Natalino, Catellani e gli altri: quando una visita ti salva la vita

CondividiChiudi Commenti
A volte è prevenzione, più spesso è fortuna o destino: alcuni calciatori hanno dovuto interrompere la loro carriera per problemi cardiaci.

Il calcio italiano è stato colpito dalla tragedia della morte di Davide Astori , deceduto improvvisamente a soli 31 anni a causa di un arresto cardiocircolatorio. Altri calciatori sono stati invece molto più fortunati rispetto al capitano della Fiorentina, nonostante siano stati costretti a dire basta col calcio per non rischiare la vita.

  1. Michael Carrick

    La decisione di ritirarsi dal calcio giocato, Michael Carrick l'ha presa il 12 marzo 2018 dopo una stagione travagliata che l'ha visto scendere in campo in appena quattro occasioni. Il 24 novembre 2017 l'annuncio su Twitter dei suoi problemi riguardanti un'anomalia nel ritmo dei battiti cardiaci. Con una conferenza stampa ha salutato i suoi tifosi del Manchester United, il club della sua vita con cui ha giocato per ben 12 stagioni, divenendone il capitano dopo l'addio di Rooney.
  2. Andrea Catellani

    L'addio al calcio di Andrea Catellani è arrivato il 29 luglio 2017 in una conferenza stampa in cui ha dichiarato di soffrire di un'aritmia emersa nei test d'inizio preparazione effettuati con la Virtus Entella, la società che solo qualche mese prima lo aveva acquistato dallo Spezia.

    Per lui, però, ecco l'avvio di una nuova vita professionale: il club ligure gli ha offerto il ruolo di osservatore e, nel mese di dicembre, è diventato direttore sportivo con il massimo dei voti.

  3. Felice Natalino

    La storia di Felice Natalino inizia come quelle dei predestinati, essendo stato acquistato a soli 16 anni, nel 2008, dall'Inter che lo preleva dalle giovanili del Crotone. Con Rafa Benitez in panchina, il difensore fa in tempo ad esordire sia in campionato che in Champions League, segni di una possibile carriera luminosa all'orizzonte.

    Dopo due prestiti a Verona e Crotone, nel 2012 fa ritorno a Milano dove però stavolta tutto finisce: il 10 febbraio 2013 viene ricoverato d'urgenza al 'San Raffaele' di Milano a causa di una forte aritmia che rischia di essergli fatale. Dopo qualche mese di speranza, il 30 ottobre 2013 decide di appendere le scarpe al chiodo a soli 21 anni. Attualmente fa parte dello staff degli osservatori del settore giovanile interista.

  4. Alexander Doni

    Conosciutissimo in Italia per i sei anni passati alla Roma (tra il 2005 ed il 2011), Doni ha lasciato un segno importante nella capitale dove ha conquistato due Coppe Italia ed una Supercoppa Italiana. Nell'estate del 2011 viene annunciato il suo trasferimento al Liverpool, dove però è costretto al ruolo di riserva alle spalle di Pepe Reina.

    Un anno esatto dopo, l'evento che gli cambierà la vita: vittima di un arresto cardiaco durante alcuni test medici, annuncia il suo problema e l'intenzione di tornare in campo. La speranza si chiama Botafogo ma il ritorno in Brasile non gli porta fortuna: con il club bianconero non giocherà nemmeno un incontro, prima di lasciare definitivamente il calcio il 12 agosto 2013.

  5. Fabrice Muamba

    La data che ha cambiato la vita di Fabrice Muamba è senza dubbio quella del 17 marzo 2012, quando indossava la maglia del Bolton: durante l'incontro di FA Cup contro il Tottenham si accascia improvvisamente al suolo, colpito da un arresto cardiaco.

    Naturalmente i soccorsi sono tempestivi, con tanto di utilizzo del defibrillatore le cui scariche non fanno effetto per addirittura un'ora e 18 minuti, periodo nel quale il suo cuore rimane praticamente fermo. Si risveglierà soltanto due giorni dpo, mentre la decisione di dire basta con il calcio arriverà il 6 dicembre 2012. Attualmente è un giornalista sportivo.

  6. Ruben de la Red

    Il caso di Ruben de la Red è quello del classico giocatore promettente, la cui ascesa è stata bloccata da un cuore troppo instabile per poter risultare idoneo al gioco del calcio. Dopo essere cresciuto nel Real Madrid, nell'estate del 2007 passa in prestito al Getafe dove si impone in mezzo al campo, arrivando anche fino ai quarti di finale di Coppa UEFA, poi persi contro il Bayern Monaco. 

    Dopo aver fatto parte della rosa della Spagna campione d'Europa, fa ritorno al Real Madrid, anche se le cose vanno malissimo: il 31 ottobre 2008 si accascia a terra a causa di una sincope che lo obbliga a saltare tutto il resto della stagione. Il ritorno in campo non avviene nemmeno nell'annata successiva tanto che il 4 novembre 2010 annuncia il suo ritiro. Ora è attualmente disoccupato dopo aver allenato il Getafe B ed a volte partecipa alle gare disputate dalle Leggende del Real.

  7. Khalilou Fadiga

    L'estate del 2002 sembra essere quella della consacrazione per Khalilou Fadiga, protagonista col suo Senegal che, da esordiente, arriva addirittura ai quarti di finale del Mondiale: a notarlo è l'Inter che lo acquista dall'Auxerre e gli fa firmare un contratto di tre anni. Al momento delle visite mediche però, ecco l'imprevisto: gravi problemi cardiaci che costringono la società nerazzurra a dover fare a meno di lui.

    Nel 2004 a puntare su di lui è il Bolton, nonostante più medici gli avessero consigliato di ritirarsi: In Inghilterra è vittima di un collasso che gli costa l'installazione di un defibrillatore interno. Fino al 2009, anno del suo ritiro, giocherà pochissime partite, ruolino fortemente condizionato dalle continue bizze del cuore. Definire Fadiga un miracolato, forse, non è affatto sbagliato.

  8. Lilian Thuram

    Lilian Thuram è certamente il giocatore più conosciuto di questa lista: portato in Italia nel Parma, diviene poi un pilastro della Juventus prima di passare al Barcellona nel 2006, anno della retrocessione in Serie B dei bianconeri dopo lo scandalo di Calciopoli. Con la Nazionale francese ha vinto un Mondiale ed un Europeo.

    Nell'estate del 2008, dopo due anni in Spagna, decide di chiudere la carriera in patria al PSG, allora non ancora la squadra stellare di adesso: nel corso delle visite mediche con i parigini emerge una malformazione cardiaca, problema simile che in precedenza ha provocato la morte del fratello durante una partita di basket. Il 1° agosto dello stesso anno dichiara di lasciare l'attività agonistica, quasi 'costretto' dalle pressioni della famiglia.

  9. Lionello Manfredonia

    Il suo è probabilmente uno dei primissimi casi di ritiro a causa di problemi cardiaci, arrivato all'età di 33 anni nella stagione 1989/1990. Il 30 dicembre nel corso di un match contro il Bologna (allora indossava la maglia della Roma), Lionello Manfredonia cade a terra a causa di un arresto cardiaco: per sua fortuna, allo stadio Dall'Ara si trovava uno dei pochissimi defibrillatori a disposizione dei club, una pratica che all'epoca non era consolidata come ora.

    Tempo dopo ha ammesso l'importanza di quello strumento, decisivo per salvargli la vita che altrimenti si sarebbe interrotta troppo presto.