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Serie A

  • 10 marzo 2013
  • • 12.30
  • • Stadio Atleti Azzurri d'Italia, Bergamo
  • Arbitro: D. Celi
  • • Spettatori: 20000
2
FIN
1

Atalanta-Pescara 2-1: La perla di D'Agostino non rende dolce l'esordio di Bucchi, una doppietta di Denis lancia la Dea

Ospiti in vantaggio al 25' grazie ad un grandissimo goal di D'Agostino. Il pareggio dell'Atalanta 10' dopo con un rigore di Denis. Al 67' il 2-1 ancora dell'argentino.

L'Atalanta vince, pur senza convincere, e si avvicina a grandi passi ai tanto desiderati 40 punti. Ottimo primo tempo disputato dal Pescara, bravo a concretizzare la prima palla-goal costruita, con una rete favolosa di Gaetano D'Agostino. Poi, la reazione orgogliosa dei nerazzurri: prima Denis su rigore, concesso per un fallo netto di Zanon su Bonaventura, riequilibra il match.

Nella ripresa, giocata decisamente meglio, il bomber argentino trova ancora la via del gol, decisivo ai fini del risultato. L'Atalanta ottiene la terza vittoria nel girone di ritorno, dopo quelle con Siena e Palermo. Il Pescara esce battuto ma con indicazioni importanti in vista dei prossimi match, considerando che il Genoa, quart'ultimo, dista solamente cinque punti.

FORMAZIONI - Colantuono conferma per dieci undicesimi la formazione vittoriosa a Siena. L'unica novità è a centrocampo, dove Radovanovic rileva lo squalificato Carmona. Cigarini, al rientro dall'infortunio alla caviglia, si accomoda in panchina. Conferme per Giorgi sulla fascia destra e per il giovane Livaja in attacco, ancora out, invece, Bellini e Scaloni.

Sull'altro versante, l'esordiente Cristian Bucchi, il tecnico più giovane della Serie A, rivoluziona il Pescara, schierando i suoi con un inedito 4-3-3: fiducia a Pellizzoli in porta, in difesa esordio anche Per Kroldrup, alla prima gara dopo ventuno mesi di stop per l'infortunio al tendine d'achille. In avanti, prima da titolare anche per Sculli, che con Weiss e Vukusic forma il trio d'attacco. Recupera Caprari, che parte dalla panchina, mentre Balzano e Zauri non ce la fanno.

PRIMO TEMPO - Partenza a ritmi bassi nei primi minuti, con le due squadre intente a studiarsi. La prima occasione del match capita dopo quattro minuti: Weiss salta netto Biondini, che lo stende all'altezza dei 25 metri. Posizione invitante per il mancino di D'Agostino, che, però, spreca, calciando sulla barriera. La risposta della Dea non si fa attendere: cinque minuti più tardi l'attivissimo Giorgi crossa al centro, ma nè Denis nè Bonaventura riescono a girare verso la porta di Pellizzoli.

Con il passare dei minuti cresce il Pescara, che fa la partita: tanto possesso palla e grande organizzazione di gioco. L'Atalanta, dal canto suo, aspetta troppo passivamente gli avversari, senza mai alzare il livello di intensità. E allora, al ventiquattresimo minuto, gli abruzzesi passano in vantaggio: al termine di una bella azione palla a terra, D'Agostino calcia con la punta esterna dal limite dell'area. Palla sotto l'incrocio e Pescara meritatamente avanti.

La squadra di Colantuono, scossa dallo svantaggio, si riversa in attacco alla ricerca del gol del pareggio. Nessun pericolo per Pellizzoli sino al trentaquattresimo, quando Bonaventura entra in area dalla sinistra e salta in velocità Zanon. Il difensore ospite entra in ritardo sul numero 10 nerazzurro e lo atterra: Celi non ha dubbi e concede il calcio di rigore. Dal dischetto Denis è freddissimo e spiazza il portiere del Pescara, riportando il punteggio in parità.

Nonostante l'entusiasmo del tanto pubblico accorso all'Atleti Azzurri d'Italia per la ritrovata parità, la banda di Colantuono non riesce ad entrare totalmente in partita. Ritmi decisamente troppo bassi e molti errori in fase di palleggio. Nessuna emozione sino all'intervallo, con le squadre vanno al riposo sul punteggio di 1-1.

SECONDO TEMPO - La ripresa inizia con un cambio nel Pescara: fuori uno dei migliori, D'Agostino, e dentro al suo posto Togni. Dopo qualche minuto disputato sulla falsariga del primo tempo, i nerazzurri, spinti dai tifosi, spingono sull'acceleratore. Prima Denis di testa e poi Livaja, in ritardo di pochissimo su un cross delizioso di Del Grosso, sfiorano il vantaggio.

Al 67' l'Atalanta passa in vantaggio: Biondini fugge palla al piede per 70 metri, sterza saltando Blasi e con il sinistro lascia partire un cross delizioso per German Denis. Il Tanque controlla di petto e di collo pieno spara alle spalle di Pellizzoli. Vantaggio meritato, perché il Pescara ha smesso di giocare. Timida la reazione degli ospiti, pericolosi prima con un tiro-cross di Celik deviato da Raimondi, e poi con un colpo di testa del centrale difensivo Bianchi Arce.

E' l'Atalanta ad avere le migliori occasioni da gol: Brienza, smarcato da un cross al bacio di Bonaventura, e De Luca non riescono a trovare il terzo goal. Nel finale i nerazzurri non corrono praticamente nessun rischio e portano a casa un match di fondamentale importanza. Pochi secondi prima del fischio finale, espulso Colantuono, in totale trance agonistica.

LA CHIAVE - Nettamente meglio il Pescara per la prima ora sotto il piano del gioco. Gli abruzzesi, però, hanno avuto il demerito di smettere di giocare nella ripresa e di non riuscire ad offrire occasioni concrete a Vukusic. L'Atalanta, invece, pur non essendo in una delle sue migliori giornate, ha saputo soffrire e colpire l'avversario al momento giusto, grazie ad un German Denis tornato sui livelli, eccellenti, dello scorso anno.

MOVIOLA - Buona direzione di gara da parte di Celi. Attento e sempre vicino all'azione. Giusta l'assegnazione dei cartellini gialli, così come il calcio di rigore. Al cinquantanovesimo, però, episodio dubbio: Weiss salta Stendardo, che lo atterra al limite dell'area. Sarebbe stata punizione da posizione invitante e cartellino giallo per Stendardo, già ammonito nella prima frazione di gioco, e dunque rosso per lui.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Denis.
La sua presenza mette ansia ai centrali del Pescara. Colpisce alla prima occasione utile e porta alla propria squadra tre punti fondamentali con una grande doppietta.

IL PEGGIORE -
Zanon. Causa il rigore e rimane a guardare sul raddoppio di Denis.

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