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Champions League

  • 19 febbraio 2013
  • • 20.45
  • • Emirates Stadium, London
  • Arbitro: S. Moen
  • • Spettatori: 59974
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FIN
3

Arsenal-Bayern Monaco 1-3: Gunners a picco sotto i colpi della corazzata bavarese

Arsenal-Bayern Monaco 1-3: Gunners a picco sotto i colpi della corazzata bavarese

Thomas Müller / Arsenal-Bayern

I tedeschi liquidano con una prova autoritaria la pratica londinese imponendosi con un secco tris firmato Kross-Muller-Mandzukic. Per i padroni di casa in goal l'ex Podolski.

Il Bayern passeggia all'Emirates contro l'Arsenal. La corazzata tedesca parte forte, ritrovandosi in vantaggio per due a zero già dopo venti minuti con i gol di Kroos e Muller. Nella prima frazione di gioco la squadra di Wenger rischia l'imbarcata, poi, nella ripresa, riapre il match grazie a Podolski, abile a sfruttare una papera di Neuer. I Gunners attaccano sospinti da un grande pubblico, ma, dopo aver sfiorato il gol del pareggio con Giroud, subiscono in contropiede il gol del 3-1.

Da sottolineare la magistrale prova di Wilshere a centrocampo, mentre Ramsey e Vermaelen sono protagonisti di una prestazione disastrosa. La qualificazione prendere meritatamente la strada di Monaco, per passare ora all'Arsenal serve un'impresa.

FORMAZIONI - Dopo il turnover operato (senza successo) negli ottavi di finale di FA Cup, Arsene Wenger schiera la miglior formazione possibile. In difesa, a causa delle assenze di entrambi i terzini di sinistra, Gibbs e Andre Santos, il tecnico francese allarga Vermaelen sulla fascia, con Mertesacker a far coppia al centro insieme a Koscelny. In attacco fiducia a Podolsky, ex di turno, supportato dalla velocità di Walcott e dalla fantasia di Santi Cazorla.

In casa tedesca Heynckes conferma per dieci undicesimi lo schieramento che nell'anticipo di venerdì ha espugnato la Volskwagen Arena di Wolfsburg; l'unica novità è a centrocampo, dove Javi Martinez torna titolare. In avanti, abbondanza di scelte: si accomodano in panchina, tra gli altri, Robben e Gomez, a cui vengono preferiti Kross e Manzdukic.

PRIMO TEMPO - L'Arsenal, come di consueto, prende sin da subito l'iniziativa del gioco, gestendo il possesso palla nella zona centrale del campo. I gunners sembrano in palla, tant'è che, dopo soli due minuti, Cazorla, smarcato da una pregevole combinazione palla a terra con Wilshere, prova a servire all'interno dell'area piccola Theo Walcott, anticipato da un'ottima chiusura di Van Buyten. L'apparenza inganna, però, perché dell'Arsenal, almeno per i successivi venticinque minuti, non vi è traccia.

Il Bayern cresce con il passare dei minuti e al settimo trova il gol del vantaggio: Muller, sull'out di destra, salta un Vermaelen in clamorosa difficoltà e lascia partire un cross arretrato. Toni Kroos, appostato al limite dell'area, calcia di prima intenzione, con la palla che rimbalza violentemente a terra e si impenna, battendo un incolpevole Szczesny.

La squadra di Wenger accusa il colpo, lasciando il pallino del gioco nelle mani dei bavaresi. La squadra tedesca, supportata dai tantissimi tifosi giunti a Londra, continua a premere, trovando ampi varchi sull'out di destra, dove Vermaelen è in grave difficoltà. Al ventesimo minuto il Bayern trova il meritato raddoppio: sugli sviluppi di un calcio d'angolo, Van Buyten anticipa tutti e colpisce di testa, Szczesny respinge corto e Muller è lestissimo ad appoggiare in rete.

