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Champions League

  • 03 aprile 2012
  • • 20.45
  • • Camp Nou, Barcelona
  • Arbitro: B. Kuipers
  • • Spettatori: 94629
3
FIN
1

Barcellona vince col totale di 3 - 1

Barcellona-Milan 3-1: Troppo Barça e un rigore dubbio spengono i sogni di gloria dei rossoneri

Barcellona-Milan 3-1: Troppo Barça e un rigore dubbio spengono i sogni di gloria dei rossoneri

Getty

Il Milan è fuori dalla Champions : inutile il goal di Nocerino. Una doppietta di Messi su rigore (più che dubbio il secondo) e la rete di Iniesta mandano il Barça in semifinale.

Finisce ai quarti il sogno Champions del Milan. I rossoneri hanno puntato su un gioco fatto di difesa e ripartenze, ma non sono riusciti a portare a termine la propria missione. Sul risultato finale pesa un rigore dubbio concesso da Kuipers, con una situazione di gioco che farà discutere a lungo. Il Barcellona ha messo in mostra il solito calcio offensivo e, dopo la rete del 3 a 1, ha avuto vita facile di fronte ad un avversario palesemente scoraggiato.

FORMAZIONI - Si chiama Cuenca la mossa a sorpresa di Guardiola, che lascia in panchina Sanchez e schiera il giovane 'canterano' largo sulla fascia sinistra del centrocampo, con Dani Alves su quella opposta. La difesa è a tre, con Mascherano, oramai avvezzo al ruolo di difensore, ad affiancare Puyol e Piquè. Sul fronte Milan, i provini dell’ultima ora sono positivi per Abate e Nesta, che Allegri lancia dal primo minuto, sacrificando Bonera, apparso in forma smagliante nelle ultime uscite. In mezzo al campo, stante l’assenza di Van Bommel, viene confermato Ambrosini, mentre Seedorf viene preferito ad Aquilani. A sorpresa, in panchina viene portato Maxi Lopez, a discapito di El Shaarawy, confinato in tribuna. Tra le riserve si rivede Pato.

PARTITA - Il Barcellona interpreta sin da subito la partita in chiave offensiva, cercando di fare male il prima possibile. Il Milan, nei primi istanti di gioco, pare capace di tenere testa ai blaugrana, ma presto quest’impressione svanisce. Il pressing altissimo dei catalani, la loro facilità di dialogo, il gioco sugli esterni molto larghi, mettono a dura prova l’organizzazione difensiva dei rossoneri. Dopo appena sei minuti Messi è già andato due volte alla conclusione ma il disastro avviene all’11’. Mexes, troppo superficiale, si fa sottrarre una palla proprio da Messi che si invola verso l’area di rigore ed invece di calciare in porta, serve Xavi. Sugli sviluppi di quest’azione, Antonini, nel tentativo disperato di evitare il peggio, falcia il fuoriclasse argentino e causa un inevitabile calcio di rigore. Dal dischetto la 'Pulce' non sbaglia ed il Barça va in vantaggio.

Il Milan prova allora ad affacciarsi nella metà campo avversaria, sfruttando soprattutto il gioco di Robinho che si allarga spesso sulla fascia sinistra per poi accentrarsi o mettere in mezzo qualche pallone, ma, di pericoli concreti, la porta difesa da Victor Valdes non ne corre. Il Barcellona si riversa sempre in attacco, giocando sulla posizione da finto centravanti di Fabregas e il grande movimento di Messi, che svaria su tutto il fronte d’attacco creando non pochi grattacapi ai rossoneri. Al 26’ Dani Alves si incunea, con un splendido gioco di gambe, nell’area avversaria, ma finisce poi per commettere fallo su Abbiati che, in uscita, lo anticipa. La gran parte del primo tempo segue sempre lo stesso copione: Barcellona in avanti e Milan che si difende, cercando di sfruttare qualche ripartenza. Il gioco, all’insegna della sofferenza e della pazienza, degli uomini di Allegri viene premiato al 32’ quando Ibrahimovic, dopo aver ricevuto palla da Robinho, serve un assist al bacio per l’accorrente Nocerino che, a tu per tu con Valdes, insacca alle spalle del portiere spagnolo.

Il risultato torna in parità e sorride ai rossoneri. Il Barcellona, dopo aver subito il goal, pare inizialmente accusare il colpo, ma riprende in mano il pallino del gioco con Abbiati che, al 35’, effettua una prodezza a mano aperta, in tuffo, su una conclusione violenta di Xavi. Passa qualche minuto e lo sconcerto assale i milanisti. I blaugrana battono un calcio d’angolo e l’arbitro, in seguito ad una trattenuta di Nesta su Busquets, indica il dischetto. Dagli undici metri si presenta ancora Messi, che non fallisce nemmeno in questa occasione e gonfia la rete per il raddoppio del Barcellona. Finisce così il primo tempo, con i rossoneri sotto di due goal.

Nella ripresa il Milan tenta di sin dalle prima battute di attaccare la metà campo avversaria ma il gioco, pur volenteroso, appare evanescente. Così è il Barcellona a fare male ancora una volta. E’ il 53’ quando Iniesta, ritrovatosi palla tra i piedi dopo un tiro di Messi impattato da Mexes, infila la porta avversaria con un preciso diagonale. E’ la rete del 3 a 1 e per i rossoneri le cose si mettono decisamente male. Da questo momento in poi la partita prende una piega ben precisa e, tra i rossoneri, sembra prevalere lo sconforto. Il Barcellona tiene in mano le redini del gioco, con il solito corposo possesso palla, e sfiora la quarta rete al 69’ quando Thiago Alcantara, entrato in luogo di un provato Xavi, da buona posizione calcia sul fondo.

