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Serie A

  • 21 dicembre 2013
  • • 20.45
  • • Stadio Sant'Elia, Cagliari
  • Arbitro: P. Valeri
  • • Spettatori: 4800
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FIN
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Cagliari-Napoli 1-1: Frenata azzurra al Sant'Elia, Higuain risponde a Nenè

Il Napoli non va oltre il pari al Sant'Elia e frena la sua corsa. Padroni di casa in vantaggio con Nenè in avvio; la pareggia Higuain su rigore, conquistato da Pandev.

Un punto per parte, al termine di un match vibrante. Cagliari e Napoli chiudono il loro 2013 pareggiando al Sant'Elia il secondo anticipo della diciassettesima giornata. Alla zampata di Nené in avvio di gara risponde subito il solito Higuain, che a metà primo tempo realizza dal dischetto il goal del definitivo 1-1: Diego Lopez festeggia il Natale con il sesto risultato utile consecutivo, Benitez rallenta di nuovo e fallisce l'aggancio al secondo posto.

FORMAZIONI - Senza Rossettini, squalificato, Lopez lancia Del Fabro accanto ad Astori al centro della difesa rossoblù: sugli esterni vengono confermati Pisano ed Avelar. In mezzo al campo si rivede Conti, che viene affiancato da Dessena, Nainggolan: Cossu si muove più avanti e forma con Nené e Sau l'atipico tridente d'attacco.

Benitez è sempre senza Hamsik, ma non cambia il modulo a trazione anteriore del Napoli: alle spalle di Higuain c'è Pandev, con Callejon ed Insigne larghi sulle corsie. La cerniera di centrocampo è formata da Behrami e Dzemaili, la difesa vede ancora Maggio e Reveillere ai lati di Albiol e Fernandez: tra i pali torna Reina.

PRIMO TEMPO - Il Sant'Elia continua ad essere semideserto, ma per il Cagliari il match contro il Napoli vale quasi quanto un derby. Prevedibile, allora, che i padroni di casa partano con un atteggiamento aggressivo. Il tentativo di colmare il gap tecnico con il sudore funziona alla grande, anche perché la difesa partenopea balla che è un piacere. Sfruttando una disattenzione di Maggio, Astori regala a Nené un pallone di platino: il brasiliano fa centro e dopo neanche 9' i sardi sono avanti.

L'immediato vantaggio rossoblù vivacizza ulteriormente la gara. Anche senza Nené, costretto a lasciare il campo a Pinilla una manciata di minuti dopo il goal, il Cagliari entra facilmente nell'area di Reina, costretto ad un intervento non facile su Nainggolan.

I ragazzi di Benitez, però, non stanno più a guardare: spinti dalla necessità di raddrizzare la gara, alzano il baricentro e diventano finalmente pericolosi. Quando Astori stende Pandev in area, Valeri indica il dischetto: Higuain spiazza Avramov e il risultato torna subito in parità.

Le due squadre continuano a lasciare molti spazi, dettaglio che rende la contesa sempre vibrante. Con la loro velocità i sardi mettono alla frusta Fernandez e Albiol, ma là davanti faticano a pungere. Dalla parte opposta c'è la grande qualità degli uomini offensivi di Benitez, vivaci fino al limite dell'area avversaria ma mai incisivi all'interno. Pochi istanti prima dell'intervallo Reina finisce ko e Rafael si riprende i pali azzurri: poi Valeri manda tutti negli spogliatoi, lasciando la sensazione che il match abbia ancora molto da dire.

SECONDO TEMPO - Se Benitez era stato costretto al primo cambio pochi istanti prima del 45', Lopez deve effettuare la sua seconda sostituzione al momento del ritorno in campo: Ekdal prende il posto dell'ammaccato Avelar, Dessena scala nel ruolo di terzino destro e Pisano si sposta dalla parte opposta.

Dopo una prima parte di gara a cento all'ora, la ripresa inizia a ritmi più cadenzati. Con una velocità inferiore, a venir fuori è il maggior tasso tecnico dei giocatori di Benitez, che si riversano nella metà campo sarda.

L'atteggiamento del Cagliari diventa pian piano più prudente. Il sesto risultato utile consecutivo sarebbe graditissimo a Lopez, che arretra leggermente il raggio d'azione di Cossu e chiede ai suoi centrocampisti di gestire maggiormente la sfera. Benitez prova a smuovere le acque di una partita sempre più grigia inserendo Mertens al posto dello spentissimo Insigne, ma i suoi non vanno oltre un goal annullato (tra le vibranti contestazioni degli ospiti) a Callejon.

Gli azzurri sembrano avere più birra, ma restano troppo lenti per pensare di scardinare l'organizzata difesa di Lopez. Benitez prova a giocarsi anche la carta Zapata, ma la buona volontà del colombiano non basta per accendere la luce.

I padroni di casa reggono l'urto partenopeo con grande attenzione e quando possono pungono in contropiede, mentre il Napoli ci prova fino in fondo. A due minuti dal 90' arriva la palla buona per mettere la freccia: il diagonale mancino di Mertens, però, esce di un soffio e Benitez deve accontentarsi del primo pareggio esterno della stagione.

CHIAVE - Il Cagliari inizia il match con un tridente mascherato, che vede l'avanzatissimo Cossu quasi sulla stessa linea delle due punte. Il Napoli scende in campo con il consueto modulo spregiudicato, con quattro uomini preoccupati molto di offendere e poco di dare una mano in fase di non possesso: ne vien fuori un primo tempo divertente, ricco di occasioni e chiuso con un goal per parte.

Nella ripresa la gara cambia completamente. Benitez avrebbe più che mai bisogno dei tre punti, ma Lopez ordina ai suoi di abbassare baricentro e ritmi di gioco: alla fine ha ragione il tecnico dei sardi, che irretisce con relativa semplicità le sterili offensive partenopee.

MOVIOLA - L'arbitro Valeri viene chiamato alla prima decisione delicata dopo meno di venti minuti, in occasione del rigore da cui scaturisce il pareggio partenopeo. Pandev riceve la sfera e prova a controllarla spalle alla porta, Astori lo trattiene per una spalla e finisce per sgambettarlo: il penalty ci sta.

A metà ripresa Sau viene fermato dal guardalinee mentre si sta involando verso Rafael: la segnalazione è giusta, il fuorigioco c'è. Pochi minuti dopo Callejon supera Avramov con un gran destro dal limite, ma l'altro assistente di Valeri alza la bandierina: punita una millimetrica posizione di offside di Raul Albiol, pizzicato sulla traiettoria del tiro.

Dalle Pagelle:

IL MIGLIORE - Radja Nainggolan. Abbina quantità a qualità come pochi nel nostro campionato. A ridosso del mercato di gennaio sfodera una prestazione di grande grinta, lottando su ogni pallone e sprecando pochissimo.

IL PEGGIORE - Christian Maggio. Il grave errore di valutazione in occasione del vantaggio cagliaritano pesa
troppo sulla sua prestazione. Presente in fase di spinta, ma mostra ancora evidenti limiti nel ruolo di terzino con la difesa a quattro.

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