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Premier League

  • 21 aprile 2012
  • • 13.45
  • • Emirates Stadium, London
  • Arbitro: M. Dean
  • • Spettatori: 60111
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FIN
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Arsenal-Chelsea 0-0: Reti bianche a Londra, il pareggio non accontenta nessuno

Arsenal-Chelsea 0-0: Reti bianche a Londra, il pareggio non accontenta nessuno

Panoramic

Gli uomini di Di Matteo hanno palesato una capacità difensiva non indifferente, riuscendo a non capitolare di fronte alle manovre d’attacco degli uomini di Wenger.

L’organizzazione difensiva del Chelsea ha avuto la meglio sui tentativi d’attacco dell’Arsenal. Gli uomini di Di Matteo hanno palesato una capacità difensiva non indifferente, riuscendo a non capitolare di fronte alle manovre d’attacco, spesso non eclatanti, di Van Persie e compagni. Il risultato finale ci sta tutto. Son mancati gli acuti dei singoli.

FORMAZIONI - Di Matteo rivoluziona la squadra che ha affrontato, lo scorso mercoledì, il Barcellona, con ben otto elementi diversi. Vista l’indisponibilità di Drogba, le sorti dell’attacco vertono sulle spalle di Fernando Torres, supportato ai lati da Sturridge e Kalou. Fiducia ai giovani Bertrand e Romeu, preferiti ad Ashley Cole e Lampard, anche in ottica Champions.

Wenger schiera la formazione tipo, rilanciando dal primo minuto Gibbs sulla fascia sinistra ed Oxlade-Chamberlain in avanti, dove giostra assieme a Walcott ed all’onnipresente Van Persie. Vermaelen e Koscielny guidano il reparto arretrato.

PARTITA - Sin dai primi istanti si ha l’impressione che l’Arsenal voglia attaccare a spron battuto, a fronte di un Chelsea ben disposto in difesa e pronto a sfruttare eventuali ripartenze. Più passano i minuti e più par di rivedere, da parte dei blues, lo stesso atteggiamento visto contro il Barcellona, nella semifinale di andata di Champions League.

Al 6’Rosicky si rende protagonista di una buona iniziativa quando, dopo essersi accentrato dal versante sinistro dell’attacco, fa partire un tiro di sinistro che finisce, senza particolari patemi, tra le braccia di Cech. Man mano si consolida sempre meglio l’organizzazione difensiva del Chelsea, che si dimostra molto concreto e compatto, con i dirimpettai dell’Arsenal che faticano non poco a passare tra le fitte maglie avversarie. Inoltre, forse a causa dell’insistente pressing dei blues, i centrocampisti della squadra di casa commettono qualche errore di troppo in fase di impostazione, prestando il fianco ad un paio di pericolose ripartenze.

Al 13’si vede per la prima volta, concretamente, Oxlade-Chamberlain, autore di una buona incursione sulla fascia sinistra del proprio attacco, prima di venire steso da Essien. Sul susseguente calcio di punizione l’Arsenal sfiora il vantaggio, con Van Persie che arriva in lievissimo ritardo sulla palla, che va ad impattare il palo esterno. Dopo una ventina di minuti la partita si accende, con continui capovolgimenti di fronte che, tuttavia, non contribuiscono a sbloccare il risultato.

Attorno al 25’il Chelsea, in contropiede, imbastisce una pericolosissima azione di gioco, con Malouda che aggredisce bene lo spazio e mette dentro un pallone delizioso, provvidenzialmente mandato in corner da Koscielny. L’Arsenal intanto si danna parecchio per creare qualcosa di buono, ma è davvero difficile valicare la muraglia difensiva eretta dal Chelsea. I padroni di casa ci provano con qualche azione basata su passaggi di prima intenzione, ma le iniziative, pur apprezzate dal pubblico, non sortiscono gli effetti sperati.

Le occasioni più pericolose, per gli uomini di Wenger, vengono da situazioni di calcio da fermo. Come al 41’ quando Koscielny, su una punizione a tagliare calciata benissimo da Van Persie, si smarca, fin troppo facilmente, dalle grinfie di Bosingwa e devia con un preciso colpo di testa il pallone, che va ad infrangersi contro la traversa. Al Chelsea, evidentemente, per ora dice bene in fatto di legni a proprio favore.

Anche la squadra ospite ci prova su calcio d’angolo con un buon colpo di testa di Terry, che termina però alto. Sul finire della prima frazione di gioco la partita si infiamma e Van Persie, servito con un assist al bacio da Song, calcia di sinistro in diagonale. Cech si fa trovare pronto e respinge la conclusione, peraltro centrale, dell’avanti olandese. Prima di andare negli spogliatoi c’è una bella azione in contropiede di Oxlade-Chamberlain, che esagera nel dribbling e si fa rimontare dall’accorrente Bosingwa.

La ripresa comincia subito con il Chelsea palesemente intenzionato a tenere bassi i ritmi del gioco.  C’è qualche azione troppo irruenta, da entrambi i lati, ma ci pensa Dean a calmare le acque esibendo un paio di cartellini gialli. I blues, dopo circa 10’, fanno registrare una pericolosissima azione di contropiede, con Sturridge che se ne va in velocità, fermato da un prodigio difensivo di Koscielny. Entrambe le squadre continuano a giocare sulla falsariga di quanto fatto vedere nel primo tempo.