L’ingresso di Pato non riesce a smuovere le cose e, del brasiliano, ci si accorge più che altro al momento della sostituzione, che avviene nemmeno un quarto d’ora dopo l’entrata sul campo da gioco. La partita scorre così tra qualche fallo di troppo, un’occasione da goal fallita dal neo entrato Adriano e i rossoneri che si innervosiscono per qualche palleggio di troppo degli avversari. Nervosismo che ha il culmine nel fallo, in netto ritardo, di un esasperato Mexes su Busquets. Finisce dunque 3 a 1 per il Barcellona con l’impressione che, aldilà degli episodi, i padroni di casa abbiano meritato vittoria e qualificazione.

CHIAVE - Un’analisi superficiale del match, potrebbe indurre ad addossare le colpe della sconfitta al secondo rigore concesso da Kuipers, che ha dato un’impronta netta al prosieguo della partita, quando il risultato era fermo sul risultato di 1 a 1. Effettivamente si tratta di un episodio che ha il suo peso specifico all’interno dei novanta minuti. Tuttavia il Barcellona è stato superiore nel complesso, sotto ogni punto di vista. Il Milan non è mai parso in grado di dare una svolta in positivo alla propria partita, neppure nel momento del goal. Hanno dunque meritato i blaugrana, che han tirato verso la porta avversaria ben ventuno volta, a fronte di un Milan che ha comunque cercato di fare il possibile per fare risultato.

CHICCA - Prima di questa partita, il Milan era una delle sole tre squadre uscite imbattute, in questa stagione, dal Camp Nou. La partita del girone eliminatorio, disputata in terra spagnola, era finita col risultato di 2 a 2. In molti hanno fatto gli scongiuri, ma non è bastato. E’ arrivata la sconfitta per i rossoneri, facendo scendere a due il numero delle squadre che hanno impedito al Barcellona di ottenere i tre punti, vale a dire Siviglia e Real Madrid.

TATTICA - Nonostante il recupero in extremis di Xavi, che avrebbe fatto pensare al classico 4-3-3, e nonostante le dichiarazioni della vigilia, Guardiola punta a sorpresa sul 3-5-2, con Cuenca e Dani Alves larghi sulle fasce e Fabregas a supporto di Messi in attacco. Scala sulla linea dei centrocampisti Iniesta.  Allegri risponde con il classico 4-3-1-2, confermando in blocco la formazione schierata nella partita di andata, eccezion fatta per Bonera, che lascia il posto ad Abate. Il Milan va  quasi subito in difficoltà, con il Barcellona che attacca, intimorendo più volte gli avversari.

Tuttavia Guardiola, sul finire del primo tempo, per la precisione dopo il goal del 2-1, cambia modulo e torna al 4-3-3 con Fabregas arretrato a centrocampo, e Iniesta e Cuenca ai lati di Messi. Allegri basa la partita su difesa e ripartenza e diversamente non può fare, ma i risultati non sono stati particolarmente soddisfacenti.  Il tecnico toscano tenta di giocarsi la carta Pato poco prima del 70’, che prende il posto di Boateng, ma il cambio non sortisce alcun effetto. Nulla da fare per i rossoneri, di fronte alla supremazia territoriale dei catalani.

MOVIOLA - Dell’arbitro Kuipers si parlerà non poco. Sul primo calcio di rigore concesso ai blaugrana non c’è nulla da dire, è netto. Più complessa la situazione del secondo penalty: la trattenuta di Nesta su Sergio Busquets c’è, è evidente, anche se in Italia questo genere di falli non vengono praticamente mai fischiati. Tuttavia, contemporaneamente alla trattenuta dell’ex laziale, c’è un altrettanto evidente blocco di Puyol proprio sul difensore del Milan, e ciò rende a dir poco dubbia la decisione presa dall’arbitro. Nelle prime battute della ripresa il Milan reclama inoltre per un fallo di Mascherano su Ibrahimovic, ma non sembrano esserci gli estremi per fischiare la massima punizione. Nulla da eccepire sulla gestione dei cartellini.

PROMOSSI&BOCCIATI - Iniesta giustifica la sua fama di giocatore totale. Solita corsa unita a grande tecnica, è stato sicuramente tra i migliori. Ottima anche la partita di Messi, seppur non ai soliti livelli di eccellenza cui ci ha abituati. Ha tuttavia realizzato i due rigori e non è certo poca cosa. Ci è apparso un po’ insicuro Mascherano, il meno brillante nella retroguardia spagnola.

Nel Milan, pur sembrando un paradosso a causa del passivo della propria squadra, ha fatto registrare una buona prestazione Nesta, a differenza di Mexes che ha, col suo errore, spianato la strada del vantaggio agli avversari. Appena sufficiente, ma non straordinaria la partita di Ibrahimovic, decisivo comunque nel gol che aveva ridato speranze al Milan. Per vincere il pallone d’oro, però, serve ben altro. Ottima la partita di Abbiati che sui goal non poteva nulla ed ha evitato che il passivo fosse più pesante. Magari Bojan, che alla vigilia lo aveva indicato come il punto debole dei rossoneri, si sarà ricreduto…

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