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Serie A

  • 01 febbraio 2014
  • • 18.00
  • • Stadio Sant'Elia, Cagliari
  • Arbitro: P. Mazzoleni
  • • Spettatori: 5500
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FIN
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Cagliari-Fiorentina 1-0: Pinilla bestia nera, la Viola frena ancora

La Fiorentina cade sul campo del Cagliari e perde terreno in ottica terzo posto. Decide su rigore Pinilla, che ha segnato gli ultimi quattro goal rossoblù contro i viola.

Il Cagliari rialza la testa. I sardi superano la Fiorentina e dopo quasi due mesi di astinenza ritrovano la via del successo. L'anticipo del Sant'Elia viene deciso nel finale di primo tempo da Pinilla, che realizza dal dischetto il goal dell'1-0 finale: Diego Lopez rifiata e prende le distanze dalla zona rossa, Montella incassa il primo ko del 2014 e fallisce l'aggancio al terzo posto.

FORMAZIONI - Il Cagliari affronta la Viola senza Cossu, squalificato. Per sostituirlo, Lopez piazza Cabrera sulla trequarti alle spalle di Pinilla e Sau: Ekdal resta in mediana e affianca Conti e Dessena. In difesa manca l'acciaccato Pisano, sostituito a destra da Perico: dalla parte opposta spinge Murru, la coppia centrale è formata da Astori e Rossettini.

Montella sbarca al Sant'Elia con il consueto 4-3-3. Scontato il turno di squalifica, Rodriguez ritrova posto accanto a Savic al centro della retroguardia: le corsie vengono presidiate da Roncaglia e Vargas. In mezzo al campo spunta Anderson, che fa compagnia a Pizarro e Aquliani: il tridente offensivo vede Ilicic e Mati Fernandez a supporto di Matri.

PRIMO TEMPO - La Fiorentina scende in campo con la consueta filosofia di gioco. Montella pretende che i suoi abbiano sempre il pallino del gioco in mano e li schiera con una formazione infarcita di piedi buoni. Ai tre uomini in mediana, tutti di qualità, vanno spesso incontro i due trequartisti: per i gigliati diventa quasi inevitabile prendere in mano la sfida.

L'aspetto negativo di questo progetto tattico è la mancanza di incisività: i centrocampisti viola fanno girare all'infinito la sfera, ma in tutta la prima frazione non riescono a regalare un solo pallone giocabile a Matri. A fare più bella figura, allora, è il Cagliari, molto più prudente ma anche velocissimo quando trova lo spazio per ripartire.

Approfittando di un errore di Neto, i sardi potrebbero sbloccare il risultato dopo 20', ma Pinilla prima (bravo il portiere viola a riscattarsi nell'occasione) e Dessena poi non trovano il guizzo giusto. Il secondo errore della difesa ospite, invece, viene sfruttato. Quando Roncaglia stende ingenuamente Sau in piena area, Mazzoleni non può non concedere il penalty: Pinilla si presenta sul dischetto, spiazza Neto e permette al Cagliari di chiudere la prima frazione in vantaggio.

SECONDO TEMPO - Che il gioco della Fiorentina sia inconcludente è evidente anche dalla panchina. Montella inizia la ripresa con gli stessi undici che avevano chiuso il primo tempo, poi in meno di 20' cambia due uomini. Con Borja Valero e Joaquin, la squadra gigliata dà subito l'impressione di essere più viva: il merito è soprattutto del faro ex Villarreal, che restituisce un pizzico di imprevedibilità alla manovra dei suoi.

Il Cagliari, invece, lentamente cala e arretra il proprio baricentro. Quel che non manca, in casa sarda, è però la voglia di sfruttare gli spazi lasciati dalla sbilanciata Viola: Dessena e Pinilla provano a stuzzicare Neto, ma il numero uno brasiliano è bravo ad abbassare la saracinesca. I ritmi pian piano si alzano e a metà ripresa, finalmente, i gigliati inquadrano lo specchio: Pizarro e Matri sparano, Avramov dice no.

Montella si gioca il tutto per tutto con Matos, ma i padroni di casa non mollano. Diego Lopez restituisce vigore atletico alla sua squadra inserendo in rapida successione Vecino, Nené e Adryan e la triplice mossa funziona. Invece dell'assalto viola, il finale di gara regala un Cagliari nuovamente aggressivo. La Fiorentina, quasi rassegnata, non trova più la forza per provarci: il Sant'Elia ringrazia e festeggia il primo successo del 2014.

CHIAVE - Zero interditori, cinque palleggiatori: la Fiorentina si presenta così sul terreno del Sant'Elia. Montella vorrebbe vedere una squadra padrona del campo, ma i suoi lo accontentano solo fino alla trequarti: il possesso di palla non manca, le conclusioni verso Avramov sì.

Decisamente più produttivo il piano studiato a tavolino da Diego Lopez: “Basta applausi, voglio i punti”, aveva detto il tecnico rossoblù alla vigilia. I suoi scendono in campo con un atteggiamento gagliardo: il rigore di Pinilla è il giusto premio ad una gara solida e concreta.

MOVIOLA - Le due squadre iniziano la partita a ritmi bassissimi, per oltre mezzora Mazzoleni può dirigerla senza affanni. Il primo episodio da moviola, che si materializza a 7' dall'intervallo, è però decisivo: l'ingenuo Roncaglia stende nettamente Sau in piena area, il fischietto bergamasco fa benissimo ad indicare il dischetto. La ripresa fila via senza particolari proteste, e neanche l'arroventato finale incide sull'andamento della gara.

Dalle Pagelle:

IL MIGLIORE - Mauricio Pinilla. Grande presenza in area di rigore, protegge bene palla per i compagni e fa un gran movimento: lucido nel trasformare il rigore del vantaggio rossoblù, esce nel finale stremato.

IL PEGGIORE - Facundo Roncaglia. Irruento e ingenuo in occasione del fallo da rigore commesso su Sau. Per il resto fa sentire la propria presenza fisica, ma sbaglia anche qualche facile disimpegno.

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