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Diretta Live

Serie A

  • 27 novembre 2011
  • • 15.00
  • • Stadio Sant'Elia, Cagliari
  • Arbitro: P. Valeri
  • • Spettatori: 8000
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FIN
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Cagliari-Bologna 1-1: Di Vaio illude, poi un rigore di Conti salva Ballardini, ma quante proteste dei sardi...

Entrambe le reti sono arrivate nella ripresa. A sbloccare la gara ci ha pensato il bomber rossoblù, appena subentrato, prima del pari su penalty firmato Daniele Conti.

Partita povera di emozioni, quella tra Cagliari e Bologna, terminata sul risultato di 1-1. Poche occasioni, molta confusione ed un arbitraggio che non ha di certo contribuito ad elevare uno spettacolo di per sè piuttosto modesto.

FORMAZIONI - I sardi propongono un 4-3-1-2. Agazzi tra i pali a dirigere la difesa con Pisano a destra e Agostini a sinistra. I due centrali sono il titolare Canini e Ariaudo che sostituisce l’infortunato Astori. Il centrocampo cagliaritano è imperniato su Daniele Conti in mediana con Nainggolan mezz’ala sinistra ed Ekdal a destra. Dietro alle punte spazio al fantasista Cossu, a supporto delle punte Larrivey e Ibarbo.

Sull'altro fronte, Pioli è in piena emergenza a centrocampo e per questo cambia modulo e passa al 4-3-2-1. Tra i pali l’inamovibile Gillet. La difesa deve scontare le assenze di Loria, Crespo e Coda. Dunque la retroguardia vede l’impiego di Antonsson e Portanova centrali con Raggi terzino destro e Morleo sul versante sinistro. Come detto è caos sulle mediana: fuori l’uruguaiano Perez, infortunato, e Mudingayi che deve scontare un turno di squalifica. Giocano Pulzetti, Casarini e Khrin. Il greco Kone viene spostato sulla linea dei trequartisti insieme a Gaston Ramirez che ha recuperato da un infortunio muscolare. Prima ed unica punta l’ex di turno Robert Acquafresca.

PARTITA - Partita misera tecnicamente, poche emozioni, pochi schemi di gioco ma quando si bada alla sostanza, spesso, non si fa molto caso alla qualità. Entrambe le squadre badano più ai punti, puntando più sulla sciabola che sul fioretto.

Da segnalare in avvio solo una bella punizione di Conti, sulla quale 'il gatto di Liegi' Gillet si fa trovare pronto bloccando il pallone, ed il clamoroso palo colpito da Ibarbo. Il colombiano liberato ottimamente da Conti cerca di piazzare la sfera a fil di palo colpendo però con una buona dose di sfortuna il ferro. Prima frazione di gioco che non racconta molto di più; sia Pioli che Ballardini non sembrano dare particolari disposizioni alle proprie formazioni.

Secondi 45 minuti che iniziano sulla scia del primo tempo, nessun cambio da entrambe le parti ma solo qualche nuova disposizione tattica. I sardi, non vincendo da sei turni (tre pareggi e tre sconfitte), provano costantemente a mettere pressione agli avversari riuscendoci però solo in parte. Il Bologna, quando può, è pericoloso soprattutto grazie alle proverbiali discese di Kone e Ramirez che, scattando in verticale, riescono quasi sempre a creare grandi spazi per i compagni che però si dimostrano inconcludenti sottoporta.

Come si vedrà saranno i cambi a fare la differenza, in particolare l'ingresso di Marco Di Vaio per il Bologna. Nello specifico sarà Conti, sbagliando un rilancio dalla propria area, a regalare il pallone a Di Vaio che solo davanti ad Agazzi non può proprio sbagliare, insaccando così la rete. Pochi minuti e sarà lo stesso Conti a firmare il pareggio su calcio di rigore spiazzando inesorabilmente Gillet.

Ultimo scorcio di partita che regala qualche emozione in più con diverse occasione da una parte e dall’altra senza però che il risultato cambi.

CHIAVE - I cambi spesso fanno la differenza, in particolare nei casi in cui la partita è bloccata e soprattutto quando la riserva ad entrare è l’infinito capitan Di Vaio che finalmente torna al goal dopo un periodo di astinenza, che, si sa, per un attaccante non fa mai bene. Partita colma di nervosismo, componente che non favorisce la formazione sarda che, frenata anche da qualche episodio dubbio, pareggia il risultato solo su rigore.

CHICCA - Martiradonna non era sardo, ma barese, eppure in Sardegna si era ormai guadagnato la fama di eroe-simbolo di quel leggendario e irripetibile scudetto del 1970, una popolarità che l'aveva spinto persino a candidarsi alle ultime elezioni comunali. Con quel nome indimenticabile, con la grinta di chi sapeva lottare su ogni pallone, Martiradonna non era una stella ma era uno degli uomini-chiave di quella squadra costruita apposta per far segnare Gigi Riva.

Tutti per uno in quel Cagliari di Scopigno, l'allenatore filosofo, e Martiradonna era uno di quelli che dava più di tutti: "Era uno che in campo metteva sempre l'anima, era un esempio per tutti noi. Ma soprattutto era l'uomo destinato a cancellare dal campo l'avversario più pericoloso".

Daniele Conti, accompagnato dai suoi compagni, gli rende omaggio a bordo campo con una composizione floreale, conscio del fatto che oggi all’interno del rettangolo verde ha avuto una presenza al proprio fianco ad accompagnarlo nelle sue giocate.

TATTICA - Il Bologna, secondo le disposizioni di Pioli, avrebbe dovuto allargare la formazione di casa permettendo così ad Acquafresca di lavorare bene i palloni tra le linee; tutto ciò in teoria, in pratica la formazione bolognese non riesce a trovare spazi, complice anche il buon pressing del Cagliari ma soprattutto la costante staticità dei propri giocatori che spesso si affidano a lanci lunghi nella speranza che qualche capovolgimento di fronte arrivi a dare i frutti sperati.

Fronte Cagliari: la squadra denota un buon possesso palla; soprattutto il lavoro svolto dalla linea mediana permette a tutto il pacchetto offensivo di ragionare bene sulle trame da imbastire.

MOVIOLA -
Qualche episodio dubbio nel secondo tempo. Ibarbo è protagonista di due situazioni discutibili su cui Valeri preferisce non dare la massima punizione al Cagliari, ammonendo addirittura il colombiano nella prima occasione. Il calcio di rigore fischiato, poi, per fallo di Cherubin può essere visto come una sorta di compensazione a favore dalla formazione di Ballardini. Prestazione del direttore di gara decisamente da rivedere.

PROMOSSI&BOCCIATI - Bene, anzi molto bene, il solito Conti, ma da sottolineare come nota lieta per il Cagliari il colombiano Ibarbo, sempre volitivo e propositivo in ogni situazione di gioco, alla prima uscita in coppia con Larrivey; decisamente non male l’adattamento fra i due. Sulla sponda bolognese è sembrato in ottima condizione Kone, sempre attivo e presente quando serve, anche se il migliore dei felsinei è stato sicuramente Marco Di Vaio: determinante, si sentiva la sua mancanza.  Un po’ in apprensione invece sono sembrati Morleo da una parte, non sempre utile nel frenare un ispirato Kone, e Larrivey dall’altra, apparso un po’ spaesato.


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