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Serie A

  • 19 marzo 2012
  • • 20.45
  • • Stadio Olimpico, Roma
  • Arbitro: A. Giannoccaro
  • • Spettatori: 37000
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FIN
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Roma-Genoa 1-0: Osvaldo ha il lampo vincente e i giallorossi portano a casa i tre punti

Un bel goal dell'attaccante italo-argentino permette alla Roma di portare a casa i tre punti nel posticipo contro il Genoa.

La Roma sblocca subito e contiene la sterile reazione del Genoa. Una traversa di Palacio l'occasione più importante dei rossoblù, ma è la Roma a sfiorare il goal in più circostanze. Meritato il successo dei giallorossi, che riavvicinano la Lazio e la zona Champions.

FORMAZIONI
- Orfano di Totti, Luis Enrique si affida al tridente con Lamela, Borini ed Osvaldo. In mezzo Greco guadagna una maglia da titolare al fianco di De Rossi e Gago, mentre in porta torna Stekelenburg dopo la squalifica. Difesa con Kjaer ed Heinze al centro, Taddei e José Angel terzini. Il Genoa risponde con il 4-3-1-2. Mesto, Carvalho, Kaladze e Moretti davanti a Frey; Marco Rossi, Veloso e Biondini a centrocampo; Belluschi sulla trequarti ad ispirare Gilardino e Palacio.

CRONACA - Come a Palermo, la Roma colpisce al primo affondo. Osvaldo si destreggia in area, rientrando da sinistra. Il destro è angolato ed imprendibile per Frey. Giallorossi subito in vantaggio, ma il goal piuttosto che essere premessa di una sfida fiammeggiante ha un effetto soporifero sul match. Il Genoa prova a reagire, ma solo Palacio sembra avere i numeri per combinare qualcosa. Belluschi è macchinoso e prevedibile, Gilardino un fantasma. Vista la scarsa incisività degli ospiti, gli uomini di Luis Enrique provano ad ipotecare il risultato.

Greco stuzzica Frey da fuori con una sassata mancina, Osvaldo prima spreca il raddoppio, lanciato in velocità al cospetto del portiere francese con un destro a lato, poi strappa gli applausi dell’Olimpico ubriacando tre difensori avversari e mancando di un’inezia lo specchio della porta. La difesa della Roma continua, però, a confermarsi tra le meno affidabili della Serie A e rischia grosso alla mezz’ora, con Palacio che imperversa sulla sinistra e recapita al centro dell’area un cioccolatino, che Belluschi non riesce a scartare, colpendo senza forza in spaccata. L’occasione sembra rivitalizzare il Grifone, che spinge più deciso nel finale, senza, tuttavia, creare limpide occasioni.

Nel secondo tempo Marino decide di giocarsi la carta Jankovic al posto del disastroso Marco Rossi, per dare nuova linfa al suo attacco. E’ però ancora la Roma a sfiorare il goal in avvio con un’azione prepotente di Borini, che serve Lamela in area, sul quale è prodigioso Frey a mano aperta. Il Genoa non riesce a farsi vivo in avanti e neppure uno svarione clamoroso di Taddei, autore di un retropassaggio sciagurato, serve ai rossoblu per rientrare in partita, dato che Gilardino dorme in area e si fa rimontare dai difensori avversari. Entrano Bojan per la Roma e Jorquera per il Genoa ed i due sono protagonisti di azioni che potrebbero cambiare volto alla partita.

Lo spagnolo stoppa bene un pallone in area e cerca di sorprendere Frey sul palo più lontano, ignorando Osvaldo che attendeva l'assist liberissimo al centro. Il cileno dal canto suo offre sul piatto d'argento il pallone del pareggio a Palacio, che calcia sulla traversa dopo aver saltato Kjaer. Gli ultimi minuti sono caratterizzati dall'assalto disordinato dei liguri, che concedono il fianco alle ripartenze dei giallorossi, che sciupano altre importanti occasioni per chiudere in anticipo la partita. Al triplice fischio la Roma festeggia la seconda vittoria consecutiva, che avvicina la Lazio ed il suo terzo posto. Per il Genoa, al contrario, ci sarà da lavorare per evitare di farsi coinvolgere nella bagarre salvezza.

CHIAVE
- Il goal in apertura di Osvaldo cambia subito le carte in tavola. La Roma fa la partita che si era prefissata, gestendo il possesso palla, ma senza avere l'affanno di dover cercare per forza la via della rete. Il Genoa, d'altro canto, si trova a dover spingere per trovare il pari, dopo aver impostato un match di contenimento.

CHICCA
- Al minuto 8 della ripresa un'azione da sagra dell'errore, i cui protagonisti sono Taddei, Gilardino e l'assistente di Giannoccaro Maggiani. Il terzino svirgola un pallone, che finisce al centro dell'area di rigore, dove all'ex bomber della Fiorentina basterebbe controllare e girare quasi indisturbato verso la porta avversaria, ma lo stesso attaccante pecca in reattività e consente il recupero ai difensori della Roma. Clamorosa anche la topica di Maggiani, che sventola un improbabile off side, trattandosi di retropassaggio e non di verticalizzazione di un giocatore genoano. Fortuna che Giannoccaro se ne accorga e prevenga una svista colossale.

TATTICA - Come 9 giorni fa è una Roma più pragmatica ed equilibrata, rispetto a quella vista nel corso della stagione. Il 4-3-3 di Luis Enrique continua a puntare sul possesso palla, ma è molto più prudente nel proporre le proprie trame, sbilanciandosi solo in rare circostanze. Il Genoa è invece in enorme difficoltà. Il gioco procede senza fluidità e troppa improvvisazione. Anche con il cambio di modulo tra primo e secondo tempo, Marino non riesce a ravvivare una squadra distratta in difesa, inconistente a centrocampo e sterile in avanti.

MOVIOLA - Poco lavoro per Giannoccaro. Sotto l'aspetto agonistico la gara non è particolarmente accesa. Un dubbio nel primo tempo, quando Greco reclama un rigore in seguito a un contatto con Kaladze, ma l'impressione è che il romanista cerchi la massima punizione andando a sbattere sulla gamba del georgiano, che è però colpevolmente larga. Sempre l'ex difensore del Milan è protagonista di un brutto fallo da tergo su Bojan, che poteva meritare il rosso più del giallo.

PROMOSSI&BOCCIATI
- Osvaldo decide il match con una giocata pregevole. Borini conferma il suo momento magico con un'altra prestazione da premiare per corsa, sacrificio e lavoro per la squadra. Heinze sbroglia tutte le situazioni pericolose per la porta di Stekelenburg, mentre Kjaer se la cava, pur con qualche sbavatura. Un pò in ombra Lamela. Nel Genoa davvero poche sufficienze. Di sicuro bene Frey, che salva il Grifone dal crollo verticale. Benino per l'impegno Biondini, mentre Jorquera prova a svegliare una squadra stordita. Moltissime le note stonate. Marco Rossi viene saltato regolarmente ed esce a fine primo tempo con il mal di testa. Gilardino non si vede mai e non sfrutta un clamoroso errore di Taddei. Più ombre che luci anche per Palacio e Belluschi, dai quali si attendeva l'acuto.

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