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Serie A

  • 16 marzo 2014
  • • 15.00
  • • Stadio Sant'Elia, Cagliari
  • Arbitro: M. Irrati
  • • Spettatori: 4798
0
FIN
2

Cagliari-Lazio 0-2: Aquila spietata, Pinilla butta alle ortiche il pari

La Lazio ha espugnato il Sant'Elia rilanciandosi per un posto europeo grazie ai goal di Lulic, nel primo tempo, e di Keita: raddoppio subito dopo il penalty sbagliato da Pinilla.

La Lazio vince in trasferta, balza a 41 punti e scavalca il Verona, ieri sconfitto dall’Inter, sognando l’Europa. Un acuto di Lulic e una perla del giovane Keita rappresentano la sintesi di una gara tatticamente perfetta, dove il gigante buono Miroslav Klose ha fatto da spola tra il centrocampo e l’attacco, agendo quasi da falso centravanti. Il Cagliari invece, completamente in balia degli uomini di Reja, non ha potuto fare nulla per fronteggiare l’armata biancoceleste, quest’oggi autrice di una gara decisamente al di sopra di ogni pronostico.

FORMAZIONI - Diego Lopez, reduce dal pareggio contro il Catania, schiera il consueto 4-3-1-2 con Avramov tra i pali, un inedito Dessena terzino destro e Pisano a sinistra, Rossettini e il giovane Del Fabro al centro della difesa, capitan Conti in cabina di regia affiancato da Ekdal e Vecino e Cossu dietro le due punte, Ibarbo e Pinilla.

Le Aquile di Reja invece, reduci dalla sconfitta casalinga contro l’Atalanta e orfani dello squalificato Candreva, si presentano al Sant’Elia con il ritrovato Marchetti in porta, Konko, Novaretti, Biava e Radu nel quartetto difensivo e la coppa Biglia - Ledesma a centrocampo, affiancata da Gonzalez, a sostegno del tridente offensivo composto da Keita, Lulic e Klose.

PRIMO TEMPO - I biancocelesti provano fin da subito a prendere in mano le redini del gioco sfruttando le invenzioni della coppia Biglia-Ledesma e la velocità degli esterni ma è il Cagliari a confezionare la prima occasione del match con un destro a giro di Cossu neutralizzato da Marchetti (9’).

I laziali però, reagiscono, ed iniziano a giocare un buon calcio blindando la difesa, accorciando le distanze tra i reparti e trovando infine la meritata rete del vantaggio (18’): in seguito ad un rilancio di Marchetti, Klose svetta più in alto di tutti e appoggia per Gonzalez il quale, di esterno destro, imbecca l’occorrente Lulic che col mancino trafigge un incolpevole Avramov per l’1-0.

Galvanizzate dall’acuto dell’ala bosniaca le Aquile sfiorano il raddoppio con Gonzalez ma il colpo di testa ravvicinato del centrocampista uruguaiano termina a lato di pochissimo (26’). A questo punto la squadra di Lopez alza la testa e, nonostante l’ottimo fraseggio orchestrato dagli uomini di Reja, riesce a creare qualche grattacapo alla retroguardia laziale, specie con Ibarbo, il più attivo tra i suoi, abile a liberarsi in area di rigore ma non altrettanto a concludere a rete (32’).

La prima frazione si conclude con dubbio intervento di Rossettini ai danni del giovane Keita che, lanciato a rete e alle porte dell’area di rigore, reclama il calcio di rigore.

SECONDO TEMPO - La ripresa si apre con un avvicendamento tra le fila rossoblu: Lopez passa al 4-3-3 ed inserisce il giovane trequartista macedone Agim Ibraimi, a segno nell’ultima gara casalinga contro l’Udinese, al posto dell’evanescente Cossu.

Il copione però è sempre lo stesso: la Lazio attacca con continuità mentre il Cagliari, pressato incessantemente, non riesce ad imporre il proprio gioco palesando diverse imprecisioni a livello tecnico. Lopez manda in campo anche Pinilla per tentare di aggiungere imprevedibilità al reparto offensivo ma sono sempre le Aquile ad affacciarsi dalle parti di Avramov, questa volta con Klose che, a seguito di una sortita centrale di sfondamento, non inquadra la porta per un nonnulla (15’).

Tuttavia, proprio nel momento migliore della Lazio, l’arbitro assegna un calcio di rigore sacrosanto per il Cagliari a seguito di un fallo di Biglia ai danni di Vecino: sul dischetto di presenta Pinilla che però calcia malamente a lato, per la gioia di Marchetti che comunque era sulla traiettoria (24’).

Passa esattamente un minuto e la Lazio cala il bis grazie al giovane Keita, abile a sfruttare un assist al bacio di Klose e a spiazzare Avramov. La Lazio amministra il vantaggio e lascia un po’ più di spazio al Cagliari che va vicino al gol con Ibraimi ma l’espulsione di Conti compromette ulteriormente la partita della squadra di Lopez. Inutile il timido assedio sardo, la Lazio vince per la quarta volta in trasferta e scala la classifica.

CHIAVE - Ha fatto il trequartista, il centravanti boa, il falso nove, il regista d’attacco, è entrato in entrambe le reti dei laziali, offrendo l’assist per il raddoppio di Keita. Quest’oggi, nonostante non abbia segnato, Miroslav Klose vince il titolo di uomo partita, il bandolo della matassa capace di rompere ogni equilibrio. Quando sembra sopito, sbuca dal nulla e trova la giocata che cambia la gara, da clonare.

MOVIOLA - Nel primo tempo da segnalare il dubbio intervento di Rossettini ai danni di Keita, forse punibile con il calcio di rigore; nella ripresa, corretto il penalty assegnato al Cagliari.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Klose. Dimostra che il compito di un attaccante non è solo quello di fare gol: lavora per la squadra, salta di testa a centrocampo, in molte occasioni gioca quasi da trequartista aprendo il gioco per i suoi compagni di reparto e regala l’assist per il gol del due a zero a Keita.

IL PEGGIORE - Conti. Solito giallo evitabile ad inizio gara, non riesce mai a prendere in mano il suo centrocampo, verticalizza poco e si fa espellere per un’ingenuità.

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