Ma Wenger vuole dare una svolta alla partita, così inserisce Gervinho in luogo dell’infortunato ed evanescente Walcott. E proprio l’ingresso dell’ivoriano pare dare vivacità all’attacco biancorosso. L’impressione, però, dura davvero poco. Nel frattempo gli spalti dell’Emirates Stadium tremano quando, al 64’, Van Persie ha da calciare una punizione da posizione ottimale: il tiro, a girare, di interno sinistro, termina però altissimo.

Il tecnico francese dei gunners non si accontenta del pareggio e manda in campo Diaby, sperando di dare alla manovra offensiva quel dinamismo che Rosicky ha fornito a corrente alternata. Continuano intanto, sulla scia del primo tempo, i rovesciamenti di fronte. Attorno al 66’ Kalou, per vie centrali, smarca sulla destra Sturridge la cui conclusione, smorzata da un avversario, finisce comodamente tra le braccia di Szczesny.

Subito dopo si fa vedere l’Arsenal, con Ramsey che lancia con un pallone altissimo Van Persie, la cui coraggiosa conclusione al volo risulta evanescente. La partita continua a seguire sempre lo stesso copione: Arsenal che prova ad attaccare ma rimane imbrigliato tra le maglie della difesa del Chelsea, autore di qualche contropiede poco efficace.

L’inserimento di Mata in luogo di Kalou potrebbe dare manforte a Torres ma di fatto non cambia nulla. La parte finale del match è abbastanza viva. Capita una buona occasione, attorno all’83’, a Van Persie: partito sul filo del fuorigioco, servito in profondità da Ramsey, approfitta del buco creato dal mancato intervento difensivo di Cahill e calcia in corsa, di destro, con la palla che va fuori. Il risultato rimane però fermo sullo 0 a 0, e così termina la partita.

CHIAVE - Lo 0 a 0 è merito soprattutto dell’impostazione data alla partita dal tecnico dei blues. Il Chelsea, da quando Di Matteo ne ha assunto la guida tecnica, ha assunto una connotazione tattica ben precisa, dimostrandosi squadra sì poco spettacolare, ma molto pratica e compatta. L’Arsenal, dal suo canto, non è stato in grado di forzare il fortino eretto dai blues, pur avendoci provato più volte.

CHICCA - “Non abbiamo bisogno di Batman perché abbiamo Robin”, recita uno striscione dei tifosi di casa, con chiaro riferimento alle prodezze di Robin Van Persie. Un modo come un altro per sperare di convincere l’olandese a legarsi a vita ai gunners. Speranza che, difficilmente, troverà realizzazione, viste le insistenti voci che vogliono Van Persie via da Londra la prossima stagione.

TATTICA - Di Matteo, rispetto al match di Champions contro il Barcellona, conferma solamente Cech, Terry e Cahill. La disposizione tattica è la solita: 4-3-3 con grandi responsabilità per “el nino”Fernando Torres. Wenger opta anch’egli per un 4-3-3, dove un ruolo decisivo lo svolgono gli esterni d’attacco, Walcott e Oxlade-Chamberlain. Esterni che, però, non combinano granchè.

Eccellente è invece il lavoro svolto dall’intera squadra del Chelsea, che tenta di sfruttare le azioni di contropiede, forte anche di qualche pallone di troppo perso dall’Arsenal, non trovando però il guizzo vincente. Wenger prova a svegliare la squadra nella ripresa inserendo, in ordine cronologico, Gervinho, Diaby e Andrè Santos, ma il risultato non cambia.

MOVIOLA - Match sostanzialmente corretto, con Dean che non riscontra problemi nell’intera gestione della partita. I cartellini gialli ci stanno tutti. A voler essere puntigliosi, al Chelsea manca un calcio d’angolo, ma si tratta del classico pelo nell’uovo. Entrambe le squadre chiedono un rigore, neppure troppo insistentemente.

Il Chelsea si fa sentire al 39’, con Bertrand che reclama la massima punizione, per un presunto fallo di Sagna ai suoi danni. Proteste ancora più vibranti da parte degli uomini di Wenger quando, all’80’, Van Persie chiede il penalty, per una spinta subita ad opera di Terry. In entrambi i casi Dean lascia correre.

PROMOSSI&BOCCIATI - Siamo alle solite. Fernando Torres, chiamato a riscattare un declino che pare irreversibile, si danna come un leone ma, paradossalmente, fa meglio in fase di ripiego che al momento di concludere. Non che gli capitino chissà quali occasioni da goal, ma si ha davvero la netta impressione che sia meglio per tutti che lo spagnolo cambi aria.

Terry è il solito difensore incredibile, e questo influisce positivamente anche sulla prestazione del compagno di reparto Cahill. Bene anche il duo Koscielny - Vermaelen, spesso criticato, ma oggi, ad onor del vero, disimpegnatosi egregiamente. Così così il rientrante Oxlade-Chamberlain, un po’inconcludente. Van Persie stavolta non esegue squilli di tromba: si muove parecchio ma manca il goal. Ci ha abituati tutti troppo bene e quando non segna fa notizia. Walcott rimane in campo un’ora scarsa, ma fa davvero pochissimo..

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