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Champions League

  • 21 novembre 2012
  • • 20.45
  • • Stade Constant Vanden Stock, Bruxelles (Brussel)
  • Arbitro: D. Skomina
  • • Spettatori: 19803
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FIN
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Anderlecht-Milan 1-3: Tripudio rossonero, il Diavolo si prende gli ottavi di Champions

Anderlecht-Milan 1-3: Tripudio rossonero, il Diavolo si prende gli ottavi di Champions

Getty

Grande vittoria per il Milan che, espugnando lo stade Constant Vanden Stock, si qualifica matematicamente agli ottavi di Champions League.

Il Milan non fallisce il primo match point e accede agli ottavi di finale con un turno di anticipo, grazie anche al pareggio ottenuto dal Malaga contro lo Zenit di Spalletti nel tardo pomeriggio. Prova di forza dei rossoneri, che, pur con qualche patema di troppo e non impressionando, colgono un successo importante e di vitale importanza per il prosieguo della stagione in casa dell'Anderlecht. Un successo inoltre che permette ad Allegri di rimanere saldo in sella alla panchina e di guardare al futuro con rinnovato ottimismo.

FORMAZIONI - Van den Brom schiera i suoi con il classico 4-2-3-1. Proto tra i pali, i terzini sono Gillet e Deschacht, mentre Kouyatè affianca l'olandese Nuytinck al centro della difesa. In mezzo, spazio al duo Biglia-Kljestan. Il congolese Mbokani agisce da prima punta, supportato da Bruno (classe '93), Praet ('94) e Jovanovic. Allegri invece conferma in blocco il 4-3-3 che ha portato in dote un buon pareggio sabato al San Paolo, con una sola variazione. Il tecnico livornese infatti continua a mischiare le carte in difesa, dove stavolta è Yepes a far coppia con Mexes. In attacco, invece, rinnovata la fiducia a Boateng e Bojan a sostegno dell'inamovibile El Shaarawy.

PRIMO TEMPO - Che per il Milan non sarà una passeggiata, lo si capisce sin dai primi minuti. L'Anderlecht, chiamato alla partita della vita, dimostra di aver studiato bene le false partenze dei rossoneri e inizia aggressivo, pressando molto alto. Ma questo atteggiamento un po' spregiudicato ha la conseguenza di prestare il fianco alla velocità degli avanti del Milan. Così, già nei primi minuti, sia Bojan che El Shaarawy hanno a disposizione vaste praterie per fare male alla difesa di casa, soprattutto sulla fascia sinistra.

Ben presto però l'inerzia della partita passa nelle mani dei belgi, che sfiorano il vantaggio due volte nel giro di un minuto. Prima è Jovanovic, ben assistito da Mbokani, a sfruttare un buco della difesa e presentarsi davanti ad Abbiati, bravo a respingere con i piedi; poi è il gioiellino Praet, sulle cui tracce ci sono da tempo gli scout di mezza Europa, a sparare di poco a lato su imbeccata di Bruno. Il Milan appare lento, non riesce ad accorciare e fa molta fatica a recuperare palla ed impostare un'azione degna di tal nome.

L'Anderlercht alza il baricentro e costringe gli ospiti tutti nella loro metà campo. Biglia dirige meravigliosamente l'orchestra, ma trova pochi sbocchi perchè il Milan si difende con ordine. I pericoli più grossi giungono, come sempre, sui calci piazzati. Una punizione dalla trequarti crea scompiglio nell'area di Abbiati intorno alla mezzora: ci vuole un salvataggio di Constant ad evitare il tocco vincente dell'uomo mascherato Mbokani.

Dall'altra parte, Montolivo prova ad accendere la luce, ma l'unico a seguirlo è il solito El Shaarawy. Bojan e Boateng sono impalpabili e vengono contenuti con facilità disarmante da Kouyatè e Nuytinck. Si va così all'intervallo sullo 0-0. Un brutto Diavolo, quasi sempre in balia dell'avversario.

SECONDO TEMPO - Come da prassi nell'ultimo periodo, il Milan che torna sul terreno di gioco appare trasformato. Bastano infatti appena 90 secondi per trovare il vantaggio: Montolivo gira a destra per De Sciglio, che mette un cross col contagiri al centro dell'area. Sul pallone si avventano Nocerino ed El Shaarawy, ma come al solito è il Faraone ad appoggiare in rete. Dodicesimo goal stagionale per il numero 92, sempre più decisivo in una squadra che non riesce a spiccare il volo.

L'Anderlecht accusa il colpo ed è ancora l'italo-egiziano a sfiorare la segnatura. Il match vive ora un momento di straordinaria intensità, con rapidi ribaltamenti di fronte. Gli uomini di Van den Brom cercano di profondere il massimo sforzo alla ricerca del pareggio, ma vanno a sbattere contro il muro organizzato dalla difesa milanista. Al 69' l'episodio che cambia la partita: Pato lanciato a rete viene steso da Nuytinck. Skomina estrae il cartellino rosso per il difensore olandese. Sulla punizione seguente, accade quello che nessuno mai si sarebbe potuto aspettare: Mexes si inventa una rovesciata pazzesca da poco fuori area. Proto guarda incredulo il pallone insaccarsi sotto la traversa.

Ma l'Anderlecht ha sette vite, e nonostante l'inferiorità numerica al 78' rientra in partita. Solita confusione nell'area di Abbiati, palla vagante che finisce nei piedi del neo-entrato De Sutter, a cui non sembra vero poter battere il portiere da due passi.

Sospinti dall'entusiasmo del goal appena trovato, i padroni di casa si buttano disperatamente in avanti. Deschacht ha la palla buona, ma la svirgola malamente. Al 91' però un contropiede micidiale chiude i conti e gela il pubblico di Bruxelles. Pato trova il secondo goal stagionale su assist di El Shaarawy, lanciato in campo aperto. Il Milan vince e passa il girone, ma sembra ancora poco brillante.

CHIAVE - L'atteggiamento del Milan nella ripresa è in linea con quello che si è ammirato nelle ultime uscite stagionali. I rossoneri soffrono anche troppo nei primi 45 minuti, ma nella ripresa riescono a creare tante occasioni e segnare con grande frequenza. L'espulsione di Nuytinck rende tutto (quasi) più facile.

MOVIOLA - Partita molto tranquilla per Skomina, anche se rimangono diversi dubbi sul cartellino rosso mostrato a Nuytinck. Il difensore commette un fallo su Pato, che era lanciato verso la porta. Vero che si creava una situazione di due contro uno, ma si era ancora molto lontani dall'area di rigore. Quindi non si può parlare con certezza né di ultimo uomo, né di chiara occasione da rete.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - El Shaarawy. E' ancora una volta lui a sbloccare il risultato. L'altruismo col quale manda il goal Pato è da consumato campione. Chapeau!

IL PEGGIORE - Jovanovic. Sullo 0-0 ha il pallone buono per indirizzare la gara sui canali dell'Anderlecht, ma calcia addosso ad Abbiati. Poi sparisce dal campo.

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