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Diretta Live

Serie A

  • 10 novembre 2013
  • • 15.00
  • • Stadio Sant'Elia, Cagliari
  • Arbitro: G. Calvarese
  • • Spettatori: 4500
2
FIN
1

Cagliari-Torino 2-1: Super Conti 'mata' i granata con una doppietta

Due calci di punizione di Conti regalano una boccata d'ossigeno al Cagliari, per il Torino non basta il sigillo di Immobile che era valso il momentaneo goal del pareggio.

Il Cagliari non brilla ma ritrova la via del successo, il Torino mastica amaro per l'ennesimo ko in salsa sarda. Il match del Sant'Elia viene deciso da due calci piazzati di Daniele Conti, che festeggia nel migliore dei modi la trecentesima partita in Serie A e rende inutile il momentaneo pareggio di Immobile: i rossoblù si impongono 2-1, Diego Lopez interrompe l'emorragia di sconfitte e scavalca i granata in classifica.

FORMAZIONI - Perso Agazzi, Lopez manda Avramov tra i pali e stravolge la retroguardia di Verona, rilanciando Pisano e Murri ai lati della coppia centrale Rossettini-Astori: Eriksson fa compagnia a Conti e Dessena in mezzo al campo, Nainggolan avanza di qualche metro a supporto di Ibarbo e Sau.

Ventura affronta l'emergenza riesumando la difesa a tre, con il rientrante Bovo tra Darmian e Moretti. Basha e D'Ambrosio si muovono sulle corsie, Vives e Brighi formano la cerniera di centrocampo: El Kaddouri e soprattutto Cerci sostengono Immobile nell'atipico tridente d'attacco.

PRIMO TEMPO - Le scorie di tre sconfitte consecutive si fanno sentire. Il Cagliari parte con le migliori intenzioni, ma fa una grande fatica a dare fluidità alla sua manovra. Le scelte di Lopez, del resto, hanno dato maggior solidità ma anche tolto qualità al centrocampo sardo, che alle spalle delle punte trova i muscoli di Nainggolan dove servirebbero talento e fantasia.

A dare una mano ai padroni di casa è la fragilità del Torino, che ha caratteristiche opposte: frizzante e pungente appena accelera, piuttosto distratto dietro. Pur senza grande lucidità, nel primissimo spezzone del match i padroni di casa riescono ad avvicinarsi due volte dalle parti di Padelli, che non trema al cospetto del diagonale di Ibarbo ma poi deve metterci i pugni per respingere la sassata di Eriksson.

L'iniziale fiammata rossoblù si spegne quasi subito: lentamente i ritmi si abbassano ed il Toro ne approfitta per imporre il suo stile di gioco, lento ed ipnotico, fatto di una lunga serie di passaggi fino alla trequarti, dove Cerci prova a dare gli strappi necessari per mandare in tilt la difesa rossoblù. In tutta la prima frazione, però, i guanti di Avramov si scaldano una sola volta, al termine di un'improvvisa girata dal limite di Immobile.

Gli spunti di Cerci, che pure restano l'arma più affilata dell'attacco di Ventura, sono spesso fini a se stessi, perché l'azzurro tende ad ignorare i compagni per tentare la soluzione personale. Il Cagliari, che nella seconda metà della frazione spinge pochissimo, finisce per trovarsi in vantaggio quasi per caso ad un passo dal 45': Conti calcia una punizione non proprio irresistibile dai venti metri, Padelli si fa trovare impreparato e i sardi vanno negli spogliatoi avanti di una rete.

SECONDO TEMPO - Il lampo che poco prima dell'intervallo ha cambiato il risultato non modifica di una virgola il canovaccio della partita. Il Toro inizia la ripresa riversandosi nella metà campo rossoblù, ma sempre senza dare il minimo strappo alla sua manovra d'attacco. Al Cagliari, avanti di un goal, va benissimo così.

La squadra di Lopez aspetta senza scomporsi, e anzi lentamente prende coraggio a prova ad avanzare il proprio baricentro. Proprio il tentativo di uscire dal guscio, però, si rivela fatale ai sardi, che pur in vantaggio riescono a farsi infilare in contropiede da Immobile, bravo a sfruttare l'assist perfetto di El Kaddouri e trafiggere l'incolpevole Avramov con un diagonale chirurgico.

Il pareggio granata toglie alla sfida la poca vivacità che aveva. Spinti dai propri tifosi, che dalle tribune chiedono a gran voce di riassaporare il gusto dei tre punti, i padroni di casa riprendono a spingere con discreta continuità, ma lo fanno senza un barlume di lucidità: a rappresentare bene la confusione rossoblù è Ibarbo, molto propositivo mai concreto là davanti. L'occasione improvvisa di Sau, che calcia debolmente tra le braccia di Padelli dal limite dei sedici metri, è l'unica di una certa pericolosità.

A cambiare l'andazzo della sfida è l'ingresso in campo di Cossu, che prende il posto di Eriksson (Dessena scala nel ruolo di terino destro) e dà al Cagliari un assetto più offensivo. Con il loro fantasista in campo, i sardi ritrovano slancio e nel finale di partita mettono a segno il colpo da tre punti: a decidere la sfida è ancora capitan Conti, che con un'altra punizione diabolica beffa nuovamente l'incerto Padelli e permette ai sardi di ritrovare la strada dei tre punti.

CHIAVE - Il Cagliari ci prova ma sembra bloccato dalle scorie delle ultime tre sconfitte, il Torino ha una manovra decisamente più fluida ma fatica ad essere pungente negli ultimi venti metri. Ne vien fuori una partita lenta e piuttosto noiosa, che sembra decidersi a cavallo dell'intervallo con il botta e risposta tra Conti e Immobile. A dare la scossa al match è l'ingresso in campo di Cossu, che aumenta talento e velocità della manovra offensiva rossoblù: nel finale Conti beffa l'incerto Padelli per la seconda volta e regala ai suoi un successo importantissimo.

MOVIOLA - I ritmi sono decisamente blandi, ma la gara è spigolosa: Calvarese non lesina i cartellini gialli e riesce a tenerla in pugno con autorevolezza. Dopo meno di dieci minuti Cerci cade nell'area ospite dopo un frontale con Conti: il contatto è leggerissimo, giusto lasciar correre. A metà ripresa Cossu, appena entrato, colpisce Vives a palla lontana con una leggera manata al corpo: il fischietto abruzzese decide di non intervenire, ma il fantasista rossoblù rischia grosso il rosso.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Daniele Conti: E' l'eroe di giornata, con due punizioni magistrali (soprattutto la seconda) fa esplodere il Sant'Elia e decide il match.

IL PEGGIORE - Marco Sau: Un 'fantasma', Lopez gli dà fiducia ma lui non si fa mai notare fino al 64': poi, torna nell'anonimato.

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