrova sul destro la palla dell’1-1 dopo una mischia incredibile davanti ai pali di Sorrentino, ma Dainelli si para tra il nerazzurro e la propria rete.   

SECONDO TEMPO – Il più attivo nei bergamaschi è Jack Bonaventura: l’esterno di Colantuono si rende nuovamente pericoloso a inizio ripresa, ma Sorrentino gli nega in uscita quello che, in anticipo di punta, sarebbe stato il potenziale pareggio. E che si rivelerà l’unica, vera chance costruita dagli ospiti in tutti i secondi 45 minuti.

Da lì in avanti, infatti, a rendersi più pericoloso è il Chievo, che in contropiede cerca di sfruttare i maggiori spazi concessi da un avversario maggiormente proteso in avanti: in uno di questi Thereau, lanciato splendidamente da Stoian, spara sull’esterno della rete di Consigli dopo aver saltato Ferri. E negli istanti seguenti un paio di conclusioni di Guana terminano sul fondo.

Non che manchi la voglia, all’Atalanta. Semplicemente, senza il faro di gol di Denis – invero mal servito dai compagni – tutto si complica. E così va a finire che di occasioni vere e proprie per i nerazzurri non se ne vedono più. Vince il Chievo, che supera in classifica gli avversari odierni e, per l’ennesima stagione, guarda con fiducia all’obiettivo salvezza.

CHIAVE – Il destro al volo scagliato con potenza da Cofie alle spalle di Consigli è la chiave di una gara tecnicamente povera. Per il centrocampista ex Sassuolo è la prima rete in serie A. Una rete da 3 punti.

MOVIOLA – Il signor Maurizio Mariani di Aprilia è fortunato: all’esordio in A si ritrova ad arbitrare una gara tutto sommato semplice, corretta e senza episodi contestati nelle due aree.

Dalle pagelle

IL MIGLIORE - Cofie. Trova il primo goal in serie A, ed è una rete da 3 punti. Per il resto, tanta sostanza in mezzo al campo.

IL PEGGIORE - Denis. Vero, ha pochissimi palloni giocabili. Ma lui fa davvero poco per rendersi pericoloso.

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