I Gunners vanno fuori giri, accumulando una serie di ammonizioni per falli tanto gratuti quanto cattivi: Vermaelen, Sagna e Arteta finiscono sul tabellino dei cattivi. Graziato, però, Arteta, la cui entrata a piedi uniti su Mandzukic avrebbe meritato il cartellino rosso. Intorno alla mezz'ora, l'Arsenal, trascinato da uno straordinario Wilshere, dà segni di risveglio, almeno sul piano del gioco, perché le occasioni faticano ad arrivare. L'unica capita sui piedi di Mertesacker, murato all'altezza del dischetto da un intervento provvidenziale di Van Buyten.

L'occasione più ghiotta, invece, capita, nei minuti finali della prima frazione, sulla testa di Mario Mandzukic che, imbeccato splendidamente da Lahm, mette fuori di pochi centimetri, con Szczesny immobile. Con i fischi assordanti dell'Emirates si chiude il primo tempo, con il Bayern che all'intervallo conduce meritatamente per 2-0.

SECONDO TEMPO - La ripresa inizia con gli stessi ventidue in campo. Cambia, invece, il copione del match: i Gunners gestiscono il possesso del pallone, cercando, con pazienza, di trovare spiragli all'interno della rocciosa difesa ospite. Al cinquantacinquesimo, i Gunners tornano in partita, sia dal punto di vista del risultato che, soprattutto, mentalmente: sugli sviluppi di un calcio d'angolo (che non c'era), Neuer sbaglia completamente il tempo d'uscita e lascia campo libero a Podolsky, che di testa fa 1-2.

Il Bayern reagisce rabbiosamente: Ribery, Kroos e Schweinsteiger ci provano con conclusioni da fuori, senza però creare preoccupazioni all'estremo difensore di casa. L'Emirates e i suoi beniamini tornano a ruggire dal settantesimo: Podolsky va via sull'out di sinistra, lascia partire un tiro-cross insidiosissimo, spazzato da Alaba a pochi metri dalla linea di porta. Tre minuti più tardi l'occasione più clamorosa: Rosicky, appena entrato, lancia magistralmente Walcott sull'out di destra. Il numero 14 inglese controlla e crossa per Giroud, anch'egli subentrato da pochi minuti, che di prima intenzione gira verso la porta: Neuer respinge d'istinto.

Ma il Bayern è letale e a tredici minuti dalla fine mette in cassaforte la qualificazione: Rooben, in contropiede, premia l'avanzata di Lahm. Il cross del capitano tedesco termina in rete dopo una rocambolesca deviazione di Sagna sulla caviglia di Mandzukic. Cala il gelo a Londra, con l'Arsenal incapace di reagire al tremendo colpo subito: sono più i bavaresi, infatti, a sfiorare il quarto gol, che gli inglesi ad accorciare le distanze. Finisce 3-1, risultato meritato per quanto si è visto nei novanta minuti.

LA CHIAVE - La superiorità della corazzata bavarese. La squadra tedesca ha dimostrato, ancora una volta, tutte le proprie qualità: solidità difensiva, idee di gioco e cinismo. Favorita, indubbiamente, dalla pessima prestazione dei Gunners, che, per avere una possibilità di battere il Bayern, avrebbero dovuto quantomeno imporre ritmi forsennati, sfruttando la velocità dei propri attaccanti. Nel momento più delicato del match i ragazzi di Heynckes hanno saputo tener botta, colpendo in contropiede alla prima occasione favorevole.

MOVIOLA - Buona conduzione di gara da parte del norvegese Moen, che, dall'inizio alla fine, adotta lo stesso metro, sebbene un po' troppo fiscale. Tante interruzioni di gioco e tanti cartellini sventolati. Sbaglia al ventiquattresimo del primo tempo: Arteta entra in scivolata a piedi uniti su Mario Mandzukic: Moen estrae il giallo, ma la pericolosità dell'intervento sarebbe stata da punire con un cartellino rosso. Il goal dei padroni di casa nasce da un errore del quintetto arbitrale: Cazorla calcia dal limite e colpisce Podolsky, con la palla che termina sul fondo. L'arbitro, errando, concede il corner: il giudice di linea avrebbe dovuto aiutare Moen.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - TONI KROOS: Sblocca il risultato con una pregevole girata, per il resto galleggia fastidiosamente tra le linee.

IL PEGGIORE - PER MERTESACKER: Disastroso, si perde puntualmente chiunque transiti dalle proprie parti.

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