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Serie A

  • 02 marzo 2014
  • • 12.30
  • • Stadio Sant'Elia, Cagliari
  • Arbitro: P. Valeri
  • • Spettatori: 4500
3
FIN
0

Cagliari-Udinese 3-0: Ibarbo, Vecino ed Ibraimi allontanano lo spettro della retrocessione

Il colombiano sblocca la contesa controllando di spalla il lancio di Astori e battendo con precisione Scuffet. L'uruguayano ed il fantasista certificano il periodo-no dei friulani.

Il Cagliari supera con un netto 3-0 l'Udinese e si allontana dalla zona critica della classifica. La prima firma è di Ibarbo con un grande numero, quindi nella ripresa arrivano le reti di Vecino ed Ibraimi che chiudono definitivamente la contesa. Tuttavia anche i friulani hanno avuto le loro occasioni con Di Natale che ha anche colpito una traversa.

FORMAZIONI - Centrocampo da reinventare per Diego Lopez, a causa delle squalifiche di Ekdal e di Capitan Conti. Quindi Cossu viene confermato in mediana affiancato da Dessena e Vecino, sulla trequarti ancora spazio all’ex Flamengo Adryan. In difesa recuperato Pisano, pronto ad occupare il suo ruolo di terzino destro. In avanti il solito ballottaggio a quattro stavolta lo vincono Pinilla e Ibarbo, con Nenè e Sau che si accomodano in panchina.

In casa friulana assenti Lazzari per infortunio e Domizzi per squalifica. Completamente recuperati invece Hertaux e Pereyra, che partono entrambi dal primo minuto. Rispetto alla gara casalinga contro l’Atalanta, a sostenere Totò Di Natale c'è Bruno Fernandes a discapito di Muriel. A centrocampo Yebda, a sorpresa, sostituisce Allan. In porta il giovane Scuffet sembra aver ormai soffiato il posto a Brkic.

PRIMO TEMPO - Nei primi minuti Cagliari più intraprendente. I sardi cercano soprattutto dei cross per la testa degli attaccanti, la difesa friulana però è attenta. Al diciottesimo clamorosa occasione per i friulani: Pinzi entra in area, salta Astori e serve una palla d’oro a Di Natale che da pochi passi spara alto.

Sul cambio di fronte i rossoblù trovano il vantaggio con Ibarbo. Il colombiano controlla di petto un lancio lungo di Astori, si gira e batte Scuffet. L'Udinese reagisce con Di Natale che, dopo un’azione confusa, viene servito all’interno dell’area in posizione defilata ma Avramov è lesto a deviare il suo tiro in calcio d’angolo.

Dopo pochi minuti ci riprova il giocatore napoletano: il suo tiro, deviato da Dessena, s'infrange sull’incrocio dei pali con il portiere rossoblù che forse riesce anche a sfiorare il pallone. I friulani mantengono il pallino del gioco fino all’intervallo, spesso però le azioni risultano confuse.

Gabriel Silva è uno dei più intraprendenti: prima prova a mettere una palla interessante in mezzo ma i suoi compagni non si fanno trovare pronti, poi cerca la gioia personale ma calcia malamente sul fondo. Sul finale occasione per Vecino che, sul cross teso di Pinilla, si fa anticipare da ottima posizione.

SECONDO TEMPO - All’intervallo sardi costretti a sostituire l’infortunato Adryan, al suo posto Eriksson. Cossu torna sulla trequarti con lo svedese che si insedia in mediana. Cagliari pericoloso con due cross di Mauricio Pinilla: sul primo un Ibarbo poco reattivo si fa anticipare da Scuffet, sul secondo ha buon gioco la difesa bianconera.

Guidolin vede la sua squadra poco pungente, allora corre ai ripari togliendo prima Bruno Fernandez poi Gabriel Silva, al loro posto il più offensivo Nico Lopez e il difensore svizzero Widmer. I primi minuti trascorrono senza azioni degne di nota. I friulani tentano il tiro solo da fuori area con Basta, ma Avramov respinge prontamente.

Nei rossoblù attivo soprattutto Ibarbo, il colombiano riesce spesso a saltare l’uomo in velocità. Al ventunesimo minuto mette una palla interessante in mezzo sulla quale Pinzi si addormenta e costringe Scuffet a chiudere in uscita sul tiro di Avelar. Anche Diego Lopez corre ai ripari e cerca di dare freschezza ai sardi, inserendo Nenè al posto di un ormai stanco Pinilla.

Il brasiliano ha subito un’ottima occasione: su assist di Ibarbo calcia fuori a pochi metri dalla porta ostacolato da un difensore. Si gioca il tutto per tutto Giudolin: a un quarto d’ora dalla fine toglie Naldo per inserire il centrocampista offensivo Maicosuel.

Successivamente grande occasione per i frulani: Nico Lopez lanciato davanti ad Avramov cerca di servire con una palla alta Di Natale, il portiere rossoblù riesce a deviare leggermente il pallone, abbastanza da permettere a Rossettini di anticipare il capitano bianconero che si accinge a calciare a botta sicura.

Un minuto dopo Ibraimi, appena entrato al posto di Cossu, calcia un’ottima punizione dalla trequarti verso il piede di Vecino che calcia al volo e mette la palla nell’angolino basso alla sinistra di Scuffet. Friulani distratti in marcatura, soprattutto con Basta che lascia colpevolmente solo il centrocampista uruguaiano.

Reazione dell’Udinese disordinata, i friulani si riversano in avanti senza le idee chiare e sono puniti in contropiede da Ibraimi. Il macedone punta la difesa bianconera, mette a sedere Danilo e calcia a giro di sinistro battendo un incolpevole Scuffet.

CHIAVE – La coppia centrale rossoblù: ordinata e precisa per tutti i novanta minuti, sempre in anticipo sulle incursioni di Di Natale e compagni, una grande prova di maturità, contro un attacco pericoloso e che lascia scarsi punti di riferimento come quello friulano.

I bianconeri invece sono sembrati confusi per grande parte della gara, una squadra con un’ottima dose di piedi buoni in rosa forse avrebbe bisogno di un attaccante in grado di sfruttare al meglio la fantasia dei propri giocatori offensivi. Con il ritiro di Di Natale i dirigenti friulani saranno costretti a cercare un terminale offensivo all’altezza.

MOVIOLA – Niente da segnalare, Valeri dirige bene e con buona personalità. Non spezzetta troppo il gioco e tira fuori i cartellini solo quando strettamente necessario.

Dalle pagelle:

MIGLIORE - Ibarbo. Quando segna non fa mai goal banali. E questo vale ancora di più visto che permette al Cagliari di porre le basi per portare a casa tre punti fondamentali.

PEGGIORE - Naldo. Viene surclassato da Ibarbo in occasione del vantaggio sardo. Per il resto si macchia di una prestazione non di certo irreprensibile.

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